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Ultimi giorni per il 16% incondizionato sui bancari con Goldman Sachs

Ultimi giorni utili per poter approfittare della maxi cedola incondizionata del 16% offerta dal Maxi ISIN JE00BLS31X72 di Goldman Sachs su Unicredit, Intesa e Fineco in pagamento il 9 dicembre.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Si avvicina la scadenza per sottoscrivere il certificato Maxi Cedola di Goldman Sachs (ISIN JE00BLS31X72), legato a un basket di titoli bancari italiani, e beneficiare della maxi cedola iniziale del 16%, completamente incondizionata.

Il prodotto prevede, dopo il primo pagamento, cedole semestrali condizionate dello 1,50% (3% annuo), con effetto memoria. Le barriere, sia per il pagamento delle cedole che per la protezione del capitale a scadenza, sono fissate al 60% dei livelli iniziali.

La scadenza prevista è fissata a novembre 2027, ma con possibilità di richiamo anticipato tramite meccanismo di Autocall a partire da maggio 2026.

16% incondizionato subito e successivamente 3% annuo.

Il certificato Maxi Cedola di Goldman Sachs (ISIN JE00BLS31X72) si distingue per la sua prima cedola incondizionata del 16%, in pagamento il 9 dicembre. Gli investitori che acquistano il prodotto entro il 4 dicembre, ultima data cum, avranno diritto al maxi coupon: 160 euro per certificato (16% del valore nominale di 1,000 euro).

Dopo la maxi cedola, il certificato offre cedole semestrali condizionate dello 1,50% (15 euro), equivalenti a un rendimento annuo potenziale del 3%. Le cedole semestrali saranno condizionate a una barriera al 60% dei valori iniziali (strike), garantendo premi finché i titoli del basket non perdono oltre il 40% rispetto ai valori di riferimento.

In caso di discesa sotto la barriera, entra in gioco la funzione di memoria: i premi non erogati saranno recuperabili a condizione che i titoli risalgano sopra il livello barriera in una delle successive date di osservazione semestrali.

La maxi cedola del 16%, così come le successive, sarà classificata fiscalmente come “redditi diversi”. Questa particolarità contribuisce a rendere il titolo la soluzione fiscalmente più efficiente tra i certificati d’investimento, permettendo di portare in compensazione tutti i flussi generati con le eventuali minusvalenze accumulate nei 4 periodi d’imposta precedenti. È comunque bene verificare con la propria depositaria la tipologia di compensazione applicata: se immediata o a scadenza. Nel caso infatti di compensazione immediata, ovvero registrata nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, essa può essere portata a compensazione delle minus in portafoglio immediatamente. D’altro canto, in caso di compensazione a scadenza, l’effettiva compensazione con le minusvalenze avverrebbe solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. Facile intuire come tra le due alternative la prima risulti decisamente più efficiente rispetto alla sua controparte a scadenza: in quest’ultima, infatti, se si decidesse di “forzare” il processo di compensazione disinvestendo appena dopo che la maxi cedola iniziale sia stata pagata, lo scorporo della stessa dal prezzo di mercato genererebbe nuove minusvalenze, spostando semplicemente il problema invece che risolverlo. Un metodo meno efficiente come detto rispetto alla compensazione immediata, ma che comunque permette di “guadagnare tempo”, dando così la possibilità all’investitore di programmare il recupero su un orizzonte temporale più ampio ed in maniera più qualitativa.

Possibilità di richiamo anticipato e scenari a scadenza

Il certificato ha una durata prevista di tre anni, con possibilità di richiamo anticipato a partire da maggio 2026. Grazie al meccanismo di Autocall, infatti, da maggio 2026 in poi, se in una qualsiasi data di osservazione tutti e tre i sottostanti risultano sopra i rispettivi livelli iniziali, il certificato sarà rimborsato anticipatamente, restituendo il valore nominale e includendo gli eventuali coupon rimasti in memoria.

Se non dovesse essere richiamato anticipatamente, e quindi arrivare a scadenza nel novembre 2027, saranno previsti due possibili scenari:

  • Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 60% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
  • Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 300 € (30% del valore iniziale).
Focus sul basket
Unicredit

Grande protagonista dell’anno in corso Unicredit è tornata sotto i riflettori nelle ultime settimane dopo la notizia di OPA lanciata verso Banco BPM. L’operazione a detta degli addetti ai lavori avrebbe un forte razionale dal punto di vista industriale, vista la grande complementarità delle strutture. Nonostante ciò, ha detta degli stessi il prezzo iniziale offerto non rispecchia il reale valore dell’operazione, rendendo necessario un sostanziale rialzo della stessa presumibilmente con un contributo cash aggiuntivo. Atteso comunque l’incontro previsto a Parigi tra il CEO di Unicredit Orcel e alcuni tra i maggiori investitori di Banco BPM tra cui il CEO di Credit Agricole. Il titolo scambia attualmente in area 36,40€ , dopo una brillante performance registrata nell’anno in corso del +47,65% circa e sostenuto da un solido supporto posto in area 31,50 €.

Intesa Sanpaolo

Altro grande protagonista dell’anno in corso è senza dubbio Intesa Sanpaolo, che in linea con i suoi competitor di settore ha fatto registrare una brillante performance da inizio anno attestandosi a +36,40% circa. I risultati riportati dalla banca per il 3Q24 sono stati recepiti in maniera positiva dal mercato, a fronte anche di un ulteriore crescita trimestrale delle commissioni e dell’ormai consolidato posizionamento sul mercato del Wealth Management: punto chiave in vista dei futuri trend che posiziona l’istituto in uno spot più che interessante. Il titolo scambia attualmente in area 3,62 €, sostenuto da un primo supporto in area 3,50€ e, più profondi, altri due in area 3,25-3,35 €.

 

Fineco

Ultimo titolo del basket è Fineco, altro grande player del settore bancario italiano che, in linea con gli altri player del panorama italiano, nel corso dell’anno attuale ha fatto registrare una solida performance del +11,65% circa. Gli ultimi risultati comunicati sono stati abbastanza in linea con le aspettative, con una crescita dell'utile netto su base annua guidata da commissioni solide e minori accantonamenti nonostante i costi operativi aumentati in doppia cifra, anche a causa di maggiori spese di marketing. Quadro generale guidato dall’exploit registrato nell’acquisizioni di nuovi clienti, anche grazie alla piattaforma di trading-only Fineco X, e da una decisione sul capitale in eccesso rimandata al nuovo anno, anche a causa delle prospettive di crescita molto più forti. Il titolo scambia attualmente in area 15,37 €, sostenuto da due importanti supporti in area 14,50 € e 13,90 €.


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