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Petrolio - Fermo l'oleodotto saudita verso il Mar Rosso

La chiusura dell'impianto alternativo alla via che passa per il Golfo Persico, rischia di compromettere il 4% dell’offerta globale. Le scorte del porto di Yanbu, sul Mar Rosso, bastano per 5-6 giorni

Autore: Rosa Aimoni
Veduta aerea di un impianto chimico al crepuscolo.

Photo by very good/Getty Images

Il greggio di tipo Brent torna a salire dopo il calo di venerdì scorso. Ora è in rialzo del 3% sopra i 107 dollari il barile. Da inizio anno guadagna circa il 77%.

Settimana scorsa, il petrolio è salito di circa il 9%, superando i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio.

L’ultima fiammata dei prezzi è stata causata dall’esacerbarsi della crisi in Medio Oriente, con i tentativi di accordo fra le parti che spesso si concludono in un nulla di fatto.

Chiuso l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita

La notizia che ha innescato il rialzo è quella in arrivo dall’Arabia Saudita. Il Paese ha chiuso l’oleodotto East-West, che è stato oggetto di un attacco con droni sferrato da militanti con base in Iraq. Lo hanno riferito alcuni funzionari sauditi.

La chiusura rischia di compromettere il 4% dell’offerta globale di petrolio. Senza l’oleodotto, le scorte del porto di Yanbu, sul Mar Rosso, sono sufficienti per solo cinque-sette giorni di esportazioni. Lo riferisce Bloomberg citando tre fonti.

Le azioni di Saudi Aramco, la compagnia nazionale degli idrocarburi dell’Arabia Saudita che gestisce l’oleodotto, sono scese ai livelli di marzo.

Rinviato l’incontro fra i Paesi del Golfo e l’Iran

L’Oman ha comunicato il rinvio di un incontro tra l’Iran e gli Stati del Golfo, previsto per oggi. L’obiettivo della riunione era quello di delineare una rotta marittima temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il ministero degli Esteri dell’Oman ha aggiunto, attraverso un post su X, che il rinvio è stato deciso per garantire "condizioni adeguate per un dialogo costruttivo che contribuisca al raggiungimento di intese sostenibili a sostegno della sicurezza e della stabilità della regione".

Nei giorni scorsi, Teheran aveva indicato che l’eventuale accordo non avrebbe comportato una riapertura completa dello Stretto e che sarebbe rimasto all’Iran il potere di decidere quali navi avrebbero potuto attraversarlo.

I negoziati tra Iran e Oman sulle tariffe applicabili alle navi avrebbero dovuto svolgersi in un momento successivo, secondo alcune fonti anonime citate da Bloomberg.

Nuovi attacchi nello Stretto di Hormuz

Domenica, la UK Maritime Trade Operations ha riferito che un incendio è divampato a bordo di una nave colpita da un proiettile.

La televisione di Stato iraniana IRIB ha parlato di un "attacco nemico" contro una nave commerciale al largo delle isole iraniane di Qeshm e Hengam, che ha provocato una vittima.

Gli Stati Uniti dicono che Hormuz è libero 

L’impennata dei prezzi è una spina nel fianco per il Partito Repubblicano e il presidente Donald Trump, in vista delle elezioni di metà mandato,

Interpellato domenica sulla possibile riunione tra i Paesi del Golfo e l’Iran, Trump ha dichiarato ai giornalisti: "Non mi interessa. Dipende da loro. Per me va bene".

Durante un’intervista di domenica, il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, aveva ridimensionato le possibilità di un accordo su Hormuz. Secondo Wright, i mercati dovranno continuare a fare affidamento sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, che in base alle sue stime garantiscono il transito di 10 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti petroliferi. Insieme agli oleodotti che consentono di aggirare lo Stretto, questo significa che "siamo tornati a circa due terzi, o oltre i due terzi, dei flussi precedenti", ha detto Wright.

Quanto durerà “l'effetto Cina”?

Le raffinerie cinesi stanno pagando premi elevatissimi per rimpiazzare il greggio del Medio Oriente, acquistando massicci quantitativi da Russia, Africa e Americhe.

Nei primi giorni del conflitto nel Golfo Persico, la Cina era diventata un importante fattore di equilibrio del mercato, specifica Bloomberg. Il principale importatore mondiale aveva ridotto gli acquisti destinati alle scorte e aveva iniziato ad attingere alle riserve. Questa decisione andava a beneficio degli altri grandi consumatori, alle prese con la carenza di greggio.

Secondo gli analisti, il cosiddetto "effetto Cina" non si esaurirà completamente, ma potrebbe iniziare ad attenuarsi. "Sebbene la Cina disponga ancora di una quantità significativa di scorte, che le consente di continuare a operare con volumi di importazione più bassi, questa flessibilità si riduce con il passare del tempo", ha dichiarato Warren Patterson, responsabile presso ING Groep NV.

La riduzione degli acquisti cinesi nei primi mesi della guerra è stata significativa. Secondo i dati doganali, nel secondo trimestre le importazioni medie mensili di greggio sono state pari a circa 8 milioni di barili al giorno, contro una media di 11,6 milioni di barili al giorno del 2025. Da giugno, il dato ha iniziato a risalire.

La ripresa dovrebbe rafforzarsi, poiché la Cina inizia a valutare la necessità di ricostituire le scorte quando i prezzi saranno favorevoli e la possibilità di sfruttare gli elevati margini legati alle esportazioni di carburanti, secondo Erica Downs, esperta della Columbia University.

"La vera domanda è se le importazioni cinesi di petrolio torneranno ai livelli prebellici", ha affermato Downs. "La risposta dipenderà in parte dal fatto che i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori cinesi dovuti ai prezzi più elevati del greggio, in particolare il maggiore ricorso a forme di trasporto elettrificate, diventino permanenti".

La guerra sta quindi spingendo una parte crescente dell’economia cinese verso l’elettrificazione. Sinopec Group prevede che la domanda cinese di petrolio diminuirà di 600.000 barili al giorno nel 2026.

Analisi Tecnica greggio WTI

Quadro grafico molto volatile, dai minimi mai visti nel periodo della pandemia (negativi!) ai massimi di gennaio 2022 a 130 usd, e riavvicinati lo scorso marzo a 120 usd, salvo poi quasi dimezzarsi.
Operativamente, l'area d'acquisto sulla debolezza rimane 60-40 usd, quella di vendita è tra 80-100 usd, quindi quella attuale. La fascia 100-130 usd è da ritenersi un'estensione da sfruttare eventualmente per trading più veloce. 

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Come investire sul petrolio

Per sfruttare le opportunità di trading veloce al rialzo su Brent e Wti si possono  utilizzare i seguenti strumenti: 

 


L'ETC (3OIL) è completamente collateralizzato. Fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera dell'indice NASDAQ Commodity 2nd Front Crude Oil Index ER, più gli interessi attivi maturati sull'importo collateralizzato. Ad esempio, se l'indice aumenta dell'1% in un giorno, l'ETC aumenterà del 3%, al netto delle commissioni. Tuttavia, se l'indice diminuisce dell'1% in un giorno, l'ETC a quel punto diminuirà del 3%, al netto delle commissioni. Leggi il documento KID.

 

E' un ETP garantito che mira a replicare la strategia 2x Long WTI Oil, offrendo un’esposizione pari a 2 volte la performance giornaliera dello United States Oil Fund LP (USO), al netto di commissioni e spese. Permette di amplificare i movimenti giornalieri del petrolio WTI attraverso l’esposizione a USO, con leva ribilanciata quotidianamente; per questo, su periodi superiori a un giorno, l’effetto composto può modificare sensibilmente il rendimento. Presenta costi correnti di gestione, amministrativi e operativi di circa il 2,74% annuo.


Per sfruttare le opportunità di trading veloce al ribasso sul Brent si può utilizzare il seguente strumento:

 


L'ETC (3BRS) fornisce un rendimento totale composto da tre volte la performance giornaliera inversa dell'indice ER NASDAQ Commodity Brent Crude Oil, che riflette un investimento in futures su greggio Brent a termine del mese, oltre ai ricavi da interessi maturati sull'importo garantito. Leggi il documento KID.  

Con un orizzonte temporale più ampio si possono utilizzare i seguenti: 

 

Da inizio 2026 +109,41%

Lo strumento (BRNT) consente l'investimento Total Return sul petrolio greggio Brent con la replica dell'indice Dow Jones- UBS Brent Crude SubindexSM in aggiunta al rendimento del collaterale. Leggi il documento KID.

 

Da inizio 2026 +92,33%

Lo strumento (CRUD) riproduce la performance del DJ-UBS WTI Crude Oil Sub-IndexSM e paga il rendimento sull' interesse capitalizzato del sottostante su base giornaliera. L' indice è del tipo "Excess return" ("Rendimento addizionale"), il componente dell' interesse viene aggiunto per rendere l' investimento "Total return" ("Rendimento totale"). Leggi il documento KID.

 

E' un ETC garantito da collaterale che offre esposizione al petrolio greggio Brent attraverso una strategia che detiene posizioni lunghe in contratti futures. Punta principalmente ai futures Brent negoziati sull’ICE, potendo utilizzare anche contratti CME, Mini Futures e strumenti alternativi per migliorare liquidità e replica. Consente così di seguire l’andamento del Brent, tenendo conto anche dell’effetto del roll dei futures. Presenta costi correnti di gestione, amministrativi e operativi dello 0,35% annuo
Da inizio anno +109,74%.
Leggi il documento KID.

 


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