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Puntare sul riscatto del risparmio gestito con un rendimento del 9%

Per puntare sul risparmio gestito in evidenza il certificato ISIN CH1316653794 di EFG su Morgan Stanley, State Street e Fineco. Paga cedole mensili con memoria dello 0,75% e barriera al 60%.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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La discesa dei tassi di interesse che dovrebbe partire nel 2024 rischia di intaccare la capacità delle banche di realizzare utili agli stessi livelli straordinari che abbiamo visto nel 2023. Di fronte a un margine di interesse (differenza fra tassi attivi e passivi) che rischia di contrarsi, i banchieri più brillanti hanno già individuato la nuova frontiera da esplorare per aumentare la redditività: la gestione del risparmio. Infatti, se i tassi di interesse scenderanno, si ridurranno anche i sostanziosi rendimenti dei titoli di Stato e delle obbligazioni corporate di alta qualità (investment grade) che negli ultimi 12 mesi hanno attratto quote ingenti di capitali. Per fare fruttare i loro investimenti, i risparmiatori torneranno ad ascoltare i consigli dei professionisti.

Chi ha spiegato perfettamente questo scenario è Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo, che in una recente intervista a Bloomberg Tv ha dichiarato: "Abbiamo già selezionato 100 miliardi di euro di ricchezza dei nostri clienti che possono essere convertiti in prodotti di gestione patrimoniale. Si tratta di una cifra enorme che può essere trasformata in commissioni e provvigioni".

Se questo è il piano di una banca a 360 gradi come Intesa, c’è da scommettere che le istituzioni finanziarie che hanno nel risparmio gestito la loro principale attività siano da tempo concentrate sull’ideazione di nuovi prodotti e di nuove modalità di approccio alla clientela per un 2024 di riscatto, dopo un 2023 in cui la concorrenza dei bond governativi è stata penalizzante.

Il certificate su tre campioni dell’asset management

È per cavalcare questo scenario che il gruppo svizzero EFG, da anni partner di Leonteq, ha deciso di lanciare in Italia uno strumento di investimento molto interessante, un certificate che investe su tre campioni dell’asset management come l’italiana FinecoBank e le due società americane Morgan Stanley e State Street, nel complesso tre fiori all’occhiello del mondo del risparmio gestito. Questo certificate, identificato dal codice ISIN CH1316653794, ha una durata di tre anni e si caratterizza per l’ottimo rapporto fra il rendimento potenziale offerto, pari al 9% all’anno, e la protezione al capitale, che è interamente garantito fino a un ribasso del 40% del peggiore dei sottostanti dai valori iniziali (barriera al 60%). L’idea di fondo del certificato, quindi, è che siamo in un contesto di inversione dei tassi che renderà favorevole lo scenario di mercato per questo settore (tassi bassi spingono il risparmio gestito). I tre titoli poi sono dei veri e propri campioni con fondamentali solidissimi e grafici di borsa efficienti. Ottimo quindi il rapporto rischio rendimento. Buono lo strumento anche per la diversificazione del portafoglio visto che certificati su questi nomi se ne contano pochissimi. Infine, cosa non banale, i titoli sono lontani dai massimi proprio perché il 2022 e 2023 li ha tendenzialmente penalizzati, mentre ora stanno recuperando quote.

Cedole mensili dello 0,75% (9% all’anno) con barriera al 60%

Il prodotto è stato lanciato sul mercato il 29 gennaio a un valore nominale di 1.000 euro. Chi compra oggi questo certificate incasserà ogni mese da qui a gennaio 2027 un premio da 7,50 euro (90 euro all’anno), a condizione che alle date di osservazione previste nessuno dei tre sottostanti scenda sotto la barriera al 60%.

Le cedole sono con memoria, il che vuole dire che se a una data di osservazione non ci saranno le condizioni per il pagamento della cedola, il premio non sarà cancellato, ma resterà nella memoria del prodotto e verrà pagato alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno di nuovo sopra la barriera (o allo stesso livello).

Alla scadenza (gennaio 2027), se le azioni di Fineco, Morgan Stanley e State Street saranno sopra il valore iniziale, il certificate verrà rimborsato al valore iniziale di 1.000 euro e l’investitore riceverà l’ultimo premio e i premi eventualmente non pagati e trattenuti in memoria.

Se invece anche solo uno dei sottostanti quoterà allo stesso livello della barriera o al di sotto, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Un esempio può chiarire meglio il meccanismo: ipotizzando per il peggiore un ribasso dal valore iniziale del 55%, il prodotto verrà rimborsato al 45% del valore iniziale, vale a dire a 450 euro. Ovviamente l’investitore non riceverà né l’ultima cedola, né quelle trattenute in memoria.

Infine, c’è la possibilità che il certificate CH1316653794 non arrivi fino alla scadenza finale, perché l’emittente si è riservato il diritto (ma non l’obbligo) di rimborsare anticipatamente il certificate a sua discrezione pagando il 100% del valore nominale (1.000 euro) più l’ultima cedola e le cedole eventualmente in memoria. Questa facoltà, che definisce il prodotto come un certificate softcallable, potrà essere esercitata ogni mese a partire da ottobre 2024.

Settore in fermento dopo la maxi-acquisizione di BlackRock

Che nel mondo del risparmio gestito e degli investimenti ci sia fermento lo dimostra l’ultima grande acquisizione annunciata il 15 gennaio da BlackRock, il colosso americano del settore, che ha comprato per 12,5 miliardi di dollari Global Infrastructure Partners (GIP). È la più importante acquisizione realizzata da BlackRock da quando nel 2009 comprò Barclays Asset Management. Specializzata in investimenti nel settore delle infrastrutture, dell’energia, dei trasporti, della gestione dell’acqua e dei rifiuti, GIP gestisce asset per circa 100 miliardi di dollari.

La tabella che riportiamo qui sotto, realizzata da BlackRock, mostra il consuntivo, anno per anno, di qual è stato il rendimento delle varie classi di investimento a livello globale. È molto interessante vedere come dal 2014 a oggi è successo solo una volta, negli anni 2021 e 2022, che una classe di investimento sia risultata la più redditizia per due anni di fila. In genere, infatti, la classifica delle migliori asset class cambia in continuazione, con risultati molto diversi anno dopo anno.

La lezione che si può ricavare è che solo un’industria ben organizzata della gestione del risparmio può garantire nel tempo rendimenti di soddisfazione agli investitori.

Focus sui sottostanti

Fineco
In Italia Fineco e gli altri asset manager hanno avuto un 2023 non brillante a causa del rialzo dei tassi di interesse che ha penalizzato il risparmio gestito. Banalmente, in una situazione di veloce rialzo dei tassi gli investitori hanno privilegiato i titoli di Stato piuttosto che investire tramite fondi. Il ragionamento è stato: perché rischiare e pagare così tante commissioni se posso avere un rendimento notevole senza rischi e senza commissioni? Adesso, però, il quadro è cambiato e la prospettiva dei prossimi tre anni è di tassi in calo, che dovrebbero favorire il risparmio gestito.
Negli ultimi 12 mesi le azioni Fineco sono scese del 18% riducendo la capitalizzazione a 8,1 miliardi di euro. Il prossimo 6 febbraio il Ceo Alessandro Foti presenterà i risultati dell’intero 2023. Il consensus degli analisti stima una crescita dell’utile del 40% a 604 milioni di euro, ma c’è attesa soprattutto per il quadro che Foti darà del 2024, che per gli analisti non sarà un anno di crescita, con un utile stimato in lieve calo a 594 milioni. La media dei target price degli analisti è 14,5 euro, un obiettivo di prezzo che implica un potenziale di rialzo del 4% rispetto alla quotazione attuale.
Il certificate CH1316653794 fissa la barriera per le azioni Fineco a 13,35 euro: bisogna dire che le quotazioni di Fineco non scendono sotto quel livello dal marzo 2020, durante il minimo della crisi del Covid.

Morgan Stanley

Morgan Stanley è uno dei nomi più blasonati della finanza americana, una banca fortemente impegnata nell’asset management e nel wealth management che insieme nel 2022 hanno rappresentato il 55% dei ricavi del gruppo. Gli analisti si aspettano che il 2023 si sia chiuso con un  utile di 8,5 miliardi di dollari, 2 miliardi in meno dell’anno precedente. Nel 2024 i profitti dovrebbero risalire a 10,3 miliardi.
Anche l’azione Morgan Stanley è reduce da un 2023 difficile: negli ultimi 12 mesi il titolo è sceso del 9,7%. La media dei target price degli analisti è 94,6 dollari, un prezzo più alto dell’8% rispetto alla quotazione attuale. È dal novembre 2020 che Morgan Stanley quota stabilmente sopra la barriera del certificate, fissata a 52 dollari.

State Street

Fondata a Boston nel 1792, State Street conta oggi 42mila dipendenti ed è una delle maggiori società al mondo di gestione patrimoniale e di servizi per le attività di investimento. Il consensus prevede risultati definitivi del 2023 in netto calo, con un utile di 1,8 miliardi di dollari dai 2,6 miliardi dell’anno precedente. Ma c’è molta fiducia sul 2024, tanto è vero che il consensus stima per quest’anno un utile di 2,9 miliardi (+61%).
L’azione ha sofferto nel 2023: la performance degli ultimi 12 mesi è un calo del 17%. Gli analisti indicano in media un target price a 84 dollari (+12% sul prezzo attuale).
Per quanto riguarda il livello della barriera, fissato a 44,37 dollari, bisogna dire che sono più di 11 anni (da novembre 2012) che le quotazioni di State Street navigano abbondantemente al di sopra.

I livelli di riferimento del certificate CH1316653794

Nella tabella qui sotto riportiamo i livelli di riferimento del certificate CH1316653794. I Valori iniziali sono i prezzi di chiusura del 23 gennaio scorso.


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