COMUNICAZIONE DI MARKETING
Ultime ore per la Maxi cedola del 25% di questo certificato
Ultime ore alla Cum Date del maxi cedola ISIN CH1381840318 di Leonteq. Dopo la cedola inziale, prevede premi semestrali con memoria dell'1,5% e barriera al 60%.

Domani, venerdì 29 novembre, sarà l’ultimo giorno utile per acquistare il certificate Leonteq con ISIN CH1381840318 e avere diritto al maxi-premio del 25%, ovvero una cedola da 250 euro che sarà pagata il 4 dicembre. Emesso lo scorso 28 ottobre a un valore nominale di 1.000 euro, il certificate ha durata di tre anni e ha per sottostanti tre società di grandissima rilevanza dell’industria tech americana, Intel, Nvidia e Palantir. Il prodotto è acquistabile sul mercato secondario dove oggi quota a 1.076 euro.
Una volta staccata la maxi-cedola, il certificate CH1381840318 pagherà altri sei premi semestrali dell’1,5%. Il rendimento potenziale complessivo è del 34% in tre anni, pari all’11,33% all’anno.
Maxi-premio del 25% per chi compra entro il 29 novembre
Per ottenere il maxi-premio del 25% l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro il 29 novembre, ultimo giorno utile per acquistare il prodotto con il diritto al “cedolone”. Due giorni prima, il 27 novembre, è stata la data di osservazione in cui è stato accertato che nessuno dei tre sottostanti è sceso di oltre il 65% rispetto ai Valori iniziali (strike), che sono i prezzi di chiusura dello scorso 22 ottobre. Infatti, il maxi-premio era condizionato a una barriera molto profonda, posta al 35% dei valori di strike.
Al momento, delle tre società che sottostanno al certificate con Isin CH1381840318, quella con la performance peggiore è Nvidia, che è scesa del 4,7% dallo strike. Intel è salita del 7% e Palantir .....(è imbarazzante dirlo)..... è montata su un razzo e ha guadagnato il 52%.
Il vantaggio fiscale della maxi-cedola
Il maxi-bonus è particolarmente appetibile per gli investitori che hanno nello zainetto fiscale minusvalenze vicine alla scadenza. Infatti, poiché le cedole dei certificate sono considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare le minus.
Il nostro consiglio agli investitori è di verificare quale modalità di compensazione viene adottata dalla propria banca: se immediata o a scadenza. Nel caso della compensazione immediata, la cedola incassata può essere utilizzata subito per compensare le minusvalenze in portafoglio, senza particolari condizioni aggiuntive.
Nella modalità a scadenza, meno efficiente, la compensazione avviene solo alla chiusura dell’investimento, e cioè o con la vendita del prodotto, o con il rimborso anticipato o con il rimborso alla scadenza naturale. In questo caso, se l’investitore vende il certificate subito dopo aver incassato il maxi-premio, potrà sì compensare le minusvalenze pregresse, ma allo stesso tempo andrà a creare una nuova minusvalenza, perché, come è logico, il prezzo del certificate è destinato a perdere circa 250 euro immediatamente dopo lo stacco della cedola.
Dal punto di vista fiscale si tratta di una soluzione meno conveniente della compensazione immediata, ma comunque utile per “guadagnare tempo” (quattro anni) nel caso di minusvalenze con scadenza ravvicinata.
Quanto al prezzo del certificate, risalirà gradualmente nei mesi successivi, avvicinandosi sempre di più al valore nominale dei 1.000 euro mano a mano che il rimborso a scadenza diventerà più probabile.
Premi semestrali con memoria dell’1,5%. Barriera al 60%
volta staccata la maxi-cedola, questo prodotto pagherà premi semestrali con memoria dell’1,5%. Il primo bonus da 15 euro arriverà ad aprile 2025, con data di osservazione il 21 aprile. Le cedole semestrali sono condizionate al rispetto di una barriera al 60%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi fino a un massimo del 40%.
Nel caso in cui a una data di osservazione anche solo uno dei sottostanti quotasse al livello della barriera, o a un livello inferiore, il premio non verrà pagato, ma resterà nella memoria del prodotto e verrà corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno tornati sopra la barriera.
Quindi, basterà che tutti i sottostanti si trovino sopra la barriera all’ultima data di osservazione (21 ottobre 2027) per avere la certezza di incassare tutte le sei cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con un rendimento medio annuo dell’11,3%.
Barriera a difesa del capitale al 60% del Valore iniziale
Una caratteristica interessante del certificate CH1381840318 è la barriera a difesa del capitale, collocata al 60% del Valore iniziale. Vuole dire che alla scadenza finale, nell’ottobre 2027, il certificate verrà rimborsato al 100% del suo valore di emissione (1.000 euro) anche se uno, due, o tutti e tre i sottostanti dovessero avere quotazioni inferiori al Valore iniziale. La protezione garantisce fino a un ribasso massimo del 40%. Nel caso di un ribasso maggiore, l’investitore andrà incontro a una perdita.
Rendimento ancora più alto con il rimborso anticipato
Il rendimento potrebbe diventare sensibilmente più alto in caso di rimborso anticipato. Il prodotto, infatti, prevede la possibilità dell’autocall (rimborso anticipato) a partire dalla data di osservazione dell’aprile 2026. Se quel giorno, e in tutte le successive date di osservazione, tutti e tre i sottostanti mostreranno prezzi di chiusura pari o superiori ai Valori iniziali, il certificate verrà ritirato.
Agli investitori spetterà un rimborso pari al 100% del valore nominale (1.000 euro), il pagamento dell’ultima cedola semestrale e delle eventuali cedole non pagate e conservate in memoria. Da quel momento nessuna altra cedola sarà più pagata.
E’ evidente che tanto prima dovesse scattare l’autocall, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto.
Ad esempio, in caso di rimborso già ad aprile 2026, chi compra oggi il certificate a 1.076 euro chiuderebbe l’investimento fra 17 mesi con 250 euro di maxi-cedola e 45 euro di premi semestrali. Il rendimento in 17 mesi sarebbe del 27,4%, pari a un rendimento medio annuo del 19,3%.
Due possibili scenari alla scadenza naturale del certificate
Se non dovesse scattare l’autocall, alla scadenza finale del 21 ottobre 2027 ci potranno essere due ipotesi.
- Se alla scadenza finale tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 1.000 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate e trattenute nella memoria.
- Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore accusi un ribasso del 60% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 400 euro (40% del Valore iniziale).
Focus sui sottostanti
Intel riceve 7,86 miliardi dal governo Usa
Intel è il primo produttore mondiale di semiconduttori. Nel 2023 ha realizzato un fatturato di 54,2 miliardi di dollari, di cui il 93% dovuto a prodotti per architetture IT come processori e microprocessori (Pentium, Intel Xeon, eccetera), schede grafiche, chip e schede madri.
Pochi giorni fa Intel ha firmato il contratto con il governo Usa per ricevere 7,86 miliardi di dollari sotto forma di sovvenzioni per la costruzione di impianti per la produzione di chip sul territorio americano. Si tratta della sovvenzione più grande mai elargita dall’amministrazione Usa per supportare un programma finalizzato all'aumento della produzione nazionale di semiconduttori. L'erogazione avverrà sulla base del raggiungimento di alcuni benchmark e per quest'anno la distribuzione dovrebbe essere di almeno 1 miliardo di dollari.
Nonostante le difficoltà che sta attraversando, Intel rappresenta un tassello chiave per l'obiettivo americano di raggiungere una quota di mercato globale del 20% per i chip avanzati, visto che il colosso di Santa Clara è l'unico produttore 100% statunitense.
Dal canto suo, la società guidata dal Ceo Pat Gelsinger ha promesso investimenti per 100 miliardi di dollari per gli impianti negli Stati Uniti. Finora ha speso 30 miliardi di dollari, nell'ambito di un ambizioso progetto che negli anni dovrebbe comportare un importante ritorno aziendale. Tutto ciò potrebbe convincere gli investitori a Wall Street che la sua espansione nella produzione può essere eseguita nonostante le difficoltà finanziarie.
Intel dovrebbe chiudere il 2024 con ricavi in calo a 52,7 miliardi di dollari (-2,7%) e una perdita di 18 miliardi. Gli analisti si aspettano per il 2025 un bilancio in pareggio. Dall’inizio dell’anno il titolo si è dimezzato e la quotazione attuale (23,65 dollari) è sui minimi degli ultimi 10 anni.
Per toccare la barriera (13,44 dollari), Intel dovrebbe scendere a quotazioni che non vede dal 1996.
La maggioranza degli analisti ha una posizione “wait and see”: su 46 esperti che coprono il titolo, 35 hanno una raccomandazione neutrale. La media dei target price è 24,6 dollari, in linea con la quotazione attuale.
Palantir Technologies, il Messi dell’intelligenza artificiale
Palantir Technologies è una società americana (ha sede a Denver, in Colorado) specializzata nella creazione di dipendente dal cloud, che coordina la distribuzione continua di software per assistere le indagini e le operazioni antiterrorismo. Delle sue piattaforme software, Apollo fornisce un livello di controllo unico, con nuove funzionalità, aggiornamenti di sicurezza e configurazioni, contribuendo a garantire il funzionamento continuo di sistemi critici. Gotham consente agli utenti di identificare i modelli nascosti in profondità all'interno dei set di dati, dalle fonti di intelligence ai rapporti degli informatori confidenziali. La piattaforma AIP consente un vantaggio responsabile dell'intelligenza artificiale (AI) in tutta l'azienda.
Due giorni fa il broker Wedbush ha alzato il target price su Palantir a 75 dollari da 57 dollari, affermando che questa scelta riflette la maggiore fiducia nella strategia della piattaforma di intelligenza artificiale, in grado di cambiare i riferimenti del suo settore man mano che verrà utilizzata in casi concreti nei prossimi 18 mesi.
Per Dan Ives, responsabile dell’Ufficio studi di Wedbush, “Palantir è il Messi dell’intelligenza artificiale”. Il riferimento, ovviamente, è al fuoriclasse argentino del calcio Lionel Messi.
Dopo un rialzo del 300% dall’inizio dell’anno, l’azione Palantir quota adesso a 66 dollari, che corrisponde a una capitalizzazione di 147 miliardi di dollari. La società chiuderà il 2024 con un fatturato di soli 2,8 mliardi di dollari, destinati a salire nel 2025 a 3,47 miliardi, secondo il consensus degli analisti.
Nvidia: non rallenta la crescita della domanda di chip per AI
Le azioni di Nvidia, l'azienda di maggior capitalizzazione al mondo e uno dei principali motori del rialzo di quest'anno dell'indice S&P 500, hanno toccato il loro massimo storico a 152 dollari lo scorso 21 novembre. Dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre, le quotazioni si sono leggermente sgonfiate, nonostante i dati fossero migliori delle aspettative di Wall Street,
“I risultati di Nvidia sono buoni, ma credo che la delusione sia dovuta al fatto che forse non c'è un’indicazione di fortissima crescita dei ricavi per il quarto trimestre”, ha detto Garrett Melson, strategist di portafoglio presso Natixis Investment Managers a Boston.
Le azioni del produttore di semiconduttori hanno triplicato il loro valore nell'ultimo anno. La sfida per Nvidia è ora quella di essere all'altezza delle aspettative incredibilmente elevate del mercato per gli utili futuri. Wall Street prevede una crescita dei ricavi del 54% nel 2025, grazia a una domanda di chip ad alta potenza per l'intelligenza artificiale che continua a crescere a ritmi sempre più forti.
La media dei target price degli analisti è 170 dollari, e indica quindi un potenziale di rialzo del 25% rispetto all’attuale quotazione di 135 dollari.
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