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Le borse emergenti possono battere Wall Street, anche quest'anno

JPMorgan consiglia di comprare azioni sulla debolezza, meglio, tra le altre, quelle non statunitensi, perché per il secondo anno consecutivo il Resto del Mondo può andare meglio di Wall Street

Autore: Marino Masotti
Rappresentazione grafica dell’andamento finanziario

Canva

Il Resto del Mondo è meglio di Wall Street

JPMorgan consiglia di comprare azioni sulla debolezza, soprattutto quelle non statunitensi: gli strateghi della banca guidati da Mislav Matejka ritengono che i mercati non americani abbiano buone probabilità di sovraperformare quelli degli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo, un'indicazione che in termini generali si estende anche alle piazze dei mercati emergenti.

Il team è costruttivo sull'azionario nel suo complesso, in quanto il quadro degli utili societari è robusto, nonostante il rialzo dei rendimenti obbligazionari globali e i timori sull'inflazione.
Il miglioramento delle revisioni degli utili implica che ogni fase di debolezza dei mercati renderebbe le azioni più economiche, comprimendo i rapporti prezzo/utili. Anche il quadro macro è favorevole, con gli indici manifatturieri di Stati Uniti ed area euro vicini ai massimi degli ultimi quattro anni.
"Riteniamo che si debba continuare a sfruttare i ribassi per aumentare l'esposizione".
Anche una stretta monetaria, purché moderata, difficilmente ribalterebbe lo scenario positivo per l'azionario, a meno di un cambiamento sostanziale delle aspettative di inflazione. Le borse globali si sono dimostrate resilienti nelle ultime settimane nonostante i rendimenti obbligazionari abbiano toccato massimi storici o di lungo periodo.
"Restiamo dell'idea che le azioni non statunitensi abbiano una buona probabilità di sovraperformare gli Stati Uniti per il secondo anno di fila", scrivono gli strateghi, secondo cui la leadership americana potrebbe indebolirsi entro fine anno.

Mercati mergenti

Il rialzo delle borse di quest'area è stato solo parzialmente ostacolato dagli elementi avversi, lo stesso si può dire delle economie dei vari paesi. "Ci aspettiamo che questa tendenza si mantenga nei prossimi 6-12 mesi" afferma Mali Chivakul, Emerging Markets Economist di J. Safra Sarasin

In Asia Pacifico, è l'anno di Corea del Sud e Taiwan: la domanda globale di chip di memoria legata all'intelligenza artificiale sosterrà gli utili e le esportazioni nei prossimi 6-12 mesi. In Cina invece, lo stimolo fiscale del governo per il resto dell'anno offre un punto d'ingresso sull'azionario, in particolare sulle piattaforme internet e sulle filiere di hardware IA e robotica.

In Europa, la Polonia emerge come l'economia UE a più rapida crescita, forte di una solida domanda interna che spinge i profitti aziendali. In Africa, il Sudafrica offre un'interessante opzione tattica grazie alle riforme strutturali e al previsto rally del prezzo dell'oro.

In America Latina, i flussi premiano i produttori di rame ed energia. Cile, Colombia e Perù offrono spunti concreti grazie all'adozione di politiche fiscali ortodosse e alla riduzione della burocrazia nel settore minerario, spinti dall'interesse degli Stati Uniti a creare catene di approvvigionamento per i minerali critici. Le elezioni in Brasile offriranno l'opportunità di ridefinire la politica fiscale e ridurne il premio al rischio.

A livello globale, "un dollaro statunitense più debole, sostenuto da una Fed più dovish, potrebbe sostenere in generale i mercati azionari emergenti", conclude Chivakul.

Paesi Emergenti: bilanci pubblici solidi

Se si passa dalle azioni alle obbligazioni il quadro non cambia. Leonard Kwan, gestore obbligazionario di T. Rowe Price, osserva che il debito dei mercati emergenti ha tenuto nonostante il rialzo dei rendimenti dei Treasury Usa, l'energia cara e le tensioni geopolitiche. Se il sistema non si è sgretolato è perché i bilanci pubblici sono più solidi.
Kwan evita però di parlare di rottura del legame con i tassi americani ma segnala che oggi, al contrario del passato, "gli investitori non hanno necessariamente bisogno di un calo dei rendimenti statunitensi per individuare opportunità nei mercati emergenti". 

Anthony Kettle di RBC BlueBay individua le opportunità migliori, sia nell'azionario che nel debito aziendale, nel settore petrolchimico. La  crisi con l'Iran ha creato dispersione tra emittenti, e soprattutto in America Latina, favorita dai governi più orientati al mercato eletti in Perù e Colombia e dalle elezioni di ottobre in Brasile. "Se cercate opportunità nei mercati emergenti (...) la risposta è quasi ovunque. Ma non nei luoghi che vi aspettereste", scrive Kettle.

Composizione dell'indice MSCI Emerging Markets per società

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La composizione dell'MSCI Emerging Markets per area geografica

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Investire sulle azioni delle Borse Emergenti e dell'Asia-Pacifico 

Per puntare sulle prospettive di crescita dell'area si possono utilizzare i seguenti strumenti, il primo è più speculativo e da utilizzare in spazi temporali più brevi: 

 

Da inizio 2026: +56%

L’ETP (3EML) offre un rendimento complessivo costituito da una performance giornaliera tripla (3x) rispetto all’andamento dell’indice Emerging Equities Rolling Futures Index, che replica i contratti future Front Quarter e Second Quarter del mini MSCI Emerging Markets Index, più il reddito da interessi maturato sull’importo collateralizzato. Per esempio se l'indice aumentasse del 1%, l'ETP aumenterebbe del 3% escludendo le commissioni. Se l'indice scendesse del 1% l'ETP scenderebbe del 3% escludendo le commissioni. Questo ETP si rivolge quindi a chi ha una visione fortemente rialzista sulle principali Borse emergenti. Valuta di denominazione Dollaro Usa. Commissioni totali annue da prospetto. Leggi il documento KID.

Investire senza leva

 

Da inizio 2026: +13,6%

L'ETF (VFEA) replica l'indice FTSE Emerging, che a sua vola replica l'andamento dei titoli azionari dei mercati emergenti di tutto il mondo. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,17% annuo. L’ETF replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (ovvero acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti nell'ETF. L’ETF Vanguard FTSE Emerging Markets UCITS ETF (USD) Accumulating è un ETF di dimensioni molto grandi. Leggi  il documento KID.

 


L’HSBC MSCI Emerging Markets UCITS ETF replica fisicamente e integralmente l’indice MSCI Emerging Markets, investendo direttamente nei titoli che lo compongono. L’indice include società a grande e media capitalizzazione dei mercati emergenti e copre circa l’85% della capitalizzazione di mercato corretta per il flottante di ciascun Paese. L’ETF ha un TER dello 0,15% annuo.

Lo strumento 
è a distribuzione trimestrale e gestisce circa 3,60 miliardi di euro. Per chi preferisce il reinvestimento automatico dei dividendi, è disponibile anche una versione equivalente ad accumulazione, con ISIN IE000KCS7J59.

Da inizio anno +28%.
Si consiglia di l​​​​eggere il Kid

 

 

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