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Investire sul futuro della salute per un rendimento di oltre l’11%

Alto rendimento e protezione per il nuovissimo certificato sui colossi dei pharma di Marex ISIN IT0006762683 su Eli Lilly, Sanofi e PfizerPremio annuo potenziale di oltre l'11% e barriere al 60%. 

Autore: Giulio Visigalli
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Diverse sfide globali come, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento di alcune patologie, ma anche le opportunità offerte dalla costante ricerca di nuove cure (potenziata anche dall’AI), creano un terreno ricco di opportunità per il settore farmaceutico.

Un comparto vastissimo e dall’alto giro d’affari, che dopo un biennio post pandemico di relativa stasi e normalizzazione, potrebbe ora essere pronto per la rinascita.

In questo contesto si pone la nuova proposta di Marex nata proprio per cercare di cogliere le opportunità del farmaceutico, puntando in particolare sui tre giganti: Eli Lilly, Sanofi e Pfizer. Stiamo parlando del certificato ISIN IT0006762683 che riesce ad offrire alti premi trimestrali con memoria del 2,915% (11,66% annuo), a fronte comunque di una protezione del capitale a scadenza del 60%. Lo strumento ha una durata di tre anni (24/03/2027), ma prevede la possibilità di richiamo anticipato con step down a partire da settembre di quest’anno. 

Industria dei farmaci divisa tra sfide e opportunità

Le ultime minacce sanitarie, tra cui la recente pandemia da Covid-19, hanno evidenziato alcune criticità del sistema sanitario globale, accelerando così l’adozione di nuovi modelli e tecnologie. Una vera e propria rivoluzione anche nel campo sanitario che dovrà essere in grado di soddisfare le nuove esigenze che sono emerse, come una maggiore attenzione alla tutela della propria salute e il crescente bisogno di una diagnosi più rapida.

Ma perché investire proprio ora nel settore farmaceutico? Siamo parlando di un comparto che senza ombra di dubbi rappresenta una componente fondamentale non solo per la nostra salute ma anche per quella dell’economia mondiale. Tuttavia, nell’ultimo biennio, tranne alcune eccezioni, il settore è rimasto indietro rispetto ad altri, ma l’attuale contesto macroeconomico potrebbe tornare ad offrire rendimenti interessanti per l’intero settore.

Come dicevamo, nel giro di poco tempo si sono diffuse alcune tendenze e tecnologie che sono destinate a portare ancora enormi cambiamenti nell’industria sanitaria e farmaceutica. Una delle più dirompenti in tal senso è sicuramente tutto ciò che riguarda il mondo dell’intelligenza artificiale (AI), le cui vaste potenzialità possono contribuire in diversi modi l’industria sanitaria.

Queste tecnologie possono essere infatti ampiamente impiegate per un supporto nello sviluppo di nuovi farmaci e nella riduzione dei costi, ma anche nella diagnosi e nella cura delle malattie, creando così notevoli opportunità di crescita per le aziende sanitarie. Di recente anche il gigante dell’intelligenza artificiale, NVIDIA ha annunciato la sua piattaforma di intelligenza artificiale generativa sviluppata proprio per aiutare nella scoperta e la progettazione di nuovi farmaci.

Un altro campo che continua ad attirare l’interesse dell'industria e degli investitori è lo sviluppo di nuovi vaccini, un'esigenza resa evidente dall'impatto del Covid-19 e una prova del crescente interesse nel settore è offerta anche dall’accordo da 3 miliardi di dollari di Translate Bio-Sanofi. Ma non solo, il settore è in fermento anche per le recenti approvazioni record da parte della Food and Drug Administration (FDA).

Teniamo infine presente che, anche se il settore farmaceutico non è direttamente influenzato dai tassi di interesse come altri settori come l'edilizia, tassi di interesse più bassi possono comunque giovare all'industria farmaceutica, specie per le società del comparto a più alta crescita. Questo perché il più basso costo del denaro (con le attese del CME FED Watch Tool che indicano per gli Usa una riduzione dei tassi di 75 punti base da qui a fine anno), incoraggiano investimenti in ricerca e sviluppo e nella costruzione di nuove infrastrutture per aumentare la produzione. Ma non solo, perché potrebbe rendere più propensi i colossi del healthcare a consolidare ulteriormente la loro posizione sul mercato tramite operazioni M&A (fusioni e acquisizioni).

Ricordiamo inoltre che il pharma è anche un settore non ciclico per eccellenza e quindi se il ciclo economico dovesse girare, questo è un settore difensivo che dovrebbe sovraperformare.

Puntare sui farmaci con un rendimento annuo superiore all’11% con barriere al 60% 

Per cavalcare le opportunità di crescita del settore farmaceutico, in evidenza il nuovissimo certificato di Marex (ISIN IT0006762683) costruito su un basket worst of composto da Eli Lilly, Sanofi e Pfizer
Lo strumento paga premi trimestrali con memoria del 2,915%, arrivando così ad offrire un rendimento annuo dell’11,66%, il tutto con una protezione data dal posizionamento della barriera al 60% degli strike iniziali. Tradotto in numeri, il certificate paga ogni tre mesi premi di ben 29,15 euro (2,915% sul valore nominale), condizionati rispetto alla barriera al 60%. Ciò significa che alle date di osservazione nessuno dei tre sottostanti dovrà subire un crollo del 40% o più rispetto il valore iniziale, altrimenti la cedola non verrà pagata. In ogni caso, ricordiamo che le cedole godono comunque dell’effetto memoria, e quindi le cedole che non saranno pagate resteranno in memoria e verranno corrisposte alla prima scadenza successiva in cui tutti i sottostanti del paniere si troveranno sopra la barriera.

Possibile il richiamo anticipato con step down

Lo strumento in questione (ISIN IT0006762683) potrebbe non arrivare a scadenza dato che è prevista la possibilità del ritiro anticipato (autocall). A partire da settembre 2024 il prodotto potrà essere infatti rimborsato anticipatamente se alle date di osservazione tutti e tre i sottostanti supereranno livelli prestabiliti. Per la prima scadenza il target level è il 100% dei valori iniziali, ma successivamente questo livello scenderà ogni trimestre (step down) di due punti percentuali, fino ad arrivare nel marzo 2027 al livello minimo dell80%.

Le opzioni a scadenza (24/03/2027)

Se lo strumento non verrà richiamato anticipatamente, alla scadenza finale nel marzo 2027 si potranno verificare due ipotesi:

  • Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera, l’investitore verrà rimborsato con una cifra pari al 100% del valore nominale (1.000 euro), incassa l’ultima cedola e le eventuali cedole non pagate rimaste nella memoria del certificate.
  • Se al contrario anche solo uno dei tre sottostanti accusa un ribasso del 40% o più, il certificate viene rimborsato con una cifra proporzionale alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizzando per il peggiore un ribasso del 55%, il rimborso avverrà al 45% del nominale, quindi a 450 euro. In tal caso, non verrà pagata l’ultima cedola e nemmeno quelle eventuali custodite nella memoria del prodotto.

Eli Lilly da record ed entra nel circolo delle top company

Partire con analizzare la sorpresa dell’ultimo anno, Ely Lilly, società che grazie alle sue ottime performance sta rapidamente scalando la classifica delle aziende a maggior capitalizzazione a Wall Street, entrando così nel radar di molti operatori. Stiamo parlando di una società attiva in diversi settori e che si è specializzata in prodotti per il trattamento di patologie come obesità, diabete, Alzheimer, ma anche nel campo delle neuroscienze e dell’immunologia. Il gruppo, pur operando in quasi tutto il mondo, genera oltre il 60% dei suoi ricavi negli Stati Uniti e lo scorso anno ha realizzato vendite per oltre 34 miliardi di dollari (utile diluito di 5,8 dollari ad azione), in costante crescita negli ultimi anni.

La società nell’ultimo anno ha beneficiato dell’approvazione da parte della FDA del Zepbound, farmaco di Eli Lilly per il trattamento dell’obesità. Questo ha acceso i riflettori sul titolo che in borsa con una capitalizzazione di oltre 730 miliardi di dollari ha superato Tesla ($545 miliardi di market cap) trovandosi all'8° posto nella prestigiosa classifica delle maggiori società al mondo

Questo è ben visibile dal grafico su time frame settimanale raffigurato qui sotto, con il titolo che nell’ultimo anno ha messo a segno un notevole rialzo di oltre il 130%, +33% da inizio anno. Su Eli Lilly la barriera al 60% è posizionata a quota 454,7 dollari, un valore molto distante dai prezzi attuali e che si trova ampiamente al di sotto di diverse ed importanti aree supportive: quota 646$ e 555$.

  • Ultimo prezzo di chiusura: 772$
  • Strike: 757$
  • Supporti: 646$ e 555$
  • Barriera: 454$
Sanofi punta sempre più sulle malattie rare

Anche Sanofi, una delle più importanti aziende farmaceutiche a livello globale, investe massicciamente in ricerca e sviluppo, con un focus particolare su vaccini e malattie rare. Il gruppo francese è attivo in più di 100 Paesi e dalla sua nascita vanta un solido track record di innovazioni, oltre che un ampio e diversificato portafoglio di prodotti sempre in continua espansione su diverse aree terapeutiche.

Come vediamo dal grafico qui sotto di Sanofi (a sinistra su time frame mensile, mentre a destra su time frame settimanale), anche in questo caso il posizionamento della barriera permette un certo livello di tranquillità all'investitore dato che è posizionata al di sotto della fondamentale area supportiva a quota 65 euro.

  • Ultimo prezzo di chiusura: 87,4€
  • Strike: 88,4€
  • Supporti: 76€ e 65€
  • Barriera: 53€
Pfizer tenta il rimbalzo da 26$?

Nonostante la flessione dell'ultimo biennio, anche Pfizer preserva la sua posizione dominante nel settore farmaceutico, trovandosi tra i primi 10 colossi a livello globale. Il colosso americano è attivo e market leader in diverse aree terapeutiche che vanno da quella antinfettiva, a quella cardiovascolare, per il sistema nervoso, per diversi tipi di infiammazioni e moltissime altre. Ma non solo, Pfizer è market leader nello sviluppo e nella commercializzazione a livello mondiale di moltissime varianti di vaccini (anche per uso veterinario), oltre che essere molto impegnata nello studio e nella ricerca di nuove cure anche per diverse malattie rare. 

Come vediamo dai grafici qui sotto, dopo il brusco calo messo a segno dai massimi storici raggiunti a fine 2021, nelle ultime due settimane il titolo sta tornando a mostrare i muscoli, tentando il rimbalzo dall'area supportiva poco sopra a 26 dollari. Come vediamo dal grafico a sinistra (su time frame mensile), l'area supportiva dei 26 dollari è un'area di prezzo che diverse volte ha permesso al titolo di rimbalzare (2014-15, ma anche nel 2020).

  • Ultimo prezzo di chiusura: 27$
  • Strike: 28,2$
  • Supporti: area 26 dollari
  • Barriera: 16,9$

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