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Cinque anni al 5%: il nuovo Bond Barclays che batte il BTP 5Y

Da Barclays il primo bond che spinge il rendimento del BTP 5Y (ISIN XS3183922262). Paga 1,25% trimestrale (5% annuo), con memoria e trigger cedola al 3,5%. Autocall dalla fine del primo anno

Autore: Team Soluzioni di Investimento
spiaggia con il mare, al centro la scritta 5% annuo lordo co affianco una stella marina rossa

Oggi vi presentiamo un bond unicum nel suo genere. Un Bond a capitale protetto 100% su governativo italiano, dove però, il sottostante, non è il solito decennale, ovvero il SOITA 10Y che replica l’andamento del tasso del BTP a 10Y, bensì è il SOITA 5Y, che invece replica fedelmente il rendimento del BTP a 5Y. Non solo, questo Bond ha un altro grandissimo vantaggio, ovvero una maturity molto corta a 5 anni e un pick up sul rendimento del BTP a 5Y

Il prodotto in breve:

  • ISIN XS3183922262;
     
  • Capitale protetto 100% a scadenza;
     
  • Maturity 5 anni (22/07/2031);
     
  • Sottostante: Solactive BTP 5Y Annual Comp. Yield Index (Ticker Bloomberg: SOITA05E Index). L’indice replica fedelmente il tasso del BTP quinquennale italiano;
     
  • Cedola trimestrale condizionata del 1,25% (5% annuo) con memoria. Facciamo presente che è l’unico bond con questa struttura attualmente sul mercato e offre un rendimento annuo lordo del 1,6% maggiore rispetto al BTP a 5 anni e dello 0,8% al netto della tassazione. 
     
  • Trigger cedola 3,5%: se, nelle date di osservazione trimestrali, il sottostante sarà uguale o inferiore al 3,5%, il prodotto pagherà la cedola del 1,25% lordo (5% annuo). Grazie alla memoria sarà possibile, fino a scadenza inclusa, ottenere eventuali cedole non pagate;
     
  • Trigger autocall 2,7%: se, nelle date di osservazione trimestrali, il tasso del sottostante sarà uguale o inferiore al 2,7%, il prodotto verrà rimborsato al 100% del nominale (1.000 euro a Bond), più la cedola del periodo ed eventuali cedole non pagate. Autocall possibile da luglio 2027.
     
  • Prezzo a sconto a 99,5 euro.

Volatilità sui tassi guidata da ripresa del conflitto in Iran e politica italiana

Per l’ennesima volta, dai minimi di febbraio 2026, i tassi tornano a salire e il decennale italiano torna in area 4%, soglia piuttosto importante e molto vicina ai massimi del 4,1% toccati a marzo 2026. Come abbiamo detto più volte, quest’anno l’inflazione è vista in rialzo anche dalle banche centrali e a cascata questo comporta un rialzo dei tassi.

Si muove anche lo spread BTP-Bund che torna sui massimi di maggio, dinamica legata alle difficoltà che sta attraversando il Governo Meloni e che a cascata porta con sé ulteriori pressioni sui rendimenti del governativo italiano. Per il momento, il mercato si aspetta un solo rialzo quest’anno dei tassi da parte della Fed e due da parte della BCE, uno a settembre e uno a dicembre. Situazione, dunque, tutto sommato sotto controllo, nonostante il rialzo dei prezzi.

Non aiuta invece la possibile chiusura verso l’Arabia Saudita (esportatore più importante dell’area) dello stretto di Bab El-Mandeb da parte degli Yuti e le possibili disruption energetiche, dato che i livelli delle riserve di Stati Uniti e Paesi occidentali sono ai minimi. Ulteriori elementi che possono spingere l’inflazione al rialzo.

Dall’altra parte, però, la prosecuzione di questa guerra non conviene a nessuno: non conviene a Trump che ha le Midterm Election a novembre e sta andando contro il mandato che gli è stato dato dagli Americani (Make America Great Again); non conviene all’Iran per ragioni di stabilità interna e poiché le sanzioni che Trump è tornato ad imporre, insieme ai bombardamenti indeboliscono il regime militarmente ed economicamente. Inoltre, i paesi limitrofi non rimangono certo a guardare.

L'Iraq, il secondo produttore di petrolio dell'OPEC, ha subito forti perdite a causa dell'interruzione del traffico di petroliere nello stretto. Proprio per questo, l'Iraq e la Siria hanno firmato un accordo a Washington (durante un summit della Camera di Commercio sugli investimenti statunitensi in Iraq) per ricostruire un oleodotto che offrirebbe una rotta alternativa allo Stretto di Hormuz. L'oleodotto si estende da Kirkuk, nell'Iraq settentrionale, fino alla costa mediterranea della Siria, con una capacità nominale di 700.000 barili al giorno.

Ma la verità è che per ora, il mercato legge questo scontro come un conflitto permanente a bassa intensità, non in grado di andare ad intaccare in modo persistente e duraturo gli equilibri di crescita e inflazione globali. Lo si vede, non solo dalle stime delle banche centrali che vedono inflazione tornare in area 2% già il prossimo anno, ma anche ad esempio dal parere dei gestori sulle quotazioni future del petrolio. Circa l’80% dei gestori ritiene che il petrolio sarà per fine anno nel range 60-80 dollari al barile, ben sotto i livelli raggiunti quando è scoppiata la guerra Iran/USA. Ancora, il contratto future di dicembre 26 prezza a 83 usd dollari al barile. 

Il bond a 5 anni che paga il 5% 

Chiarito il contesto di riferimento, per chi volesse comprare un bond in grado di spingere il rendimento del BTP 5 anni, il bond ISIN XS3183922262, emesso da Barclays, può fare al caso suo. Uno strumento che dunque trova spazio nella componente obbligazionaria del portafoglio ed in grado di pagare un premio potenziale del 5% annuo, trimestralmente. Rendimento interessante anche se confrontato con i bond a cinque anni corporate attualmente sul mercato. Analizziamolo allora più nel dettaglio.

Il bond ISIN XS3183922262 a scadenza fornisce una protezione totale del capitale e paga cedole condizionate, ma con memoria. La memoria, lo ricordiamo, permette all’investitore di recuperare eventuali premi persi nelle precedenti date di osservazione. Questo è importante capirlo bene perché, tolto il rischio emittente, la possibilità di non ricevere cedole è l’unico vero rischio di questi prodotti se mantenuti fino a scadenza. L’obbligazione propone premi trimestrali per un totale di 20 date di osservazione durante la vita del prodotto. 

Per il resto, la logica del prodotto si spiega abbastanza da sola e il grafico ci aiuta a capire bene l’idea sottostante al Bond. Come abbiamo detto, il prodotto paga la cedola trimestrale con memoria del 1,25%, se il sottostante (SOITA05E Index) non superala la soglia del 3,5%. Una soglia che negli ultimi dieci anni è stata infranta solo nel 2022 e 2023 in modo consistente, per poi ritornare al di sotto. Spike di breve e medio termine sono sicuramente possibili, mentre risulta meno probabile credere a lunghe fasi di permanenza di tassi elevati. Infatti, il costo medio del nostro debito è vicino al 3%, rialzi eccessivi e prolungati darebbero problemi molto grossi all’economia italiana e non solo, costringendo poi interventi della banca centrale. Il fatto di avere osservazioni trimestrali con memoria aiuta parecchio, infatti, anche pensando ad uno spike sopra tale livello come è stato nel 2023, il prodotto andrebbe a pagare tutte le cedole perse alla prima data di osservazione trimestrale in cui il sottostante sarà tornato al di sotto della soglia trigger. 

BTP 5Y_Websim
Andamento grafico SOITA5Y

Molto interessante anche il livello di autocall. La soglia del 2,7% non è lontanissima dal livello attuale (BTP 5Y a circa il 3,4%), testato recentemente a febbraio 2026. Ricordiamo che la prima data utile di osservazione è il 15 luglio 2027 (cadenza trimestrale). Dunque, il primo anno di premi non è soggetto alla possibilità di rimborso ma solo al trigger cedola. In caso di rimborso, il bond pagherà il 100% del nominale (1.000 euro a pezzo), più la cedola del periodo ed eventuali cedole non pagate. In caso di rimborso dunque, l’investitore si troverebbe davanti ad uno scenario a nostro avviso positivo: avere un capitale protetto 100%, un pick up rispetto al BTP e una maturity molto più corta del governativo benchmark. 

Parliamo allora di rendimento. Con un tasso cedolare del 5% annuo lordo, il prodotto ISIN XS3183922262 offre al momento un pick up sul tasso annuo del BTP 10Y circa del 1,6% lordo (5% vs 3,4%), mentre al netto delle tasse, considerando la tassazione agevolata del BTP, intorno allo 0,8% annuo (3,7% vs 2,9%). 

A scadenza (22 luglio 2031), gli scenari sono due: 

  • Se il sottostante è sotto il livello trigger del 3,5%, il Bond paga il 100% del nominale più ultimo premio ed eventuali premi non pagati.
     
  • Se il sottostante è sopra il livello trigger del 3,5%, il Bond non paga la cedola e si perde anche la memoria, dunque eventuali premi in memoria. Il capitale però è protetto sempre al 100%. Il rimborso sarà comunque a 1.000 euro.

Ricordiamo che questi certificati durante la vita del prodotto sono molto volatili e sensibili all’andamento dei tassi. In caso di calo dei tassi andranno velocemente a premio, ma in caso di ulteriore rialzo dei tassi, andranno velocemente sotto la pari, anche con cali marcati dei prezzi.

Le caratteristiche in sintesi:

ISIN XS3183922262
Tipologia Bond
Emittente Barclays (rating: S&P’s A+ / Moody’s A1 / Fitch AA-)
Data di emissione 22/07/2026
Data di scadenza 22/07/2031 (Durata 5 anni)
Sottostante Solactive BTP 10Y Annual Compounded Yield Index (Ticker Bloomberg: SOITA05E Index)
Cedole 1,25% trimestrale con memoria (5% annuo)
Trigger cedola 3,5%
Trigger autocall 2,7% (possibile da luglio 2027, con cadenza trimestrale)
Prezzo 99,5 EUR

 


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