In Asia Pacifico prevalgono i rialzi, in Corea torna il toro grazie ai chip
In rialzo anche la Cina sul rinnovato convincimento che la spesa per l’intelligenza artificiale rimarrà solida

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L'Asia Pacifico viaggia prevalentemente in positivo, mentre una nuova ondata di rialzi dei titoli tecnologici ha spinto il KOSPI sudcoreano verso il bull market, dopo che un dato sull’inflazione statunitense più contenuto del previsto ha ridotto le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Geopolitica. Le autorità iraniane hanno respinto le ripetute affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui Washington avrebbe il “controllo totale” sullo Stretto di Hormuz.
Mercoledì, l’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico ha dichiarato in un post su X che "le affermazioni e i ripetuti messaggi dei funzionari statunitensi secondo cui lo Stretto di Hormuz non è più bloccato non cambiano la realtà: lo Stretto di Hormuz rimane bloccato e non verrà riaperto finché le condizioni dell’Iran non saranno accettate".
Corea del Sud e Giappone
Il KOSPI sudcoreano balza del 3,7%, estendendo il rimbalzo dal minimo di fine luglio a circa il 23%. Il rialzo dei titoli dei semiconduttori sta facendo gran parte del lavoro. Samsung Electronics sale del 5%, SK Hynix guadagna il 7%.
La svolta in Corea è stata netta. Il KOSPI è crollato del 22% a luglio, segnando il peggior calo mensile dalla crisi finanziaria globale, e rimane ancora circa il 24% al di sotto del picco raggiunto a fine giugno, nonostante sia in rialzo di oltre il 60% dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la ripresa resta vulnerabile a un nuovo cambiamento del sentiment sull’intelligenza artificiale.
Il Nikkei 225 giapponese ha guadagnato l’1,8%. Anche i fornitori giapponesi di semiconduttori registrano forti rialzi, con Kioxia Holdings in aumento dell’8%.
Altri mercati dell'Asia Pacifico
Anche i mercati cinesi hanno guadagnano terreno, con il CSI 300 e lo Shanghai Composite in rialzo dello 0,4%.
La ripresa riflette il rinnovato convincimento che la spesa per l’intelligenza artificiale rimanga solida. I recenti risultati delle grandi aziende tecnologiche hanno indicato che gli investimenti nelle infrastrutture informatiche continuano a essere elevati, mentre la più ampia diffusione dell’IA sta creando ulteriore domanda di chip.
In Australia, l’S&P/ASX 200 cala dello 0,4%, ma i risultati societari hanno prodotto diversi titoli protagonisti di forti movimenti. Il Nifty 50 indiano perde lo 0,4%.
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