COMUNICAZIONE DI MARKETING

Per chi teme volatilità nel 2025: capitale protetto 100% short su S&P

Sono diverse le sfide che si presentano nel 2025 e che potrebbero portare volatilità sul mercato azionario. Per coprirsi, in evidenza il capitale protetto 100% short su S&P 500 ISIN XS2813335341.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
usa_websim21

Anche quest’anno l’S&P 500 ha regalato grandi soddisfazioni agli investitori. Il paniere americano per eccellenza ha infranto il muro dei 6.000 punti e si appresta a chiudere l’anno con una performance poco inferiore al 30%. Nelle ultime sedute è entrato in una fase riflessiva, poco sopra questo livello chiave.

Come sempre, è difficile fare previsioni per il nuovo anno, che presenta comunque non poche sfide e arriva dopo più di due anni di forte rialzo dell’indice americano. Normale dunque cercare soluzioni che permettano di limitare l’impatto di eventuali cambi di direzione anche solo di medio termine. Come sempre, il modo migliore per proteggere il proprio portafoglio non è rimanere liquidi ma diversificare e magari avvalersi di strumenti di copertura.

Capitale protetto short 100% su S&P 500

Uno strumento che può aiutarci a proteggere il portafoglio è questo certificato a capitale protetto 100% short in dollari, con maturity brevissima (per questa tipologia di prodotto) a maggio 2025: poco più di cinque mesi. L’idea è che se il prossimo anno l’indice dovesse recepire della volatilità, questo strumento ci aiuterebbe a coprirci parzialmente sul portafoglio. Cosa interessante si compra sulla pari.

Più nel dettaglio, il certificato (ISIN XS2813335341) offre una protezione del capitale al 100%, permettendo all'investitore di beneficiare della performance al ribasso dell’indice S&P 500, con un cap posto al 75% del livello iniziale.

L’osservazione è prevista alla scadenza del titolo, fissata per maggio 2025. Di seguito i possibili scenari a scadenza, così da comprendere meglio il funzionamento del certificato ed i rispettivi punti di forza:

  • Se l’SPX a scadenza si trovasse al di sopra del suo del prezzo iniziale, allora il certificato rimborserà un valore minimo pari al 100% del valore nominale (rimborso minimo di 100 dollari), proteggendo così l’investitore da eventuali spike del titolo.
  • Nel caso in cui a scadenza l’SPX perdesse valore fino al 75% del suo valore iniziale, l’investitore parteciperebbe linearmente alla performance negativa dell’indice ricevendo quindi un rimborso massimo pari al 100% + 25% di performance (per capirci, 125 dollari a certificato).
  • Se a scadenza l’SPX fosse osservato al di sotto del 75% del suo valore iniziale il certificato, prevedendo come visto un meccanismo di CAP al 75% (25% performance negativa dallo strike), l’investitore riceverebbe un importo pari al rimborso massimo previsto del 100% + 25% (sempre 125 dollari).

Va evidenziato però che il certificato ha fatto strike a luglio 2024 a 5.555,74 punti. Dunque, affinché il prodotto sia in the money e dunque cominci a computare la performance a scadenza, l’indice dai livelli attuali dovrebbe perdere poco più del 8% (che è la distanza dei prezzi attuali dallo strike).

I dazi USA e il rischio di vampate inflazionistiche

Il 2025 si porta dietro una forte performance dell’indice di riferimento americano e potremmo dire mondiale: l’S&P 500. Difficile dire come si comporterà il paniere ma ha senso pensare che difficilmente avremo la stessa forza degli ultimi due anni. Da un punto di vista fondamentale il tema è molto legato all’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha già palesato le sue intenzioni sul tema dazi.

Questo è un punto fondamentale perché una politica aggressiva da questo punto di vista, soprattutto se dovesse scaturire in una nuova guerra sui dazi a livello globale, porterebbe ad un incremento dell’inflazione e dunque dei tassi. Questo in parte il mercato lo sta già scontando visto che il decennale americano, negli ultimi mesi, è passato dal 3,6% al 4,5%.

Un’impennata importante che certo non fa bene ai mercati azionari. Il problema per l’equity arriverebbe se i rendimenti schizzassero ancora più in alto, ad esempio verso il 5% raggiunto ad ottobre, e permanessero per diverso tempo su questi livelli. Un’ipotesi purtroppo non troppo remota visto le dichiarazioni del Tycoon. Come al solito, nessuno sa cosa potrà succedere nel futuro, per questo avere un prodotto short ci permette di attutire l’impatto di eventuali fasi negative del mercato americano. Al contrario, se dovesse proseguire col trend rialzista, il certificato restituirebbe 100 dollari e l’investimento non sarebbe stato remunerativo per un periodo di tempo piuttosto breve.


COMUNICAZIONE DI MARKETING



In questo articolo

Disclaimer

Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 2 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.

La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti.
Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente qui.

Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.