Borse mondiali: troppo squilibrio tra economie avanzate ed emergenti

Gli squilibri globali, la somma assoluta di surplus e deficit di conto corrente, sono saliti dal 3,6% al 3,7% del PIL mondiale tra il 2024 e il 2025. La Cina è la prima responsabile dell'aumento

Autore: Marino Masotti
Edificio storico della Borsa di Londra con dettagli architettonici e ingresso principale.

Canva

Borse mondiali 

L'indice MSCI All Countries è di nuovo a ridosso dei massimi della storia, da inizio anno il guadagno sfiora il 14%.
Il benchmark delle borse dei paesi emergenti, l'MSCI Emerging Markets, invece, è molto più lontano dal record di due mesi fa, circa il 7% sotto, da inizio anno però, per effetto del rally dei primi mesi del 2026, il rialzo sfiora il 20%.

Un mondo disgregato

I saldi esterni globali, una misura dei rapporti economici tra i paesi, continuano ad allargarsi: secondo il Fondo Monetario Internazionale questo trend non va bene: c’è qualcosa di potenzialmente pericoloso nella relazione tra chi vende al resto del mondo più di quanto compra e chi, invece, acquista più di quanto vende. Serve un intervento coordinato per rendere più stabile questo quadro disgregato.

L'indice dello squilibrio sale

L’External Sector Report 2026 pubblicato il 3 agosto afferma che gli squilibri globali — calcolati come somma assoluta di surplus e deficit di conto corrente — sono saliti dal 3,6% al 3,7% del PIL mondiale tra il 2024 e il 2025. A spingere l'aumento è stata soprattutto la Cina, il cui surplus è cresciuto di 300 miliardi di dollari, "il più ampio incremento in termini assoluti degli ultimi 25 anni".
Sul fronte opposto, i deficit si sono allargati in Turchia, Canada e Regno Unito, mentre gli Stati Uniti hanno visto un moderato calo, dal 4,0% al 3,6% del PIL.
Partendo da quel che dice il Fondo Monetario Internazionale, Goldman Sachs si concentra sullo stock di ricchezza netta verso l'estero ed afferma in un report che nonostante l'ampliarsi dei flussi, la posizione patrimoniale netta sull'estero globale (NIIP) si è leggermente ridotta nel 2025 rispetto al massimo storico del 2024. Il team di analisti di cui sono parte , Alessa Abraham Kevin Daly segnala che alcuni effetti di valutazione di segno positivo, “hanno compensato parte dell'impatto degli squilibri di conto corrente più ampi": un dollaro più debole, in particolare, ha ridotto il valore delle passività statunitensi detenute da investitori esteri, facendo scendere il debito estero netto degli Stati Uniti dal 90,6% all'89,5% del PIL.

La classifica degli squilibri 

La fotografia geografica resta netta: i grandi squilibri, sia di flusso sia di stock, restano concentrati nelle economie avanzate più che in quelle emergenti, anche se il surplus cinese resta il più grande al mondo in termini assoluti.
Secondo la metodologia di valutazione dei saldi esterni del Fondo (EBA), le posizioni di Cina, Corea, Taiwan e dei principali Paesi creditori avanzati — Singapore, Svezia, Paesi Bassi, Germania e Giappone — risultano "troppo positive", mentre quelle di Stati Uniti, Regno Unito, Turchia e Brasile appaiono "troppo negative". Cinque economie emergenti di peso — Turchia, Argentina, Brasile, Russia e Arabia Saudita — vengono giudicate più deboli di quanto suggerirebbero i loro fondamentali.

Gli analisti di Goldman Sachs, che utilizzano un modello proprio basato sulla sostenibilità di lungo periodo della posizione patrimoniale netta, arrivano a conclusioni "in larga misura coerenti" con quelle del Fondo.

La soluzione proposta dal Fondo 

I deficit persistenti espongono le economie a improvvisi arresti dei flussi di capitale, mentre surplus eccessivi possono deprimere i tassi reali e alimentare la ricerca di rendimento su attività più rischiose. Se le tendenze attuali proseguissero, avverte il FMI, gli squilibri potrebbero ampliarsi di un ulteriore mezzo punto di PIL mondiale nel medio termine. Da qui l'appello a un aggiustamento simultaneo: consolidamento fiscale nei Paesi in deficit come gli Stati Uniti, riforme strutturali per sostenere la domanda interna nei Paesi in surplus — un intervento coordinato che, secondo le simulazioni del Fondo, potrebbe ridurre gli squilibri globali di circa mezzo punto di PIL mondiale.

Investire nell'aggregato delle borse mondiali

Ci sono diversi strumenti per prendere posizione sugli indici globali.

 


L’iShares MSCI ACWI UCITS ETF USD (Acc) (ISAC) offre con un unico strumento un’esposizione ampiamente diversificata al mercato azionario globale, replicando l’indice MSCI All Country World (ACWI). L’indice comprende società a grande e media capitalizzazione di 23 mercati sviluppati e 24 mercati emergenti, consentendo di partecipare alla crescita delle principali economie mondiali. L’ETF utilizza una replica fisica a campionamento ottimizzato, acquistando una selezione rappresentativa dei titoli dell’indice per riprodurne l’andamento in modo efficiente. È quindi una soluzione “All Country” particolarmente completa per costruire il nucleo azionario globale di un portafoglio. I proventi sono ad accumulazione, quindi i dividendi vengono reinvestiti automaticamente. Il TER è dello 0,20% annuo e il patrimonio gestito è di circa 34 miliardi di USD.
 

 


L’Xtrackers MSCI AC World Screened UCITS ETF 1C (XMAV)replica fisicamente, tramite campionamento ottimizzato, l’indice MSCI ACWI Select Screened, offrendo un’esposizione azionaria globale diversificata a società a grande e media capitalizzazione dei mercati sviluppati ed emergenti. L’indice applica criteri ESG Screened, escludendo società coinvolte in attività controverse, oltre alle aziende che violano i principi dell’UN Global Compact. Consente quindi di investire con un unico ETF in oltre 1.800 titoli a livello mondiale, integrando criteri di sostenibilità. È ad accumulazione, con reinvestimento dei dividendi. Il TER è dello 0,25% annuo e il patrimonio gestito è di circa 6,29 miliardi di euro.

 


Il Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (USD) Accumulating (VWCE) replica fisicamente, tramite campionamento ottimizzato, l’indice FTSE All-World, offrendo con un unico ETF un’ampia esposizione ai mercati azionari globali. L’indice comprende società a grande e media capitalizzazione appartenenti sia ai mercati sviluppati sia ai mercati emergenti, consentendo di diversificare l’investimento tra migliaia di aziende e numerose economie mondiali. Il fondo detiene circa 3.800 titoli, risultando una soluzione particolarmente diversificata per ottenere un’esposizione azionaria globale. È ad accumulazione, quindi i dividendi vengono reinvestiti automaticamente. Il TER è dello 0,14% annuo e il patrimonio gestito è di circa 48,33 miliardi di euro.

 



In questo articolo

Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

Scopri di più su Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.