BCE - In arrivo nuovi rialzi ai tassi
Secondo gli esperti, bisogna aspettarsi altri aumenti. Lagarde ha precisato che i conflitti in corso hanno spinto al rialzo l’inflazione, che dovrebbe mantenersi sopra il 2% per un tempo prolungato.

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La Banca Centrale Europea ha aumento il costo del denaro di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,5% dal 2,25% precedente.
La decisione era ampiamente attesa e arriva pochi giorni dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione in Europa, che hanno visto un'accelerazione.
Per approfondire
Le dichiarazioni di Christine Lagarde
Durante la conferenza stampa di Berlino, la presidente della Bce ha precisato che conflitto in Medio Oriente e quello fra Russia e l'Ucraina hanno spinto al rialzo l’inflazione, che dovrebbe mantenersi sopra il 2%, obiettivo delle banche centrali, per un periodo di tempo prolungato.
Inoltre, nonostante la "resilienza superiore alle attese" dell'economia dell'Eurozona, lo shock dei prezzi energetici e le tensioni commerciali globali rimangono un rischio per la crescita.
Lagarde ha inoltre sottolineato che non è stato stabilito un percorso futuro dei tassi: "L’intera discussione di oggi si è concentrata sulla decisione odierna".
Nelle circostanze attuali, ha spiegato, la Bce deve inoltre analizzare lo shock, "prevalentemente dal lato dell’offerta", valutandone intensità e durata. "I mercati fanno quello che devono fare e noi facciamo quello che dobbiamo fare", ha detto Lagarde. "Il compito della Bce rimane garantire la stabilità dei prezzi".
"Guardando al futuro, le prospettive di crescita a breve termine sono migliorate rispetto alle ultime proiezioni, grazie soprattutto alla tenuta dei consumi privati e della spesa pubblica".
Nel medio periodo - continua Lagarde - "i consumi dovrebbero essere sostenuti dalla graduale diminuzione dei prezzi dell’energia e dalla solidità del mercato del lavoro. La crescita sarà trainata dagli investimenti delle imprese e nel settore residenziale". Nonostante l’aumento della domanda estera, la crescita delle esportazioni "è frenata dai problemi di competitività e dall’incertezza sulle politiche commerciali globali".
Cosa dicono gli esperti
Per Simon Dangoor di Goldman Sachs Asset Management: "La BCE potrebbe prepararsi a un nuovo aumento dei tassi a dicembre. La crescita solida e i prezzi dell’energia elevati stanno alimentando le pressioni inflazionistiche, e i responsabili politici hanno già segnalato che non tollereranno il protrarsi di questo scenario".
Kaspar Hense, Senior Portfolio Manager, Investment Grade, RBC BlueBay sostiene che l’impegno ad agire ulteriormente, probabilmente a dicembre, danno credibilità alla Bce. "Finora, i rischi per la crescita non si sono materializzati, sono emersi anche pochi effetti di secondo livello tali da modificare, per il momento, le prospettive".
Secondo Donatella Principe, Head of Global Strategy di Intermonte, "due sono i segnali rilevanti. Primo, né a livello complessivo né core l’inflazione arriveranno a target entro il 2028. Secondo, l’inflazione core si conferma più persistente e intensa di quella complessiva, a conferma di un’insistente spinta di fondo della dinamica dei prezzi".
La BCE "parla apertamente di effetto-Hormuz sull’inflazione e, a dispetto del miglioramento economico atteso, mette le mani avanti: i rischi sono al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Le stime Bce sembrano già aver risposto alla più importante delle domande del mercato: questo sarà l’ultimo rialzo del ciclo o al massimo ci sarà una pausa prima di tornare a una nuova stretta? In realtà, nessuna delle due ipotesi appare corretta. Il mercato si attende che la Bce continui ad alzare il costo del denaro senza neanche una pausa a ottobre…e non solo una volta."
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