Borse incerte in attesa di risposte da Medio Oriente e inflazione USA
Petrolio e gas sono in forte rialzo in seguito allo stallo tra Washington e Teheran. Brent +3%, gas TTF europeo +8,5%, nel suo maggior rialzo in una sola giornata da marzo. Bond sotto pressione.

Photo by janiecbros/Getty Images
Wall Street si trova poco sopra la parità dopo i massimi storici registrati la settimana scorsa. Il Nasdaq segna +0,1%. L’S&P 500, +0,2%, ha toccato un nuovo record storico nella seduta di mercoledì a 7.793 punti e ha ricevuto una revisione al rialzo del target da JPMorgan a 8.000 punti, la seconda in due mesi.
Sul fronte geopolitico, il petrolio di tipo Brent sale di quasi il 3% e si posiziona poco sotto gli 86 dollari il barile mentre Iran e Oman sembrano lontani da un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre i negoziati tra il regime teocratico e Stati Uniti sono fermi: Donald Trump ha definito lo stallo “una partita a scacchi”, spiegando ad Axios che il blocco navale punta a intensificare la pressione economica su Teheran, già colpita da un’inflazione molto elevata. Ha aggiunto che gli USA stanno “solo semi‑negoziando”, segnalando che per ora la Casa Bianca privilegia la leva economica rispetto a nuove operazioni militari.
Il rendimento del Treasury decennale sale di 4 punti base al 4,68% per il prolungato rialzo del petrolio.
Il dollaro risale dai minimi di due mesi con il Bloomberg Dollar Spot Index in rialzo dello 0,2%. Il cambio euro/dollaro si attesta 1,155. Torna in positivo l'oro, +0,2% e tocca i 4.350 dollari l'oncia.
Il mercato attende i dati sull'indice dei prezzi al consumo, in uscita mercoledì nel primo pomeriggio. Secondo il Financial Times, se le prossime letture inflazionistiche dovessero risultare elevate, il presidente della FED, Kevin Warsh, sarebbe pronto ad alzare i tassi. Al momento, le probabilità di un rialzo a settembre restano sotto il 46%.
Titoli sotto la lente a Wall Street
HP +4,5%
Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione a overweight da equal weight. La banca segnala un profilo rischio/rendimento più favorevole e una valutazione che non riflette appieno la capacità di generare utili.
Apple -2%
Jefferies ha abbassato il giudizio sulla società a underperform dopo le indicazioni dalla supply chain secondo cui l’iPhone “all‑glass” sarebbe stato cancellato, aumentando la pressione sul gruppo in un contesto di costi della memoria in forte crescita.
Microsoft +2%
Secondo The Information, Microsoft prevede di aumentare “significativamente” la produzione dei chip AI Maia di nuova generazione nel 2027. Il gruppo punta a presentare il Maia 300 già in autunno e ha avviato colloqui con Taiwan Semiconductor (TSMC) per assicurarsi capacità produttiva per oltre 300.000 unità, con l’obiettivo finale di superare il milione di chip. La società ha indicato che le cifre circolate non riflettono la reale scala del programma, prevedendo implementazioni misurate in “gigawatt” di capacità AI.
National Energy Services Reunited +18%
I risultati del secondo trimestre sono stati migliori delle attese, trainati da livelli di attività più elevati. Ricavi +59% su base annua, utile netto +190%, EPS rettificato +110%, Ebitda rettificato +51%. La società ha parlato di “pronunciata espansione dei margini, redditività record e robusta generazione di cassa”, sottolineando di aver mantenuto operatività piena nonostante il conflitto nella regione.
Rocket Lab +1%
In vista dei risultati del secondo trimestre, attesi dopo la chiusura di oggi. Il titolo ha guadagnato circa il 60% nel periodo ma resta oltre il 40% sotto i massimi di fine maggio.
Berkshire Hathaway +2%
Secondo trimestre positivo con utili operativi in aumento del +16%, forte la divisione Manufacturing, Service & Retailing; più debole l’area assicurativa, con investment income in calo del 9%.
Intel -4%
La società ha depositato presso la SEC un filing che autorizza una futura vendita di azioni ordinarie. Intel non ha indicato il numero di titoli che potrebbe collocare, lasciando aperta la possibilità di una diluizione futura.
Europa
Le borse europee sono miste, poco mosse rispetto alla parità, a pesare è lo scetticismo del mercato rispetto ai progressi in Medio Oriente che si riflette anche sul rendimento dei bond: Il rendimento del BTP decennale sale di 6 punti base al 3,95%, quello del Bund al 3,17%, oltre +4 punti base. Spread a 78 punti. Gilt decennale +6 punti base, a 4,98%.
L'Euro Stoxx 50 e lo Stoxx 600 trattano poco sopra la parità. L’indice di riferimento europeo è tornato, settimana scorsa, sui massimi di sempre grazie a una stagione degli utili del secondo trimestre più forte del previsto. Le società, che rappresentano circa il 97% della capitalizzazione dell’MSCI Europe, hanno riportato un aumento degli utili del 17% su base annua, il maggior incremento dalla fine del 2022, secondo i dati di Bloomberg Intelligence.
Oggi è il settore energy a spiccare tra i migliori, beneficiando del rialzo del petrolio: +1,5% lo Stoxx di riferimento.
Sale anche il comparto tech, nello specifico i titoli dei semiconduttori: Nordic Semiconductor, +2,5%, Infineon Technologies, +3% e ASM International +2%.
In calo i settori media, food&beverage e telecomunicazioni, con cali tra l' 1,5% e il 2%.
A Milano l'indice Ftse Mib è in calo dello 0,2%. Saipem e Eni avanzano dell'1,5% seguendo l'andamento del prezzo del petrolio, Unipol e Prysmian seguono in rialzo dell'1%.
Vendite diffuse nel comparto utility: Terna, Snam e Italgas -1,5%. La peggiore blu chip di giornata è Nexi con un calo dell'1,7%.
DAX di Francoforte e CAC 40 di Parigi sono in leggero rialzo.
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