Un ETF per dare voce alle piccole e medie imprese di Piazza Affari

Un prodotto a gestione attiva che prende come riferimento l’indice Intermonte Valore Italia e rende accessibile agli investitori una selezione di 100 PMI quotate, con l’obiettivo di contribuire a migliorare visibilità e liquidità del segmento.

Autore: Redazione

Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale del sistema produttivo italiano, eppure faticano ad intercettare i grandi flussi di risparmio verso gli strumenti quotati, calamitati dai titoli a maggiore capitalizzazione. Per colmare questo divario e contribuire a migliorare le condizioni strutturali in cui le PMI italiane operano sui mercati finanziari, Banca Generali e Intermonte hanno recentemente lanciato l’iniziativa PMI2Change, al cui interno nasce l’Indice Intermonte Valore Italia, a cui fa capo l’ETF a gestione attiva Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF.

Nella puntata di ETF sul Ring, l'amministratore delegato di Intermonte, Guglielmo Manetti, ha ripercorso genesi, caratteristiche e obiettivi del progetto.

Perché ora: un mercato italiano a due velocità

L'idea nasce da una doppia considerazione. Da un lato, negli ultimi anni il mercato italiano è tornato ad essere attraente per i capitali esteri, grazie a un sensibile calo del rischio Paese. Dall'altro, questa dinamica ha premiato soprattutto i grandi titoli - in particolare quelli finanziari - ampliando il divario di performance con le piccole e medie aziende, che tuttavia restano interessanti per fondamentali, dinamiche di business e valutazioni. Da qui l'intuizione di un prodotto capace di intercettare selettivamente le migliori PMI italiane quotate.

Come si costruisce l'indice

L'indice Intermonte Valore Italia parte da un universo di 286 società quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro, delle quali solo 100 rispettano contemporaneamente tutti i requisiti richiesti in termini di liquidità, governance e visibilità.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la composizione settoriale. Mentre il FTSE MIB resta fortemente concentrato su banche ed energia, Intermonte Valore Italia presenta una composizione molto più diversificata e vicina all’economia reale: il 77% è rappresentato dai settori dei consumi, da quello industriale, della salute e della tecnologia.

Gestione attiva

Pur prendendo come riferimento l'indice, l'ETF adotta una gestione attiva: non lo replica in modo passivo, ma opera una selezione all’interno del paniere con l’obiettivo di investire nel maggior numero possibile di società, così da garantire un’ampia diversificazione. . A supportare la selezione c'è la consolidata esperienza di Intermonte nella ricerca azionaria, con un focus particolare sulle small cap italiane. L’attività di ricerca dedicata a questo segmento è iniziata nel 2012 e si è progressivamente ampliata, portando oggi Intermonte ad essere tra le società di ricerca con la maggiore copertura delle piccole e medie imprese quotate italiane.

Obiettivi, rischi e strategia di ampio respiro

Nel corso della puntata, Manetti ha approfondito gli obiettivi di raccolta dell’ETF e il possibile impatto sulla visibilità e sulla liquidità delle PMI quotate, il target di investitori a cui si rivolge lo strumento e i principali fattori di rischio, per poi inquadrare il lancio nell’ambito della più ampia strategia di Intermonte e Banca Generali a sostegno delle PMI italiane. Comunicazione di Marketing: il prodotto di cui si parla nel podcast è Investlinx Intermonte Valore Italia Active Pir Ucits Etf – ISIN IE000EDOZV89

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