COMUNICAZIONE DI MARKETING
Nuova CLC di BNP che punta su UniCredit e paga il 4,5% annuo
Nuovo Credit Linked Certificate (CLC) di BNP Paribas ISIN XS3028974502 sul merito creditizio subordinato di UniCredit. 4,5% annuo pagato trimestralmente, scadenza a sette anni e callability dal terzo

Mentre i mercati azionari globali continuano a oscillare sotto il peso delle tensioni geopolitiche e delle sfide macroeconomiche, anche il panorama bancario italiano si carica di nuove incognite. Ciò è dovuto all'ultima ondata di ipotetiche M&A tra diversi istituti di primaria importanza che hanno riacceso i riflettori sul settore, rendendo ancora più complessa la lettura degli scenari futuri.
Un contesto dove la stabilità è sempre più preziosa e dove torna dunque sotto i riflettori un particolare strumento d'investimento capace di offrire un equilibrio tra prudenza e rendimento: il Credit Linked Certificate (CLC). Si tratta di particolari certificati d'investimento che, a differenza di quelli più comuni, puntano sul mondo del credito e non sull'equity. Un’alternativa che si posiziona a metà strada tra il mondo obbligazionario e quello dei certificati. Questo perché proprio come i bond, i CLC riescono a pagare cedole fisse periodiche rimborsando a scadenza il valore nominale, ma allo stesso tempo, come per i certificati, i CLC tendono ad offrire rendimenti maggiori rispetto i rispettivi titoli obbligazionari corporate. Detto in poche parole, offrono stabilità, rendimento e semplicità, ottime caratteristiche che si vanno ad aggiungere al prezioso vantaggio dell'efficienza fiscale, visto che le plusvalenze dei CLC, a differenza di quelle dei bond, sono considerate redditi diversi permettendo così la compensazione delle minusvalenze nello zainetto fiscale.
Oggi andiamo ad analizzare il nuovo Credit Linked Certificate (CLC) su UniCredit (SUB) (ISIN XS3028974502) emesso il 22 maggio da BNP Paribas (rating: S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+). Il prodotto ha una durata di sette anni (scadenza 28/06/2032), con possibilità di essere richiamato anticipatamente a discrezione dell’emittente tramite meccanismo di callability a partire dal terzo anno. Il certificato riconosce una cedola del 4,5% annuo, pagato trimestralmente. Da sottolineare che tali flussi sono considerati redditi diversi permettendo dunque la compensazione delle minusvalenze.
La Credit Linked Certificate su UniCredit che paga il 4,5%
Come dicevamo, i Credit Linked Certificate (CLC) sono certificati che, invece di offrire esposizione a sottostanti equity, generano la propria reddittività dal merito creditizio di una determinata reference entity, tramite CDS (Credit Default Swap): nel nostro caso di oggi è quello subordinato di UniCredit. Il prodotto non prevede alcun tipo di barriera e come payout a scadenza funziona esattamente come un bond. Nel nostro caso ad esempio (ISIN XS3028974502) vengono riconosciuti premi fissi (senza condizione) trimestralmente per un premio annuo del 4,5% e a scadenza rimborsa il 100% del nominale (in questo caso 10.000 euro), a condizione che non vi siano eventi di credito della reference entity o dell’emittente.
La durata è sette anni ma il prodotto può essere richiamato a discrezione dell’emittente (callable) dal 28/06/2028, con cadenza annua. In tal caso verrebbe pagato l’ultimo premio e rimborsato il 100% del nominale. La struttura permette dunque di bloccare un rendimento interessante per almeno tre anni.
Punti di forza e debolezza delle CLC
Approfondiamo ora i punti di forza e rischi di questo prodotto, ma rimandiamo per una trattazione molto completa su come vengono strutturati, sensitivity alle componenti chiave e in generale tutto quello che c’è da sapere al nostro approfondimento dedicato pubblicato sulla pagina formazione di Websim al link. Qui troverete esempi, spiegazioni sulla strutturazione e tanto altro. La pagina dell’emittente invece dove trovate la documentazione è al link.
Se non fosse ancora chiaro diciamo subito che un CLC nella sua versione bullet (versione più classica, senza possibilità di rimborso anticipato), se durante la vita del prodotto non si verificasse un evento di credito, avrebbe a scadenza un meccanismo analogo a quello di un qualsiasi bond. Paga dei premi e alla scadenza rimborsa il valore nominale. Ma con dei vantaggi importanti:
- Efficienza fiscale: essendo certificati, le cedole delle CLC sono redditi diversi e non redditi di capitale, come le cedole delle obbligazioni. La tassazione è al 26% per i CLC (così come per i bond corporate sottostanti), ma tutti i redditi generati sono quindi compensabili con eventuali minusvalenze in portafoglio. In questo senso un CLC “ottimizza il funzionamento del bond”, di cui invece le cedole sono reddito da capitale. Il prodotto è quindi fiscalmente più efficiente di un’obbligazione. Su questo punto ci teniamo però a consigliare di fare sempre un passaggio con la propria banca depositaria perché ci sono diverse interpretazioni in materia fiscale sulla questione della compensazione ed inoltre, da sapere sempre bene, che tipo di compensazione viene effettuata, se immediata o a scadenza.
- Flessibilità: le CLC sono molto più flessibili rispetto all’investimento diretto in un bond emessa dalla reference entity. Come ad esempio nel prodotto in questione troviamo un taglio minimo di 1.000 euro vs tagli che possono spesso arrivare anche a 100.000/200.000 euro, soprattutto se subordinate.
- Yield Enhancement: un CLC tendenzialmente riesce a pagare qualcosa di più rispetto al rendimento dell’obbligazione sottostante. Questo perché al rendimento del CDS si aggiunge il funding dell’emittente (ed ecco perché il doppio rischio di credito), nel nostro caso ad esempio il certificato riesce a fornire un pick up in area 20-30bps rispetto ai rispettivi comparable presenti a mercato. Tra l’altro, riprendendo il discorso sulle minusvalenze, nei bond le cedole sono reddito di capitale, non compensabile con minusvalenze nello zainetto fiscale. Invece, con il Credit Linked Certificate, per chi avesse minusvalenze in portafoglio, la cedola del 4,15% sarebbe netta e non lorda. Ulteriore vantaggio.
- Diversificazione del portafoglio: legato al punto sopra, si evidenzia l’utilità dei CLC che consentono all’investitore di acquisire esposizione su svariate combinazioni di obbligazioni, scadenze e rendimenti. Aiutano quindi l’investitore nella diversificazione del portafoglio. Aiutano in termini d’efficienza anche in questo modo.
Evento di credito:
Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Infatti, abbiamo più volte detto che, affinché tutto proceda come da programma, non dovrà esserci un evento di credito né del sottostante e né dell’emittente.
Rimandiamo al nostro approfondimento per ulteriori dettagli ma ricordiamo che per evento di credito si intende uno di questi eventi: procedura concorsuale/insolvenza, mancato pagamento, ristrutturazione del debito, intervento governativo, decadenza dal beneficio del termine, ripudio/moratoria e inadempimento di un’obbligazione. In questi casi, viene stabilito dall’ISDA, ovvero l’International Swaps and Derivatives Association, che è l’organismo che regola il mondo dei derivati sottostanti il prodotto (CDS), quale sarà il tasso di recupero. Ovvero quanto effettivamente riprenderà l’investitore. Questa percentuale può variare dallo 0% al 100%. Quindi, in caso di evento di credito, l’intero capitale investito è a rischio. Questo è bene saperlo. In tal caso, il pagamento del capitale residuo verrà pagato alla scadenza naturale del prodotto.
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