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Le dimissioni di Starmer faranno bene o male alla Borsa UK?

Anche Trump boccia Starmer, "si dimetterà presto" ha scritto in un post sulla sua piattaforma Truth Social

Autore: Redazione
Distretto finanziario della Bank of England nella City di Londra di notte, con edifici finanziari e grattacieli sullo sfondo.

Photo by Tatiana Sviridova/Getty Images

L'andamento dell'indice FTSE 100 della borsa UK resta condizionato dall'incertezza del quadro politico. La borsa del Regno Unito è cresciuta del +5% dal primo gennaio ad oggi, un dato inferiore +9,0% registrato dall'indice EuroStoxx 50. 

Quadro politico sempre più incerto

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato domenica che il Primo Ministro britannico Keir Starmer si dimetterà, criticando aspramente il suo operato in materia di immigrazione ed energia.

"Keir Starmer si dimetterà da Primo Ministro del Regno Unito", ha scritto Trump in un post sulla sua piattaforma Truth Social. "Ha fallito miseramente su due temi molto importanti: IMMIGRAZIONE ED ENERGIA (APERTURA DEL PETROLIO DEL MARE DEL NORD!). Gli auguro ogni bene!"

Le dichiarazioni di Trump alimentano ulteriormente la crescente crisi politica a Londra, dove, secondo l'Observer, gli alleati di Starmer si aspettano che annunci un calendario per le sue dimissioni già oggi.

La posizione del primo ministro britannico è stata compromessa in modo irrecuperabile con la vittoria del suo rivale di partito, l'ex sindaco della Greater Manchester Andy Burnham, nell'elezione suppletiva nel collegio elettorale di Makerfield. L'elezione suppletiva era stata orchestrata per riportare Burnham alla Camera dei Comuni, aprendo la strada, secondo le regole del Partito Laburista, a una sfida formale alla leadership di Starmer.

Sette premier in dieci anni

Se Starmer si dimettesse, il Regno Unito si troverebbe con il settimo primo ministro in un decennio.

Secondo una nota di Citi, la nomina a Primo Ministro di Andy Burnham avrebbe implicazioni per i titoli di Stato e i mercati azionari UK.

Il broker prevede che un eventuale cambio di leadership avverrà probabilmente entro la fine dell'estate, sebbene non si possa escludere una transizione più rapida verso la guida di Burnham.

Una transizione rapida potrebbe inizialmente sostenere i prezzi dei titoli di Stato riducendo l'incertezza politica. Una competizione più lunga, invece, potrebbe mantenere gli investitori concentrati sulle prospettive fiscali del governo e esercitare ulteriore pressione sui titoli di Stato.

Cosa succederà alle finanze pubbliche?

Un maggiore indebitamento pubblico è considerato l'esito probabile del passaggio di consegne, anche se le attuali regole fiscali dovessero rimanere in vigore.

L'incertezza politica e le preoccupazioni sui futuri prestiti potrebbero spingere i rendimenti dei titoli di Stato decennali verso i massimi recenti, nella fascia tra il 5% e il 5,25%.

Finora Burnham ha fornito dettagli limitati sulle future proposte di politica economica. Tra le sue precedenti dichiarazioni, si annoverano il sostegno alla riforma della tassazione immobiliare e all'amministrazione pubblica di settori chiave, come quello delle aziende idriche.

Impatto sulla Borsa UK

L'aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe creare contraccolpi significativi anche sul mercato azionario UK.

Storicamente, il FTSE 250, focalizzato sul mercato interno, è stato più sensibile all'aumento dei tassi e ha generalmente sottoperformato rispetto al FTSE 100, più esposto a livello internazionale, durante i periodi di rendimenti in crescita.

Anche l'andamento dei settori ha seguito un copione definito in contesti simili. I settori immobiliare e delle utility hanno tipicamente risentito dell'aumento dei rendimenti, mentre i settori finanziario ed energetico hanno generalmente registrato performance migliori. 

In questo scenario, i titoli bancari, delle materie prime e del settore sanitario rimangono tra i più gettonati.

Anche l'andamento degli utili ha mostrato divergenze tra le azioni a grande e media capitalizzazione. Le previsioni di profitto per il FTSE 250 sono diminuite quest'anno, mentre le aspettative per il FTSE 100 sono migliorate, principalmente grazie alle prospettive più positive per le società energetiche.

Pertanto, le azioni a grande capitalizzazione del Regno Unito continuano ad apparire meglio posizionate rispetto a quelle a media capitalizzazione.

L'analisi storica suggerisce che un ritorno dei rendimenti dei titoli di Stato decennali verso i massimi recenti potrebbe comportare un ulteriore calo del 5-10% per i titoli sensibili ai tassi di interesse.

Investire sulla borsa UK tramite gli ETF

Diverse le opportunità presenti su Borsa Italiana per replicare l'andamento dei principali indici della borsa UK, il FTSE100 e il FTSE 250. Segnaliamo:

 

Da inizio 2026: +6,10%

L'ETF (VUKE) replica l'indice FTSE 100, che raggruppa le 100 più grandi società del Regno Unito. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,09% annuo. L’ETF replica la performance sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). Dividendo trimestrale. Leggi attentamente il KID.

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Da inizio 2026: +5,0%

L'ETF (VMIG) replica l'indice FTSE 250, che raggruppa le 250 più grandi società a media capitalizzazione con sede nel Regno Unito che non sono comprese nel FTSE 100. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,10% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti nell'ETF. Leggi attentamente il KID.

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