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Tra bond e certificati: ecco due Reverse Convertible su Bund e BTP

Cedola incondizionata, scadenza a un anno ed esposizione ad un Bond con possibile consegna fisica: gli innovativi Reverse Convertible su Bund (CH1400328550) e BTP (CH1409723520). Prezzo a sconto.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Negli ultimi tempi, i mercati finanziari sono stati segnati da un'elevata volatilità, forti oscillazioni e continui ritracciamenti, riflettendo un clima di crescente incertezza a livello globale. Questo scenario è stato principalmente alimentato dalle tensioni geopolitiche, che si trovano ormai in una fase critica, con equilibri internazionali sempre più precari e potenziali sviluppi che potrebbero avere conseguenze significative sull'economia mondiale.

Le preoccupazioni degli investitori sono amplificate dalle possibili decisioni che i governi centrali potrebbero adottare in risposta a questa situazione complessa. Le misure politiche, economiche e monetarie messe in atto dai diversi Paesi potrebbero avere impatti diretti e indiretti sui mercati, influenzando non solo il sentiment degli operatori finanziari ma anche le prospettive di crescita a livello globale. In questo contesto, l'incertezza rimane elevata, con ripercussioni su vari asset e settori, rendendo il quadro generale ancora più difficile da prevedere.

In questo scenario torna oggi sotto i riflettori una delle strutture che ha riscontrato più successo negli ultimi mesi, capace di efficientare quella che da sempre è ritenuta la parte più prudente del portafogli e capace di coniugare in un unico ISIN tutti i benefici dei Certificati d’investimento e l’affidabilità propria dei Bond. Parliamo oggi infatti dei Reverse Convertible su Bond, declinati in due diverse versioni su Bund (ISIN CH1400328550) e BTP (ISIN CH1409723520) entrambi emessi da Leonteq. Entrambe le strutture sono attualmente disponibili a mercato a sconto.

Il Reverse Convertible su Bond

La struttura in analisi oggi cerca di monetizzare la volatilità della parte lunga della curva dei tassi. Questo strumento consente di ottenere un rendimento interessante grazie a un coupon che, alla scadenza del certificato (1 anno), garantisce un significativo pick-up rispetto al rendimento del bond sottostante calcolato sul valore di strike fissato. Il prodotto si rivela particolarmente adatto per strategie con una view laterale o moderatamente ribassista sui tassi a lungo termine. Inoltre, in caso di movimenti imprevisti del mercato, offre la possibilità di ricevere la consegna fisica del bond sottostante, fornendo così una protezione contro eventuali errori di tempistica nella previsione dell’andamento dei tassi.

In particolare oggi analizzeremo il Reverse Convertible con ISIN CH1409723520 che ha per sottostante il BTP (BTPS 2.45 09/01/50 IT0005398406) ed il Reverse Convertible con ISIN CH1400328550 sul Bund tedesco (DBR 08/15/52 DE0001102572), entrambi emessi da Leonteq. La scadenza è fissata a febbraio 2026 nel primo caso e gennaio 2026 nel secondo, scadenza alla quale i certificati riconosceranno una cedola incondizionata (5,55% p.a. nel caso del BTP e 6,55% p.a. per la versione sul Bund).

Gli elementi del certificato

Il certificato prevede un Prezzo d’emissione pari a 1.000 EUR mentre come sottostante, a differenza di quanto si vede infatti nei certificati più classici, il titolo sottostante di riferimento come anticipato dal nome non sarà un’azione o una commodity ma bensì un vero e proprio bond: il BTP con scadenza 01/09/2050 con ISIN: IT0005398406 in un caso e Bund tedesco scadenza 15/08/2052 con ISIN: DE0001102572.

Definito il bond sottostante il passo successivo è quello di fissare uno strike. Solitamente, e come in questo caso, viene definito un livello di strike del bond stesso in modo da far risultare, alla scadenza del certificato, lo stesso livello di rendimento che il bond offriva alla strike date. Nel primo caso, ad esempio, il bond in questione a fronte di un prezzo spot di 74,5485% offriva un rendimento del 4,06%. Per avere lo stesso rendimento alla data di scadenza del certificato (quindi tra un anno) lo strike esatto, e che verrà preso in considerazione e fissato dal certificato, sarà pari a 75,135%. Nel secondo caso invece a fronte di un prezzo spot di 50,1035% offriva un rendimento del 2,5347%, generando così un valore di strike pari a 51,3771%.

I coupon riconosciuti dai due certificati, pagati esclusivamente alla scadenza e riconosciuti incondizionatamente, saranno rispettivamente di 5,55% p.a., nel caso del BTP, e di 6,55% p.a. nel caso del Bund. Questo è uno dei punti di forza della struttura: come è facile notare infatti lo strumento offre un netto pick up in termini di rendimento se confrontato con l’investimento diretto nel bond sottostante assumendo un prezzo di carico pari allo strike, a parità di struttura dei tassi, rendendolo così un’ottima soluzione per chi avesse una view sullo sviluppo dei tassi stessi laterale o moderatamente ribassista.

Come funziona?

Il funzionamento del payoff come anticipato è molto semplice. L’unica osservazione di cui tenere nota è quella a scadenza dove verrà osservato il prezzo del bond sottostante a mercato proprio come se fosse un’azione. Da qui avremo due possibili scenari:

  • Se il prezzo del bond sarà superiore allo strike fissato in emissione (scenario, dunque, in cui i tassi saranno scesi), l’investitore riceverà il 100% del valore nominale in cash a cui si aggiungerà l’ammontare della cedola garantita.
  • Nel caso invece in cui il prezzo del bond sottostante venisse osservato al di sotto del prezzo di strike fissato (scenario avverso di tassi in rialzo), l’investitore riceverebbe un ammontare di bond consegnato con prezzo di carico pari allo strike price e valore di mercato pari al prezzo osservato a scadenza, più la rimanente parte e la cedola incondizionata consegnata in cash.

Esempio

Prendiamo ora in analisi il prodotto con sottostante il BTP, ipotizziamo che a fronte dello strike price già visto di 75,135% il bond a scadenza venisse osservato ad un prezzo pari a 70%.

Per prima cosa viene definito quello che è chiamato Conversion Ratio, così da definire la parte rimborsabile con consegna fisica del bond e la parte invece rimborsabile tramite cash, visto il taglio minimo dei titoli. Il Conversion Ratio è definito come 1/strike price e, nel nostro caso, sarà quindi uguale a 1,3309 (1/75,135%=1,3309).

Definito il Conversion Ratio possiamo quindi calcolare, per ogni certificato detenuto, la parte che verrà rimborsata tramite bond fisico e la parte che rimane e, come già anticipato, rimborsata in cash. Nel nostro caso possiamo vedere che, per ogni certificato detenuto, l’investitore riceverà 1 bond (dal valore di mercato di 70%, per un rimborso quindi di 700 EUR) e la rimanente parte di 0,3309 consegnata via cash per un totale di 231,66 EUR (0,3309*70%*1.000). Per chiarezza è importante sottolineare come in questo caso, sommando il valore delle due componenti di rimborso, l’investitore riceverebbe un totale di 931,66 EUR (700 EUR + 231,66 EUR), pari appunto alla performance realizzata dal bond sottostante (70% / 75,135% = 93,166%). Come anticipato a questo ammontare verrà comunque aggiunta la cedola incondizionata.

Analogo scenario verrà ovviamente replicato anche per la struttura con sottostante il Bund tedesco, tenendo in conto ovviamente delle dovute differenze. Ad esempio ipotizziamo che a fronte dello strike price già visto di 51,3771% il bond a scadenza venisse osservato ad un prezzo pari a 50,50%.

Il Conversion Ratio, in questo caso sarà uguale a 1,9464.

Per ogni certificato detenuto quindi l’investitore riceverà 1 bond (dal valore di mercato di 50,50% , per un rimborso quindi di 505 EUR) e la rimanente parte di 0,9464 consegnata via cash per un totale di 477,93 EUR (0,9464*50,5%*1.000). Sommando il valore delle due componenti di rimborso, l’investitore riceverebbe un totale di 982,93 EUR (505 EUR + 477,93 EUR) , pari appunto alla performance realizzata dal  bond sottostante (50,50% / 51,3771% = 98,293%). Sempre importante ricordare che a questo ammontare verrà comunque aggiunta la cedola incondizionata.

Lo scenario peggiore per questo prodotto è dunque quello in cui il rendimento del Bond sottostante alla scadenza del prodotto dovesse crescere e dunque il prezzo del sottostante scendere ulteriormente. In tal caso, come abbiamo detto, l’investitore riceverebbe parte in titoli e parte in cash. Il rischio dunque è che, se il rendimento del Bond dovesse poi rimanere più alto di quello all’emissione, di fatto il titolo obbligazionario potrà essere venduto solo in perdita, o tenuto fino a scadenza. Va da sé però che con una maturity lunga, non si possono escludere poi scenari in cui i tassi possano tornare a scendere, generando un apprezzamento del titolo tanto da permettere la vendita in guadagno a mercato del titolo obbligazionario prima della scadenza.


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