Borse europee in calo, Starmer annuncia le dimissioni
Regno Unito verso il quinto premier dal 2022, un segnale della forte instabilità politica degli ultimi anni. La sterlina si muove vicino ai minimi dell’anno

Photo by Karl Hendon/Getty Images
Piazza Affari è in calo dello 0,6%, il peso dell’effetto cedola di sei blue chip (Leonardo, Poste italiane, Stm, Snam, Terna e Hera) è dello 0,21%.
Vendite diffuse su Fincantieri -3,7%, Buzzi -2% e Leonardo -2,5%. Scende il comparto del lusso. Brunello Cucinelli -3,6%, Moncler -3,6%.
Tra i migliori titoli del Ftse Mib figurano Stm +1,5%, Nexi +0,7% e Unipol +0,9%.
L’Euro Stoxx 50 tratta intorno alla parità. Infineon sostiene l’indice con un rialzo del +4,8%, bene anche Adyen e Asml +1%. In calo VolksWagen -2%, alla quinta seduta in ribasso.
Euro Stoxx 600 -0,2%. Salgono i tecnologici, BE Semiconductor +2,5%, e gli Energetici, +0,6%. In calo il settore costruzioni e materiali, -1%.
CAC 40 di Parigi -0,5%, DAX di Francoforte -0,3%.
Regno Unito
Keir Starmer ha annunciato che si dimetterà da primo ministro britannico. Le dimissioni di Starmer portano il Regno Unito verso il quinto premier dal 2022, un segnale della forte instabilità politica degli ultimi anni.
La sua uscita apre la strada ad Andy Burnham come possibile successore. Burnham, rieletto in Parlamento la settimana scorsa, non ha fornito indicazioni chiare sulle politiche fiscali che adotterebbe.
I mercati temono un aumento dell’emissione di titoli di Stato in un contesto in cui il Regno Unito ha già livelli di debito elevati.
Le candidature per la leadership del Labour si apriranno il 9 luglio e si chiuderanno il 1° settembre. Starmer resterà in carica fino alla conclusione del processo e ha promesso una transizione ordinata.
La sterlina è scesa fino a 1,3190 dollari, avvicinandosi al minimo del 2026 (1,3159), una rottura sotto quel livello la porterebbe ai minimi dal novembre scorso.
Medio Oriente
L’Iran ha dichiarato che c’è stato “un grande progresso” nei colloqui notturni con gli Stati Uniti, mentre le due parti cercano di raggiungere un accordo di pace entro due mesi.
I colloqui tecnici sono iniziati nel fine settimana, in Svizzera, dopo l’intesa preliminare della scorsa settimana che ha portato all’estensione del cessate il fuoco e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. In un post su X, Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha parlato di progressi significativi: revoca del blocco, rilascio di fondi congelati, deroghe alle esportazioni energetiche e avvio di un piano di ricostruzione e sviluppo per l’Iran.
Restano però molti ostacoli, tra cui la guerra di Israele in Libano contro Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Domenica Teheran aveva minacciato di sospendere i colloqui dopo una nuova minaccia militare di Donald Trump, ma in realtà le discussioni non sono mai state interrotte.
Iran e Stati Uniti hanno inoltre istituito una linea di comunicazione per evitare incidenti legati al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, dove i volumi sono in aumento pur restando inferiori ai livelli pre‑guerra.
Il Petrolio Brent è in ribasso dell’1,7% e tratta sui 79 dollari al barile, il WTI a 75, in calo dello 0,7%.
Altre Macrovariabili
Oro +1% a 4.200 dollari l'oncia.
Obbligazionario: rendimento BTP decennale a 3,67%, Bund tedesco al 2,96%, spread in calo a 71 punti.
Euro in lieve calo sul dollaro a 1,1450, -0,2%.
Bitcoin +0,5% a 65.000 dollari.
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