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Rendimento in doppia cifra e barriere ampie con le big cap italiane

Barriera al 50% e premi trimestrali con memoria del 3%. Un ottimo profilo di rischio rendimento per il certificato ISIN DE000HC9AHQ0 di UniCredit su Banco BPM, Eni ed Enel.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Come investire con cedole fino al 12% ed una barriera decisamente conservativa su big cap di Piazza Affari? Un’interessante proposta in tal senso arriva dal certificato cash collect emesso da Unicredit su Banco BPM, Enel ed Eni. Le barriere sono posizionate al 50% ed il rialzo da strike di Banco BPM (circa +10% dal prezzo di osservazione iniziale) fa sì che il prodotto assuma connotati difensivi, anche considerando la bassa volatilità implicita dei tre titoli. Il tutto senza rinunciare ad un rendimento potenziale in doppia cifra. Vediamo quindi il funzionamento del certificato ISIN DE000HC9AHQ0.

Focus su tre big cap italiane

Le azioni di Enel, Eni e Banco BPM sono i tre sottostanti del certificato. Aziende in salute, particolarmente apprezzate dai mercati. A tal proposito basta ricordare il successo dei recenti bond emessi da Eni e Banco BPM, con rendimenti sotto il 4% per Eni (su scadenza 6 anni) e di poco inferiori al 5% per Banco BPM, su una scadenza però decennale, quindi più lunga. Si tratta inoltre di tre titoli con una volatilità media relativamente contenuta, inferiore a quella media dei 40 titoli del FTSE Mib. Le tre azioni, inoltre, navigano abbondantemente sotto i target price indicati dagli analisti. Certo non impossibile, ma assai difficile immaginare che si vada incontro ad un crollo del 50% o più.

 

Operativamente il certificato ha un prezzo in ask appena sopra la pari. Se consideriamo che è trascorso oltre un mese dall’incasso della scorsa cedola, però, notiamo che il rendimento potenziale annuo non scende, anzi rimane intorno al 11%, un bel vedere. Infatti, già a marzo è possibile incassare un premio del 3% lordo a patto che nessuno dei tre titoli perda il 50% o più dai prezzi di osservazione iniziale. Vediamo ora una panoramica sui tre titoli sottostanti.

 

Enel, Eni e Banco BPM: un tris di qualità a Piazza Affari

Enel - Il settore dell’energia elettrica è uno dei più stabili, con una domanda relativamente costante. Enel, poi, nell’ultimo anno ha messo a segno un corposo recupero, anche alla luce delle aspettative per tassi di interesse più bassi. Uno scenario che abbassa il costo di rifinanziamento del debito aziendale e pare destinato a protrarsi nei prossimi anni.

Enel, maglia rosa a Piazza Affari per market cap, ha presentato nei mesi scorsi un ambizioso piano aziendale, con oltre 11 miliardi di cessioni. Il titolo al momento naviga poco sotto lo strike (posizionato a 6,285 euro) ma dobbiamo considerare che lo scorso 22 gennaio ha staccato un ricco acconto sul dividendo di 0,215 centesimi. Tecnicamente troviamo solidi supporti in area 5,80 e 5,50 euro, con una barriera a 3,142 euro decisamente lontana e non raggiunta nemmeno durante la crisi posto Covid.

 

Eni - Anche Eni potrebbe essere avvantaggiata dal calo del costo del denaro. L’azienda del cane a sei teste prevede infatti di investire oltre sei miliardi di euro nell’upstream petrolifero ed altrettanto nelle iniziative legate a progetti di Green value chain. L’azione negli ultimi mesi si è mossa in laterale fra i 14,2 ed i 15,7 euro. E l’ipotesi di un trading range è ottimale per chi investe con i certificates, strumento che consente di estrarre valore anche dalle fasi laterali di mercato.

Altri tempi per il petrolio ed il settore energetico. Da notare anche la bassa volatilità implicita a 12 mesi di Eni, inferiore al 20%. La barriera è posizionata poco sotto quota 7,70 euro, valori che non si vedono dalla pandemia.

 

Banco BPM negli ultimi trimestri ha consolidato una crescita con ottimi risultati aziendali. La Banca guidata da Giuseppe Castagna, poi, ha anche aumentato di voler incrementare i dividendi. Inoltre, Banco BPM in futuro potrebbe anche essere un potenziale target di eventuali operazioni nel complesso risiko bancario italiano ed europeo, fattore che contribuirebbe a spingere gli acquisti sul titolo.

Il titolo ha una volatilità implicita ad un anno non elevata, nell’ordine del 30%. Negli ultimi mesi il titolo ha raggiunto anche i 5,44 euro, ma lo strike è decisamente più basso, a 4,30 euro. Al momento naviga in area 4,70-4,80 euro, circa il 10% sopra i prezzi di strike, con una barriera a 2,15 euro che appare lontanissima.

Scenari alla scadenza

 

Il certificato ha una naturale scadenza fissata al 16 settembre 2027. Per ottenere il rimborso del capitale ed il pagamento di tutte le cedole (con effetto memoria) è sufficiente che nessuno dei tre titoli sottostanti perda oltre il 50% dai prezzi di osservazione iniziale. Grazie a barriere così ampie è quindi possibile ottenere un profitto anche nel caso di moderati ribassi da parte dei sottostanti (anche nell’ordine del 30-40%) a patto che a scadenza tale calo non sia diventato un vero e proprio crollo tale da raggiungere o superare il 50%. In tal caso il rimborso sarebbe proporzionale all’andamento dell’azione worst of, con potenziale perdita per l’investitore.

 

Opzione del richiamo anticipato

Fra i punti di forza del certificato troviamo anche l’autocall con trigger discendente. Operativamente l’opzione del richiamo anticipato è attiva da giugno. La soglia per l’attivazione è dapprima fissata al 100%, per poi scendere al 95% e successivamente del 5% ogni anno, arrivando all’85% nelle ultime finestre cedolari. In questo modo sarebbe possibile che il certificato vada in autocall anche in caso di moderati ribassi da parte dei sottostanti.

Se il certificato sarà richiamato anticipatamente l’investitore riceverà il rimborso del valore nominale e la cedola del periodo. A tale importo si aggiungerebbero eventuali cedole non pagate e portate a memoria.

 

Un’ultima nota ai lettori: ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.


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