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Oro senza preoccuparsi della direzione: il nuovo Twin Win di BNP

Con il nuovo Twin Win su Oro di BNP Paribas (ISIN XS3424936964) si guadagna sia dai rialzi sia dai ribassi entro il range ±25%, con Capitale Protetto 100% e premio fisso del 17,5% oltre le barriere

Autore: Team Soluzioni di Investimento
oro nl

Chi ha seguito l'oro nell'ultimo anno sa quanto sia diventato difficile prendere posizione. Dopo aver aggiornato più volte i suoi massimi storici, il metallo giallo ha subito a febbraio una brusca correzione, seguita da una lenta ma continua discesa nei mesi successivi, tornando verso quota 4.000 dollari. Il risultato è che molti investitori si ritrovano davanti allo stesso dubbio: entrare adesso, o aspettare un punto d'ingresso migliore?

Ma se il timing non fosse più il problema? Se si potesse guadagnare tanto da un rialzo quanto da un ribasso, senza mettere a rischio il capitale investito?

È esattamente quello che propone il nuovo Certificato Twin Win di BNP Paribas sull'Oro (ISIN XS3424936964). Un prodotto a Capitale Protetto 100% che a scadenza riconosce la performance del sottostante in valore assoluto entro un range prestabilito (±25%), e paga un premio fisso qualora il metallo esca da quelle barriere.

Ecco le caratteristiche del nuovo Twin Win:

ISIN Emittente Durata Sottostante Payoff a scadenza Barriere Rebate Protezione Scadenza
XS3424936964 BNP Paribas 4 anni LBMA Gold Price PM Performance in valore assoluto entro le barriere ±25% da strike 17,5% in caso di uscita dalle barriere 100% a scadenza 31 luglio 2030 (4 anni)

 

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Il certificato ISIN XS3424936964 è stato emesso da BNP Paribas il 17 luglio 2026, con durata di 4 anni e scadenza fissata al 31 luglio 2030. Il sottostante è il LBMA Gold Price PM, il prezzo ufficiale dell'oro stabilito quotidianamente dalla London Bullion Market Association, il riferimento utilizzato da banche centrali, industria e investitori di tutto il mondo. Il prodotto è denominato in dollari, con un nominale di 100 USD per certificato.

La particolarità della struttura Twin Win sta nel modo in cui viene riconosciuta la performance: a scadenza conta la distanza tra il prezzo finale e quello iniziale, ma in valore assoluto. Poco importa, quindi, che l'oro sia salito o sceso: quello che conta è di quanto si è mosso.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Ipotizziamo che alla valutazione finale l'oro risulti in rialzo del 15% rispetto allo strike: l'investitore riceve il 100% del capitale (100 dollari) più 15 dollari. Se il rialzo fosse del 20%, il premio salirebbe a 20 dollari. Gli stessi importi verrebbero corrisposti anche nel caso opposto, cioè con l'oro in calo del 15% o del 20%. Qualora a scadenza la performance dovesse eccedere, al rialzo o al ribasso, le due barriere, verrà corrisposto un premio fisso (rebate) pari al 17,5%.

Scenari a scadenza

Scenari a scadenza ISIN XS3424936964_Websim
Scenari a scadenza ISIN XS3424936964

La struttura presenta due limiti, uno inferiore e uno superiore. Essi sono fissati rispettivamente al ±25% dello strike, ovvero al 75% e al 125% del prezzo di riferimento iniziale. Se a scadenza l'oro si trovasse oltre una delle due soglie — con un rialzo superiore al +25% o un ribasso più profondo del -25% — il certificato non pagherebbe più la performance in valore assoluto, ma un premio fisso (rebate) del 17,5% sul nominale, identico in entrambi i casi.

Il tutto poggia sulla protezione integrale del capitale a scadenza: qualunque cosa accada, il rimborso minimo sarà pari ai 100 dollari di nominale.

Oro: i driver dietro la recente performance

Dietro la debolezza degli ultimi mesi non c'è un solo fattore, ma una catena. Il primo anello è composto dai tassi reali americani: l'oro non stacca alcuna cedola, così quando il rendimento reale delle obbligazioni sale, detenere il metallo diventa meno conveniente. La correlazione inversa tra tassi reali a dieci anni e oro spot è stata piuttosto stretta per buona parte dell'anno, e la recente risalita dei rendimenti — alimentata dalla ripresa del conflitto e dal conseguente rialzo del petrolio — ha pesato di conseguenza. Nell'immagine di seguito si può notare la correlazione inversa tra il prezzo spot dell'oro e i tassi reali americani a 10 anni: la scala di questi ultimi è invertita, motivo per cui le due curve appaiono muoversi insieme.

Oro vs tassi reali_Websim
Oro Spot vs Tassi Reali USA a 10 anni

Il secondo anello smentisce un luogo comune. L'oro è considerato il bene rifugio per eccellenza, e sul lungo periodo lo è; nell'immediato, però, le crisi geopolitiche tendono a penalizzarlo. Il motivo è tecnico: nelle fasi di tensione gli investitori riducono la leva e liquidano ciò che è più facilmente vendibile, e l'oro — di fatto una valuta alternativa più che una materia prima — è tra gli asset più liquidi in portafoglio. Lo stesso meccanismo si è visto nell'ultimo risk-off, quando il fattore momentum è venuto meno, trascinando con sé anche i metalli preziosi, e coi deflussi dagli ETC fisici a muoversi quasi uno a uno con il prezzo.

A completare il quadro, il venir meno del tema debasement. Nel 2025 buona parte del rally era stata alimentata dal timore di una traiettoria fiscale insostenibile negli Stati Uniti e di una Fed sempre meno indipendente: se il dollaro rischiava di indebolirsi, l'oro era l'alternativa naturale come riserva di valore. L'arrivo di Warsh alla guida della banca centrale ha però disinnescato in larga parte quella narrativa. Il mercato oggi lo considera un governatore credibile, e la ritrovata fiducia nell'istituzione si è tradotta in un dollaro più solido. Un rafforzamento che va a scapito dell'oro, che con il biglietto verde si contende proprio il ruolo di bene rifugio: quando il dollaro convince, la domanda di protezione si sposta lì e uno dei principali motori dietro al rialzo si spegne.

Il quadro, però, non è di sola debolezza. La domanda delle banche centrali resta robusta: secondo l'ultimo report semestrale del World Gold Council, circa tre reserve manager su quattro dichiarano di voler continuare ad accumulare oro. Una domanda istituzionale che, sul piano dei flussi, continua a fare da contrappeso alle pressioni in vendita degli ultimi mesi.


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