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India: tassi fermi, cresce l'economia e aumentano i milionari

Ieri la banca centrale indiana ha lasciato invariato il suo tasso di riferimento per la quarta riunione consecutiva. rivista al ribasso la stima sull'inflazione, al rialzo quella sul PIL

Autore: Marino Masotti
Edificio tradizionale con elementi decorativi illuminato dalla luce del tramonto

Canva

Borsa indiana

L'indice BSE Sensex di Mumbai è sui massimi degli ultimi tre mesi, mentre da inizio anno il calo è nell'ordine del 7%. La borsa indiana è penalizzata dalla penuria di società del tech nel suo listino, infatti, nello stesso periodo l'indice MSCI Asia Pacific guadagna il 20% circa. 
La terza economia dell'Asia, è per il momento fuori dai giochi per quanto riguarda le società dell'intelligenza artificiale ma lo scenario sta cambiando: da qualche tempo il governo sta correndo ai ripari, offrendo la possibilità di realizzare data center senza passare dal via libera delle autorità locali: l'effetto Nymby viene così annullato. Ci sono poi altri incentivi non banali, come terreni a prezzi agevolati. La capacità di potenza di calcolo, secondo la banca Nomura di Tokyo, dovrebbe decuplicare nei prossimi dieci anni.

Gli effetti della rincorsa dell'India verso l'intelligenza artificiale si vedranno nei prossimi anni, intanto c'è un quadro economico in via di ripresa dopo il doppio schock, prima i dazi di Trump e poi la chiusura dello Stretto di Hormuz
La rupia indiana resta una delle peggiori valute al mondo, -8,7% su dollaro negli ultimi dodici mesi, negli ultimi giorni sta però rimbalzando.

L'India ne sta uscendo bene 

Ieri la banca centrale indiana ha lasciato invariato il suo tasso di riferimento per la quarta riunione consecutiva, mentre il governatore Sanjay Malhotra ha manifestato fiducia nell'economia.
Il comitato di politica monetaria della Reserve Bank of India, composto da sei membri, ha votato all'unanimità per mantenere il tasso di riacquisto al 5,25% e ha confermato la sua posizione neutrale, in linea con le aspettative.
Dopo la decisione, Malhotra ha affermato che la crescita è "resiliente", le pressioni inflazionistiche di fondo sono contenute.
Ci sono le turbolenze geopolitiche, ma l'India ne uscirà "più forte".
La RBI si è distinta da molte banche centrali regionali mantenendo invariata la propria politica monetaria dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, mentre le banche centrali di paesi come Giappone, Australia e Indonesia hanno inasprito le politiche monetarie.

I funzionari indiani sono sempre convinti che la guerra sia uno shock temporaneo dell'offerta e prevedono di usare la politica monetaria solo se l'aumento dei costi energetici innescasse una fiammata dell'inflazione.
La crescita che rimane tra le più forti di qualsiasi grande economia e l'inflazione è ancora comodamente entro la fascia obiettivo del 2%-6%.
Ieri la banca centrale ha leggermente abbassato le sue previsioni sull'inflazione per l'anno conclusosi a marzo, portandole al 5% dal 5,1% previsto in precedenza. Le previsioni di crescita del PIL sono ora al +6,7%, da +6,6%.

Le quotazioni del mercato finanziario ora implicano una probabilità del 65% di un aumento dei tassi alla prossima riunione della RBI a ottobre, rispetto al
100% di martedì. Barclays, Nomura  ed Emkay Global Financial Services sono tra coloro che prevedono un mantenimento dei tassi fino alla fine dell'anno, mentre ANZ Bank, Kotak Mahindra Bank e Bank of America si aspettano un inasprimento della politica monetaria entro dicembre.

Piove poco, rischio inflazione persistente 

Le precipitazioni rimangono insufficienti in alcune zone del Paese e la superficie coltivata a colture chiave come riso e legumi continua a essere inferiore ai livelli dell'anno scorso. Il settore alimentare rappresenta la componente principale dell'indice dei prezzi al consumo in India.
Anche la guerra in Iran sta aumentando il rischio di inflazione importata, dato che l'India importa circa il 90% del suo fabbisogno di petrolio greggio.

Sempre più milionari in India

La fortissima crescita economica registrata negli ultimi anni ha portato ad un'esplosione della ricchezza. Se ne parla nell'intervista rilasciata a Bloomberg questa settimana da Yatin Shah, fondatore di 360 ONE WAM, il più grande gestore patrimoniale indipendente dell'India con quasi il 10% del mercato degli individui con patrimoni elevatissimi. L'aumento della ricchezza privata è alimentato da un numero crescente di aziende provenienti da città più piccole che si quotano in borsa, mentre i capitali di private equity affluiscono verso i distretti industriali e le imprese a conduzione familiare. Secondo Deloitte India, si stima che il patrimonio gestito dal settore della gestione patrimoniale del Paese raddoppierà, raggiungendo i 2.300 miliardi di dollari tra il 2024 e il 2029.
Secondo Shah, in India ci sono circa 40.000-45.000 famiglie con un patrimonio finanziario superiore a 500 milioni di rupie (5,2 milioni di dollari).

Lusso indiano

Con l'espansione del ceto abbiente e delle grandi fortune indiane, il mercato del lusso del Paese sta finalmente decollando, e gli orologi svizzeri ne sono la prova più evidente, faceva notare ieri il New York Times.
Per 25 anni i marchi di lusso hanno atteso l'India come mercato di crescita, legato all'ampliarsi della classe benestante. La promessa è rimasta a lungo inespressa. "Da 25 anni parliamo dell'India come vettore di crescita per il lusso e per gli orologi di lusso, e non è andata veloce come molti si aspettavano", spiega Victor Dijon, partner della società di consulenza Kearney a Zurigo. "Ma ora vediamo che stanno sfondando il tetto."
I numeri confermano la svolta: nel 2025 le esportazioni svizzere di orologi verso l'India hanno toccato 296 milioni di franchi (365 milioni di dollari), +35% dal 2023, il mercato in crescita più rapida al mondo. Nel primo semestre 2026 l'aumento supera il 30%, portando l'India tra i primi 15 importatori mondiali.

Investire sull'India tramite gli ETF

Consideriamo la borsa dell'India un'ottima diversificazione del Portafoglio Globale. Per investire sulla Borsa indiana, Piazza Affari mette a disposizione alcuni strumenti specializzati. Tra questi:

 

Da inizio 2026: -6,40%

Obiettivo dell'ETF  (FLXI) è replicare con acquisti fisici (azioni e non derivati) l'andamento delle principali blue chip della borsa indiana tramite l'Indice FTSE India 30/18 Capped. Valuta di denominazione USD, valuta di quotazione EURO. Commissioni totali annue 0,19%. Leggi il documento KID. 

Gli indici FTSE Russell UCITS Capped sono ponderati per la capitalizzazione di borsa e progettati per limitare la concentrazione in ogni singola azione nel rispetto dei requisiti di diversificazione richiesti dall'Unione Europea (UCITS). In particolare, l'indice Capped FTSE India 30/18 rappresenta la performance delle società medio/grandi quotate sulla borsa indiana. Per evitare una concentrazione eccessiva in ogni singola azione, il peso di ciascun componente è limitato ogni trimestre di modo che quello della più grande azienda non superi il 30% e l'eventuale peso delle altre aziende non superi il 18%. 

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Da inizio 2026: -7,0%

L'ETF (NDIA) replica l'indice MSCI India. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,65% annuo. Replica la performance dell’indice sottostante con replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.

 

Da inizio 2026: -8,10%

L'ETF (XCS5) replica l'indice MSCI India. L’indice di spesa complessiva (TER) dell'ETF è pari allo 0,19% annuo. L’ETF effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap. I dividendi dell'ETF sono accumulati e reinvestiti. Leggi il documento KID.


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