Risultati di Oracle ed Adobe: va bene "solo" il software per l'AI

La divisione cloud infrastructure di Oracle, quella che fornisce la potenza di calcolo per l'addestramento dei modelli AI, chiude il trimestre con vendite più che raddoppiate, +121% a 7,4 miliardi 

Autore: Marino Masotti
Chip elettronico visto da vicino

Canva

I risultati trimestrali di Oracle e Adobe dicono qualcosa di rilevante sulle prospettive del settore software, minacciato sempre di più dall'intelligenza artificiale.
Da un lato il software tradizionale, quello venduto su licenza o abbonamento "puro", mostra segnali di transizione, con entrambe le società alle prese con un cambio di modello di business che pesa nel breve termine, dall'altro lato, l'infrastruttura cloud per l'intelligenza artificiale continua a correre a ritmi impensabili fino a poco tempo fa.

Oracle

Il colosso della gestione dei database ha chiuso il primo trimestre fiscale (terminato il 31 agosto) con un utile in crescita del 60% a 4,76 miliardi di dollari, pari a 1,56 dollari per azione, e un fatturato salito del 30% a 19,34 miliardi, entrambi sopra le attese di Wall Street. Il traino resta il cloud infrastructure, la potenza di calcolo per l'addestramento dei modelli AI: le vendite sono più che raddoppiate, +121% a 7,4 miliardi, oltre le stime degli analisti raccolte da Bloomberg. Il software tradizionale, invece, ha continuato a perdere terreno, -3% a 5,55 miliardi, mentre i clienti migrano verso il cloud: una dinamica che Oracle descrive come strutturale e destinata a proseguire, e che la società compensa ampiamente con la crescita degli impegni contrattuali futuri, saliti a 664 miliardi di dollari dopo nuovi contratti AI per oltre 30 miliardi nel trimestre. "Stiamo consegnando capacità nei data center e nelle GPU a un ritmo che solo un anno fa sarebbe sembrato impossibile", ha detto il co-amministratore delegato Clay Magouyrk, sottolineando come OpenAI abbia addestrato il suo ultimo modello, Astra, nel data center di Abilene, in Texas.

Adobe

La società dei software in ambiente grafico ha sorpreso positivamente, con un utile di 1,83 miliardi di dollari (4,62 dollari per azione) nel terzo trimestre e un fatturato salito del 13% a 6,76 miliardi, trainato dagli abbonamenti (6,58 miliardi). Le previsioni per l'intero anno sono state migliorate: l'utile rettificato è atteso fino a 24,50 dollari per azione. Annunciato anche il superamento di un miliardo di utenti attivi mensili, grazie soprattutto alla strategia "freemium" sui prodotti creativi con intelligenza artificiale integrata, i cui utenti gratuiti sono cresciuti di oltre il 70% su base annua, superando quota 100 milioni. Proprio questa strategia, però, sta rallentando la crescita degli impegni contrattuali futuri e dei nuovi ricavi ricorrenti netti, un effetto collaterale che la società considera necessario per costruire una base utenti più ampia nel lungo periodo. Il titolo ha comunque perso il 2,3% in after-hour, complice anche l'incertezza legata al cambio ai vertici: il nuovo amministratore delegato Anil Chakravarthy entrerà in carica dal primo dicembre, mentre la società cerca ancora un nuovo direttore finanziario.

 

Investire nel settore delle società del software tramite gli Etf

 

(XDWT ) ETF azionario settoriale Xtrackers a replica fisica totale, che investe direttamente nei titoli dell’indice MSCI World Information Technology 20/35 Custom. L’indice comprende società large e mid cap del settore Information Technology dei mercati sviluppati, ponderate per capitalizzazione corretta per il flottante. Per contenere la concentrazione, la maggiore entità è limitata al 35% e tutte le altre al 20%. L’ETF è ad accumulazione, con reinvestimento dei proventi. Il TER è 0,25% annuo e il patrimonio gestito è di circa 5.502 milioni di euro. Per informazioni dettagliate, leggi il Kid.

Da inizio anno +24%.

 

(WITS) ETF azionario settoriale iShares a replica fisica totale dell’indice MSCI World Information Technology Advanced Select 20 35 Capped, che offre esposizione alle società large e mid cap del settore Information Technology dei mercati sviluppati. L’indice parte dall’universo MSCI World Information Technology e utilizza una metodologia 20/35 Capped, limitando il peso della maggiore entità al 35% e quello delle altre al 20%, così da contenere la concentrazione sui principali colossi tecnologici. È a distribuzione semestrale, con TER dello 0,18% annuo e patrimonio gestito di circa 1.037 milioni di euro.

Da inizio anno +23,7%.
 


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