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Il rialzo tassi della FED può essere una spallata all'euro
L'ultima mossa della Federal Reserve, il primo aumento dei tassi in tre anni, rafforza le prospettive del dollaro, dicono gli analisti. Warsh ha definito la mossa "sobria" e "seria"

Photo by PM Images/Getty Images
L'euro è poco mosso, sui minimi da inizio agosto, all'indomani del forte deprezzamento rispetto al dollaro di ieri.
La Fed scatena il dollaro
Il rialzo dei tassi della Fed, il primo in tre anni, rafforza le prospettive del dollaro, dice Juan Perez di Monex Usa in una nota post decisione.
L'indicazione si riferisce al breve periodo, in quanto la divergenza tra le politiche monetarie potrebbe non bastare a spingerne il valore molto più in alto. Nel mondo infatti, l'inflazione è un problema comune, a parte la Cina, per cui, le altre banche centrali seguiranno la stessa strada.
Pur mostrandosi più incline a un approccio "laissez-faire", il presidente Kevin Warsh dovrà comunque fare i conti con forze tendenzialmente sfavorevoli al dollaro, quali la determinazione del Tesoro a intervenire sul cambio, in particolare a sostegno dello yen.
Mark Cranfield, strategist di Bloomberg afferma che il calo dell'euro/dollaro, può andare avanti, man mano che la valuta unica segue sempre più da vicino la debolezza degli OAT francesi: il circolo vizioso è difficile da spezzare finché il governo di Parigi resta esposto al rischio di una sfiducia sul bilancio 2027. Cranfield segnala che il rialzo dei rendimenti a breve dei Treasury rafforza il vantaggio degli Stati Uniti sulla Francia e ancora di più sul Bund tedesco. Il volume di opzioni su euro/dollaro è stato più del doppio di quello su dollaro/yen, con la moneta unica scesa ai minimi da fine luglio.
La stretta monetaria è partita, sarà sobria e seria
Il Federal Open Market Committee ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base al 3,75%-4%, con voto unanime - un cambio di passo rispetto ai tre dissensi favorevoli a un rialzo registrati a luglio - e il rendimento del Treasury biennale è salito al livello più alto in oltre due anni.
Warsh ha definito la mossa "sobria" e "seria", spiegando che la Fed ha "rimosso una dose di accomodamento" mentre l'inflazione resta sopra target da oltre cinque anni.
Sedici dei diciotto membri del board hanno previsto almeno un altro rialzo entro fine anno, ma diversi economisti si aspettano un percorso più lungo: Michael Gapen di Morgan Stanley prevede tre rialzi complessivi, mentre James Egelhof di BNP Paribas parla di un "acconto" su un ciclo potenzialmente più prolungato. Pesa anche lo shock energetico, con il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile per il conflitto in Medio Oriente.
L'euro ha un problema, la Francia
Sul fronte euro, a pesare non è solo il differenziale di tassi con la Bce, ma anche le tensioni sui titoli di Stato francesi: lo spread tra i rendimenti francesi e quelli tedeschi si è avvicinato alla soglia psicologica dell'1%, superando quello di Italia e Grecia.
"La tolleranza del mercato ha forse raggiunto una soglia", osserva Mabrouk Chetouane di Natixis Investment Managers. Pesano il deficit al 5% del Pil, lo stallo politico che rinvia ogni consolidamento fiscale almeno alle presidenziali di aprile - con Marine Le Pen, in testa ai sondaggi, che punta a tagliare tasse su carburanti ed elettricità - e una spesa per il servizio del debito che supera già quella per l'istruzione pubblica: "La situazione sta diventando sempre più insostenibile", dice Brigitte Granville della Queen Mary University di Londra.
Analisi tecnica dell'euro-dollaro
Graficamente, il cambio è congestionato da diversi trimestri (candele trimestrali nel grafico) nello stretto range 1,13-1,21, che potrebbe essere una pausa nel cammino di recupero dell'euro partito dai minimi in zona 0,95 eu segnati nel 2022. L'obiettivo "naturale" sarebbe in area 1,25/1,26
Nel breve periodo, l'obiettivo del movimento è 1,20.
Cambio di scenario sotto 1,127.

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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

