Il petrolio manda in tilt le borse, a Milano brilla Eni
Il brent supera i 101 dollari il barile, Eni primeggia in Europa e a Piazza Affari. Si indeboliscono i bond

Wall Street si avvia a chiudere in calo, appesantita dal rialzo del petrolio, che oggi ha sforato la soglia dei 101 dollari al barile. Nasdaq -0,4%. S&P500 -0,3%.
Gli sconti reciproci fra Usa e Iran nello Stretto di Hormuz hanno aumentato le preoccupazioni sulla continuità delle forniture di greggio, ma anche sull’inflazione. Gli esperti vedono il 60% di possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella prossima riunione di settembre. Molto dipenderà anche dai dati sui prezzi alla produzione e al consumo che usciranno fra domani e venerdì.
Oltre al petrolio, a stimolare i prezzi ci sono anche i dazi, con le ultime schermaglie fra Usa e Canada, la crescita sostenuta e i massicci investimenti in AI.
Per approfondire
"Un CPI superiore alle attese renderebbe praticamente certo un rialzo a settembre e sosterrebbe il dollaro", ha dichiarato Elias Haddad di Brown Brothers Harriman & Co. "Un dato più contenuto rafforzerebbe invece le ragioni per mantenere i tassi invariati e renderebbe il dollaro vulnerabile a una revisione al ribasso delle aspettative sulla Fed".
Titoli sotto la lente a Wall Street
Meta Platforms +5%
La società ha presentato un nuovo agente di intelligenza artificiale progettato per svolgere compiti per conto dell'utente Apple -1% Scende in vista della presentazione del nuovo iPhone pieghevole. Alphabet -2,4% La casa madre di Google, sta pianificando il suo più grande investimento per l’intelligenza artificiale in Finlandia dal valore di almeno 13 miliardi di euro (15,1 miliardi di dollari).
Uber Technologies +1,8%
La società sta cercando di raccogliere 4,5 miliardi di euro (5,2 miliardi di dollari) attraverso il suo primo prestito obbligazionario in euro, strutturato in cinque tranche.
Amazon -2%
Ha avviato il collocamento delle sue prime obbligazioni denominate in sterline.
Borse europee
I mercati del Vecchio Continente presentano un calo ancora più marcato rispetto a Wall Street. Indice Euro Stoxx 600 -1,3%, Euro Stoxx 50 -1,7%.
Scendono soprattutto le società della Difesa: Rheinmetall -4,3%, Hensoldt -4,2%, Siemens -3,3% e l’italiana Leonardo -3,6%.
Gli unici comparti in rialzo sono l’Energy (+0,5%) e le Utility (+0,2%). Eni con un rialzo dell’1,7% si qualifica come la società più brillante dello Stoxx 50.
A Milano, il Ftse Mib perde lo 0,8%, trascinata dal calo oltre che di Leonardo, anche di Fincantieri (-3,2%), di Poste Italiane (-2,65) e di Amplifon (-2,5%).
Dax di Francoforte -1,7%.
Cac 40 di Parigi -1,8%. Nel listino, è da segnalare Essilux, che guadagna oltre l’1% dopo essere sceso ai minimi dal 2022. Il Cda ha rinnovato la fiducia nella leadership.
Bond e altre macrovariabili
Obbligazionario in calo. Treasury. Il rendimento dei titoli a due anni ha raggiunto il 4,42%, il livello più alto dal 2024. Il decennale sale al 4,84%, +6 punti base. Attesa per l’annuncio sull’entità dell’operazione di riacquisto di giovedì, relativa ai Treasury decennali e ventennali.
BTP italiano al 4,27%, +9 punti base, Bund tedesco al 3,42% + 6 punti base. Spread a 84 punti base.
Euro dollaro stabile a 1,162.
L'oro sale del +0,8% a 4.386 dollari l'oncia.
Bitcoin sulla parità a 78.414 dollari
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