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Chip, Qualcomm cambia volto con Amazon e accelera sui data center

Il settore degli smartphone è in difficoltà, per cui il produttore di chip ha bisogno di smarcarsi dalle sue origini, in modo da trovare nuovi spazi di crescita nei server per l'AI

Autore: Gianluca Brigatti
Primo piano sulle mani di un tecnico mentre monta una CPU su una scheda madre

Photo by Narumon Bowonkitwanchai/Getty Images

"L’azienda si sta trasformando". Lo ha detto il direttore finanziario di Qualcomm, Akash Palkhiwala, durante una conferenza di Goldman Sachs, ieri, a San Francisco. Una dichiarazione arrivata lo stesso giorno in cui l’annuncio dell’accordo con Amazon è stato l’emblema del cambiamento, che mira a ridurre la dipendenza dal comparto smartphone.

Meno smartphone, più data center

Il colosso fondato da Jeff Bezos è infatti divenuto cliente e potenziale investitore del gruppo con sede a San Diego, all’interno di un’intesa focalizzata sul settore dei semiconduttori per data center. In particolare, Qualcomm realizzerà chip personalizzati per l’infrastruttura di intelligenza artificiale di Amazon Web Services. E Amazon ha ottenuto anche il diritto di acquistare fino a 4 miliardi di dollari di azioni della controparte.

Tale accordo dà ulteriore slancio alla strategia di Qualcomm di entrare nel redditizio mercato dei componenti per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. Il settore degli smartphone è infatti in difficoltà, e il produttore di chip ha bisogno di smarcarsi e trovare nuovi spazi di crescita. La ricetta dell’amministratore delegato, Cristiano Amon, ha dunque individuato nei data center, nelle automobili e nei personal computer le nuove frontiere da esplorare.

Ieri, il titolo ha chiuso in rialzo del 3,2%, indicando un riscontro positivo da parte di Wall Street. Le azioni Amazon sono invece scese di meno dell’1%.

“Il primo di molti”

Palkhiwala ha definito l’accordo "il primo di molti". Inoltre, ha spiegato che Qualcomm inizierà a contabilizzare i ricavi derivanti da Amazon a partire dal primo trimestre dell’esercizio fiscale, il periodo di tre mesi che termina a dicembre. Secondo il Cfo, ora l’azienda ha una grande fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo di 5 miliardi di dollari di ricavi dai data center per l’esercizio fiscale 2027.

L’accordo con Amazon durerà per diverse generazioni di apparecchiature e comprenderà sia chip destinati a far funzionare i servizi di intelligenza artificiale, sia altri componenti utilizzati per collegare tra loro le varie parti dei computer.

Secondo Bob O'Donnell, capo analista di TECHnalysis Research, l'intesa "rappresenta esattamente il tipo di sviluppo di cui Qualcomm aveva bisogno per rassicurare il mercato sul fatto che le ambiziose obiettivi che si era prefissata nel settore dei data center potessero effettivamente essere raggiunti".

Uno schema con luci e ombre

Amazon potrà esercitare il diritto di acquisto delle azioni in diverse fasi, legate agli ordini di chip, i quali sono concordati fino a un massimo di 60 miliardi di dollari di pagamenti nell’arco dei prossimi dieci anni. Offrendo una partecipazione azionaria che viene maturata nel tempo, Qualcomm sta dando al proprio cliente un incentivo a mantenere una relazione di lungo periodo, ha spiegato Palkhiwala. Il colosso di Bezos, dal canto suo, punta così a beneficiare della sua spesa, diventando socio di un proprio fornitore.

Tuttavia, esiste anche il rovescio della medaglia per uno schema che sta diventando sempre più frequente nella filiera dell’AI. Difatti, i critici hanno espresso preoccupazioni sul fatto che tali accordi possano configurarsi come forme di finanziamento circolare, con il rischio di creare una domanda artificiale (nel senso di non naturale, in questo caso).

Necessità di cambiamento

Una cosa è certa. Il gruppo capitanato da Amon ha la necessità di trasformarsi per non continuare a rimanere indietro a Wall Street. Le azioni Qualcomm erano scese dell’1,4% dall’inizio dell’anno fino alla fine della scorsa settimana. I concorrenti del settore dei chip hanno registrato risultati decisamente migliori: l’indice Philadelphia Stock Exchange Semiconductor Index ha guadagnato il 66% nello stesso periodo.

A luglio, inoltre, l’azienda aveva fornito una previsione sugli utili per il trimestre in corso inferiore alle aspettative. Ora, la scommessa è invertire la tendenza.

 

Investire sul settore semiconduttori tramite ETF

La Borsa italiana offre alcuni strumenti specifici per operare direttamente su un tema "caldissimo". Segnaliamo i seguenti ETF:

 

Da inizio 2026: +59,3%

Obiettivo dell'ETF (SMH) è replicare l'indice MVIS US Listed Semiconductor 10% Capped ESG, che replica società di tutto il mondo che sono negoziate negli Stati Uniti a attive nell'industria dei semiconduttori. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. La ponderazione massima di una singola azienda nell'indice è limitata al 10%. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti nell'ETF.  Leggi attentamente il KID.

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Da inizio 2026: +83%

L'ETF (SEME) replica l'indice MSCI ACWI IMI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Screened Select Capped, CHE replica aziende a grande, media e bassa capitalizzazione tra 23 mercati sviluppati e 24 mercati emergenti che sono attive nell'industria dei semiconduttori. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi sono accumulati e reinvestiti nell'ETF. Leggi attentamente il KID.

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