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Le eccellenze italiane che rendono il 10,5% annuo con barriera al 50%
Per puntare sull'Italia, in evidenza il nuovo Memory Autocall Cash Collect di Natixis ISIN IT0006764481. Premi trimestrali con memoria del 2,625% (10,5% p.a.) con barriera ampia al 50%. Durata 3 anni

Stabilità politica e prospettive economiche dignitose continuano a tenere acceso il faro degli investitori internazionali sull’Italia, che il 22 novembre riceverà l’aggiornamento del rating da parte di Moody’s, dopo che le altre due agenzie, Fitch e S&P, si sono espresse recentemente in termini positivi. Puntare su Piazza Affari resta una delle opzioni più interessanti per un investitore che guarda al medio periodo, in uno scenario globale caratterizzato da crescenti preoccupazioni per l’acuirsi del conflitto Russia-Ucraina.
L’economia italiana non prende il volo, ma neanche si ferma. Nei numeri forniti dalla Commissione Europea nel suo ultimo bollettino di autunno, la Penisola viene indicata come il Paese, fra i tre big dell’Unione, che nel 2025 metterà a segno la crescita più consistente, pari all’1%, contro il +0,8% della Francia e il +0,7% della Germania. Inoltre l’inflazione resterà sotto controllo con un tasso previsto dell’1,9% e la disoccupazione è stimata in calo al 6,3% dal 6,8% del 2024.
Da inizio anno l’indice Ftse Mib è salito del 9,5%, nettamente meglio del Cac 40 di Parigi (-4,5%) e del Ftse 100 di Londra (+4,7%), ma meno brillante del tedesco Dax (+13,3%) e dello spagnolo Ibex (+13,8%). Insomma, Piazza Affari è in quella rassicurante terra di mezzo che alimenta ragionevoli prospettive di ulteriore crescita, senza destare allarmi per eccessi rialzisti.
Il certificate che punta su Eni, Enel e Banco BPM
In questo quadro, una delle soluzioni più interessanti per investire sul mercato azionario italiano è rappresentata dal nuovo Memory Autocall Cash Collect di Natixis che ha come sottostanti tre titoli di grande qualità, Eni, Enel e Banco BPM. Identificato dal codice ISIN IT0006764481, questo prodotto ha la durata di tre anni e offre un rendimento potenziale annuo del 10,5%, grazie al pagamento di premi trimestrali con memoria del 2,625%. I premi sono condizionati al rispetto di una barriera profonda: infatti, verranno pagati anche in caso di netti ribassi dei sottostanti, basta che la perdita del peggiore non superi il 50%.
Premi trimestrali con memoria del 2,625%
La stessa barriera al 50% protegge anche il capitale. Alla scadenza, nel novembre 2027, il certificato verrà rimborsato al valore di emissione di 1.000 euro anche se le quotazioni dei sottostanti saranno inferiori ai valori iniziali. Il limite massimo di ribasso è il 50%. In caso di ribasso maggiore, l’investitore incorrerà in una perdita.
Emesso lo scorso 12 novembre, il certificate IT0006764481 è acquistabile sul mercato secondario a 1.010 euro. Il lieve incremento del prezzo di acquisto rispetto al prezzo di emissione (+1%) non inficia la validità economica di questo investimento che, come abbiamo detto, offre un rendimento potenziale annuo superiore al 10%. Inoltre, grazie all’effetto memoria, se dovesse succedere che a una certa scadenza non ci saranno le condizioni per pagare il premio, la cedola non verrà cancellata, ma resterà nella memoria del certificate e verrà corrisposta alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno tornati a quotare sopra la barriera.
Grazie a questo meccanismo, per chiudere l’investimento in bellezza e portare a casa tutti i 12 premi previsti, basterà che i tre sottostanti quotino sopra la barriera (o allo stesso livello) il giorno dell’ultima data di osservazione, ovvero l’11 novembre 2027. A quel punto l’investitore avrà ottenuto un rendimento del 31,5% in tre anni.
Va sottolineato che i premi del certificate sono considerati dal Fisco “redditi diversi”, e in quanto tali possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore.
Possibile il rimborso anticipato a partire da agosto 2025
Può succedere che il certificate non arrivi alla scadenza finale, perché da agosto 2025 potrebbe essere ritirato in anticipo (autocall). Se alla data di osservazione del prossimo agosto, o a una qualsiasi delle successive, i tre sottostanti quoteranno al di sopra dello strike (Valore iniziale), o allo stesso livello, il prodotto verrà rimborsato in anticipo al valore nominale (1.000 euro), più il pagamento dell’ultima cedola e delle cedole eventualmente non pagate e mantenute in memoria.
Gli scenari possibili alla scadenza finale
Se il certificate non verrà rimborsato anticipatamente, alla scadenza finale si potranno verificare due scenari:
- Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 1.000 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate e trattenute nella memoria.
- Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore accusi un ribasso del 60% dal valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 400 euro (40% del Valore iniziale).
Tre aziende di grande qualità
Abbiamo già detto i tre sottostanti del paniere (ISIN IT0006764481), Eni, Enel e Banco BPM, titoli di grande qualità. Il rischio che nei prossimi tre anni le quotazioni di una di queste società si dimezzino ci appare abbastanza lontano.
Innanzitutto per il quadro generale dell’economia italiana. In attesa del pronunciamento di Moody’s, ricordiamo che poche settimane fa Standard & Poor’s ha confermato il rating tripla B e l’outlook stabile, affermando che "le prospettive di crescita del Pil sono rosee”.
Anche la terza agenzia di rating, Fitch, ha confermato la tripla B e ha alzato l’outlook da stabile a positivo: “Crescita potenziale più solida”. L'Italia, si legge in una nota, ha un "piano fiscale credibile" e una "situazione politica stabile" che, se continuerà "sosterrà il consolidamento di bilancio. Dal nostro punto di vista, la credibilità di bilancio dell'Italia è aumentata e il budget 2025 mette in evidenza l'impegno del governo alle regole fiscali dell'Ue".
Per Eni ed Enel, controllate dal governo, avere un giudizio positivo delle agenzie di rating è un elemento di aiuto nella loro attività sui mercati internazionali.
ENEL
Pochi giorni fa Enel, uno dei principali produttori di energia rinnovabile in Europa, ha presentato il suo nuovo piano industriale. Tra il 2024 e il 2027 il gruppo ha pianificato investimenti totali lordi pari a circa 43 miliardi di euro, in aumento di circa 7 miliardi di euro rispetto al Piano precedente. Circa 26 miliardi di euro sarà destinato nelle reti (+40% rispetto al precedente piano) e circa 12 miliardi di euro nelle Rinnovabili, con un aumento di capacità pari a circa 12 GW, con un migliorato mix tecnologico che prevede oltre il 70% di eolico onshore e tecnologie programmabili.
Enel prevede di allocare gli investimenti tra le geografie di riferimento in modo proporzionale al relativo contributo all’Ebitda, con circa il 75% in Europa e circa il 25% in America Latina e in Nord America.
Al prezzo attuale di 6,56 euro, Enel capitalizza 66,7 miliardi di euro. Il titolo viaggia più o meno sulle stesse quotazioni dell’inizio dell’anno. Per arrivare a toccare la barriera (3,38 euro), Enel dovrebbe scendere a quotazioni che non vede da 10 anni. La quotazione attuale è sostenuta da due importanti supporti posti a 6,25 euro e a 5,50 euro.
BANCO BPM
Banco BPM è la protagonista dell’ultima importante operazione di consolidamento nel settore bancario italiano. Dopo l’acquisto del 100% di Anima, società di gestione del risparmio, la banca milanese ha acquistato dal MEF il 5% di MontePaschi. Nella stessa operazione Anima ha acquistato il 3% della banca senese, che si è andato ad aggiungere all’1% già posseduto. In questo modo, il gruppo Banco BPM è diventato il secondo azionista del MontePaschi con il 9%, dietro al governo che è rimasto titolare dell’11,7%.
Ancora non si sa che tipo di integrazione sarà possibile fra le due banche e con che tempi. Di certo, però, sono state gettate le basi per la nascita del terzo polo bancario italiano dietro a Intesa Sanpaolo e a Unicredit. L’acquisto del 100% di Anima si distingue per il forte razionale industriale che permetterà a Banco BPM di aumentare sensibilmente il contributo commissioni senza impatti rilevanti a livello di capitale.
Oggi l’insieme delle tre società, Banco BPM, Anima e MontePaschi, capitalizza oltre 20 miliardi di euro.
Il mercato ha mostrato di apprezzare l’operazione e l’azione Banco BPM segna un rialzo del 38% dall’inizio dell’anno. La barriera del certificate IT0006764481 è a 3,41 euro, una quotazione che la banca milanese non segna dal febbraio 2022, quando i mercati ebbero uno scossone per l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La quotazione attuale di 6,73 euro è sostenuta da un primo importante supporto posto a 5,80 euro, appena sopra quella che possiamo interpretare come resistenza (area 5,40 euro) superata all’inizio di quest’anno.
ENI
Nonostante il quadro depresso delle quotazioni di petrolio e gas, Eni ha chiuso il terzo trimestre con una sostanziale tenuta dei risultati e sopra le attese degli analisti. Il gruppo ha realizzato un utile netto adjusted di circa 1,3 miliardi (1,8 miliardi nello stesso periodo del 2023), con un risultato dei primi nove mesi di 4,3 miliardi a fronte dei 6,7 miliardi dei primi nove mesi del 2023.
Eni ha recentemente acquistato 889.000 azioni proprie, per un valore di circa 12,5 milioni di euro, nell'ambito del programma di buyback in corso, finalizzato a migliorare il rendimento per gli azionisti. Dall'inizio della seconda tranche nel giugno 2024, Eni ha acquistato oltre 70 milioni di azioni, pari al 2,13% del suo capitale sociale. Questa mossa strategica riflette l'impegno di Eni a ottimizzare la propria struttura di capitale e a fornire ulteriore valore ai propri investitori.
Oggi le azioni Eni quotano a 13,73 euro. Per toccare la barriera, situata a 7 euro, le quotazioni dovrebbero scendere ai livelli toccati per poche settimane nel novembre 2020, nel pieno del drammatico sconquasso da Covid, quando quasi tutto il mondo si fermò e le petroliere cariche di greggio sostavano fuori dai porti senza che nessuno volesse acquistare il loro carico.
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