Petrolio a picco a poche ore dalla FED, respirano i bond e salgono le borse

Sulla stampa saudita si dà conto di un tentativo di soluzione negoziata per garantire il traffico libero attraverso Hormuz. Francia e Regno Unito, starebbero promuovendo un'iniziativa globale

Autore: Niccolò Tirani
Ampio campo petrolifero con piattaforme, pompe e infrastrutture industriali, illuminato dai colori caldi del tramonto, simbolo dell’industria energetica globale.

Photo by Anton Petrus/Getty Images

Wall Street estende i guadagni. L'indice S&P 500 avanza dello 0,3%, il Nasdaq dello 0,7%. Azioni e bond beneficiano del crollo del prezzo del petrolio a poche ore dalla decisione della FED sui tassi di interesse.

La Banca Centrale degli Stati Uniti dovrebbe alzare i tassi per la prima volta dal 2023. I dubbi su un raffreddamento dell'inflazione sono aumentati nell'ultimo mese e l’impennata dei prezzi del petrolio ha alimentato i timori di un’accelerazione dei prezzi, spingendo i rendimenti obbligazionari ai livelli più alti da decenni.

Rimbalzano le obbligazioni, complice anche la discesa a 105 dollari il barile del petrolio di tipo Brent (-3,5%). 
Sulla stampa saudita si dà conto di un tentativo di soluzione negoziata per garantire il traffico libero attraverso lo Stretto di Hormuz. Francia e Regno Unito, starebbero promuovendo un'iniziativa globale per trovare una soluzione alla chiusura della via d'acqua.

Il rendimento del Treasury decennale scende di oltre 4 punti base al 4,95%, ieri era al 5,03% al picco di giornata. Il trentennale cala di 3 punti base al 5,33%, il biennale di 5 al 4,61%.

Il mercato continua a vedere il 93% di probabilità di un rialzo di 25 punti base. "La Federal Reserve ha ben poca scelta se non alzare i tassi, soprattutto perché il mercato obbligazionario segnala da settimane che tassi più alti sono giustificati", ha detto Carol Schleif di BMO Wealth Management. "Il mercato azionario sarebbe deluso se la Fed non alzasse".

"Dato il rimbalzo delle vendite al dettaglio" – cresciute dell'1,2% in agosto rispetto al calo del -0,5% precedente – "siamo sulla buona strada per un altro trimestre di solidi utili societari", ha detto Jeffrey Roach di LPL Financial. "Ci aspettiamo anche che la Fed aumenti i tassi per affrontare le pressioni inflazionistiche provenienti dal lato della domanda".

Titoli sotto la lente a Wall Street

Magnifici sette

Alphabet +0,5%, Amazon -0,2%, Apple +0,7%, Meta +1,3%, Microsoft -0,6%, Nvidia +1,7%, Tesla +2%.

Petroliferi

I prezzi del petrolio USA sono scesi dell'1% dopo un report che ha indicato un aumento delle scorte energetiche la scorsa settimana, spingendo in ribasso i titoli del settore. Diamondback Energy arretra dell'8%.

Intel +4,5%

Reuters ha riferito che SK Hynix è in trattative con il produttore di chip per un accordo che la vedrebbe produrre chip di memoria negli Stati Uniti per la prima volta.

JB Hunt -13,5%

La società di trasporto su gomma ha segnalato l'aumento dei costi e lanciato un allarme sugli utili durante una conferenza organizzata da Morgan Stanley.

Expedia -2%

Il titolo del gruppo di viaggi online è sceso di oltre il 2,5% dopo il downgrade di Morgan Stanley a underweight. Gli analisti hanno affermato che il profilo rischio/rendimento è debole, soprattutto per la maggiore esposizione a un consumatore potenzialmente più fragile.

Europa

Le borse europee sono in rialzo. Gli indici principali, Euro Stoxx 50 +0,5%, Stoxx 600 +0,5%.

Gli acquisti sono concentrati nel settore delle utility (+1,5%), con i migliori titoli che raggiungono rialzi del 2,5%.

Avanzano anche le risorse di base, con i titoli delle società di estrazione e raffinazione dei metalli preziosi in rialzo di oltre il 2%; Pan African Resources guida il comparto avanzando del 6%.

In rialzo anche il settore delle costruzioni (+1%) e delle società dei servizi industriali (+0,9%).

In calo il settore energy (-0,7%), appesantito dal calo del petrolio e il comparto automotive: Renault -4%, Stellantis -3% e VolksWagen -2,5%.

A Milano il Ftse Mib è in rialzo dell’1%. Prysmian avanza del 3,6%. A2a +2,4%, Brunello Cucinelli e Lottomatica +2%.
In calo oltre a Stellantis, Eni -1,3% e Nexi -1%.

Nel frattempo, i dati ISTAT hanno confermato l'aumento dell'inflazione italiana in agosto. L'indice dei prezzi al consumo finale (PCI Armonizzato EU) è cresciuto su base annuale del +3,2% rispetto al +2,9% di luglio. Su base mensile il dato finale è stato confermato in forte aumento a +0,1% dal -1% di luglio. L'aumento è stato sostenuto principalmente dai prezzi dei beni energetici, saliti da +11,6% a +17,1% nel mese.

Macrovariabili

Gas TTF di Amsterdam +1,3% a 81 euro il megawattora.

Obbligazioni: il rendimento del BTP decennale scende di 5 punti base al 4,36%, mentre quello del Bund è al 3,50%. Spread a 86 punti. Il Gilt decennale scende di 9 punti base al 5,30%. Resta comunque intorno al 70% la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della BCE nella riunione di ottobre. Dopo quello di settimana scorsa sarebbe il terzo quest'anno.

Oro in rialzo dell'1,5% a 4.350 dollari l'oncia. Argento +1,8% a 64,8 dollari.

Euro: in lieve ribasso sul dollaro, cambio a 1,154.

Bitcoin -0,4% a 75.600 dollari. Il Congresso ha bloccato l'avanzare del Clarity Act al voto procedurale. Il disegno di legge per regolamentare le criptovalute nel mercato statunitense ha visto 49 voti favore contro i 60 necessari.



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