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Il certificato su Tesla, Netflix e Meta paga subito una maxi del 17,5%

Per puntare sui colossi tech, il nuovo Maxi Cash Collect di Natixis (ISIN IT0006764499) su Tesla, Netflix e Meta. Paga subito una maxi cedola del 17,5% e dopo premi mensili con memoria dello 0,34%.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
Connessioni di fasci di luce, a rappresentare il flusso di dati.

Grande era l’attesa mercoledì 2 ottobre per i dati di Tesla sulle vendite  nel terzo trimestre. Dopo 10 giorni di notizie negative dal settore automotive, con indicazioni di vendite in calo dei principali produttori europei  (Volkswagen, Stellantis, Bmw e Mercedes), Tesla ha squarciato il velo nero e ha annunciato un incremento delle consegne del 6,4% rispetto allo stesso  trimestre dell’anno scorso, invertendo il trend negativo dei precedenti due trimestri.

Gli analisti hanno comunque storto il naso perché le vendite sono risultate leggermente più basse rispetto alla media delle previsioni, con 462.890 veicoli consegnati rispetto ai 469.800 stimati. Ciononostante la reazione di Wall Street è stata misurata: il calo delle azioni del 3,5% nella giornata di mercoledì  suona come una fisiologica presa di profitto dopo che nell’ultimo mese il titolo era salito del 20%.

Tesla, quindi, resta una storia molto interessante da seguire, perché, come dice Dan Ives, analista di Wedbush, c’è un grande valore potenziale  in ciò che la società texana sta facendo nel campo dell’intelligenza artificiale, della robotica e nella tecnologia della guida autonoma (Full-Self Driving). 

Le novità in questo campo saranno illustrate da Elon Musk il 10 ottobre in una giornata speciale dedicata al robotaxi, l’auto del futuro che si muoverà da sola nel traffico. Tutti gli analisti sono estremamente curiosi di conoscere le previsioni economiche di un business che per ora è solo sulla carta, ma che se finalmente avesse le basi tecnologiche per partire potrebbe diventare una miniera di profitti.  

Un’ottima soluzione per restare ancorato come investitore all’innovazione tecnologica è rappresentata dal nuovissimo certificate con codice ISIN IT0006764499, arrivato sul mercato il 2 ottobre a un valore nominale di 1.000 euro. Si tratta di un Maxi Cash Collect della casa francese Natixis che ha come sottostanti Tesla, Netflix e Meta. 

A novembre maxi-cedola incondizionata del 17,5%

Questo prodotto, che ha una durata di tre anni,  si caratterizza per una maxi-cedola incondizionata del 17,5% sul valore nominale che sarà pagata il prossimo 5 novembre.  E’ un certificate ideale, quindi, per chi ha nello zainetto fiscale minusvalenze in scadenza alla fine dell’anno. Infatti, la maxi-cedola è considerata “reddito diverso” ed è compensabile con minusvalenze pregresse. Il 31 ottobre sarà l’ultimo giorno utile per comprare il certificate e avere diritto a incassare il maxi-premio.

Barriera a difesa del capitale al 50% del valore iniziale

Un’altra caratteristica interessante del certificate IT0006764499 è la barriera a difesa del capitale, collocata al 50% del Valore iniziale. Vuole dire che alla scadenza finale, nell’ottobre 2027, il certificate verrà rimborsato al 100% del suo valore di emissione (1.000 euro) anche se uno, due, o tutti e tre i sottostanti dovessero avere quotazioni inferiori al Valore iniziale. La protezione garantisce fino a un ribasso massimo del 50%. Nel caso di un ribasso maggiore, l’investitore andrà incontro a una perdita proporzionale alla performance del titolo peggiore (worst of).

Premi mensili con memoria dello 0,34%

Una volta staccata la “cedolona”, questo prodotto pagherà premi mensili con memoria dello 0,34%. Il rendimento potenziale medio annuo è del 9,8%.

Le cedole mensili sono condizionate al rispetto di una barriera sempre al 50%. Nel caso in cui a una data di osservazione anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato ma resterà nella memoria del prodotto e verrà corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno tornati sopra la barriera. 

Quindi, basterà che tutti e tre i sottostanti quotino sopra la barriera all’ultima data di osservazione (1° ottobre 2027) per avere la certezza di incassare tutte le 35 cedole mensili previste e chiudere l’investimento con un rendimento medio annuo del 9,8%. 

Rendimento ancora più alto con il rimborso anticipato

Il rendimento potrebbe diventare sensibilmente più alto in caso di rimborso anticipato. Il prodotto, infatti, prevede la possibilità dell’autocall (rimborso anticipato) a partire dalla data di osservazione del luglio 2025. Se quel giorno, e in tutte le successive date di osservazione, tutti e tre i sottostanti mostreranno prezzi di chiusura pari o superiori ai Valori iniziali, il certificate verrà ritirato.

Agli investitori spetterà un rimborso pari al 100% del Valore nominale (1.000 euro), il pagamento dell’ultima cedola mensile e delle eventuali cedole non pagate e conservate in memoria. Da quel momento nessuna altra cedola sarà più pagata. 

E’ evidente che tanto prima dovesse scattare l’autocall, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. 

Ad esempio, in caso di rimborso già a luglio 2025, chi compra oggi il certificate chiuderebbe l’investimento fra nove mesi con 175 euro di maxi-cedola e 27,2 euro dagli otto premi mensili da 3,4 euro l’uno. In totale incasserà cedole per 202,2 euro. Il rendimento in nove mesi sarebbe del 20,2%. Il rendimento medio annuo sarebbe del 26,9%.

Se invece il rimborso anticipato avvenisse dopo 18 mesi, ad aprile 2026, il totale delle cedole incassate sarebbe di 232,8 euro, e il rendimento medio annuo sarebbe del 15,5%.

Cosa succede alla scadenza naturale del certificate

Se poi non dovesse scattare l’autocall, alla scadenza finale del 1° ottobre 2027 ci potranno essere due ipotesi.

  • Se alla scadenza finale tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 1.000 euro.  L’investitore riceverà l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate e trattenute nella memoria.
  • Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore accusi un ribasso del 60% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 400 euro (40% del Valore iniziale). 
Tesla

Dei tre sottostanti del certificate IT0006764499, Tesla è in questo momento quello su cui gravano le maggiori incertezze. Al prezzo attuale di 250 dollari, il titolo oggi vale più o meno quanto valeva all’inizio del 2024.   In questi nove mesi, però, c’è stata dapprima una caduta fino a un minimo ad aprile di 142 dollari, e poi da quel minimo un rialzo dell’80%.

Il consensus degli analisti prevede che la società chiuderà il 2024 con un fatturato di 99,7 miliardi di dollari, in crescita del 3%, ma l’utile sarà più che dimezzato a 6,5 miliardi, dai 14,9 miliardi del 2023.

Gli analisti prevedono un recupero di redditività nel 2025, con l’Ebit margin che dovrebbe risalire al 9,4% dal minimo del 2024 (7,3%), e un utile vicino ai 10 miliardi di dollari.

Il target price medio è 208 dollari, più basso del 19% rispetto alla quotazione attuale.  

Due cose sono da segnalare: 

1. la banca svizzera Ubs, che da mesi ha una raccomandazione Sell su Tesla, indica un target price di 197 dollari, più alto della barriera del certificate.

2. Se anche Tesla dovesse ridiscendere fino al minimo dello scorso aprile (142 dollari), resterebbe comunque al di sopra della barriera.

Netflix

Netflix si conferma la regina delle società dello streaming con una crescita costante di fatturato e utili. L’ultima trovata commerciale, il lancio di abbonamenti a costo ridotto per utenti che accettano interruzioni pubblicitarie, si è rivelata una mossa vincente per la capacità di fare salire il numero dei clienti. 

Il 2024 dovrebbe chiudersi con un incremento dei ricavi vicino al 15% a 38,7 miliardi di dollari. L’utile dovrebbe salire del 20% a 8,3 miliardi. Dall’inizio dell’anno il titolo guadagna il 51%, un rialzo che ha sorpreso gli analisti, tanto è vero che la media dei target price (698 dollari) è inferiore al prezzo attuale (711 dollari). 

Meta

Grazie a un fantastico rialzo del 65% dall’inizio dell’anno, Meta quota adesso sui massimo storici. A convincere gli investitori è la capacità dimostrata dall’azienda di utilizzare l’intelligenza artificiale generativa per migliorare l’efficacia della pubblicità digitale sulle sue piattaforme (soprattutto Facebook e Instagram). 

La redditività è salita quest’anno a un livello altissimo con l’Ebit margin dell’intero 2024 stimato dagli analisti al 39,2%, dal 34,6% dell’anno scorso. E gli stessi analisti lo prevedono in crescita al 39,9% nel 2025. 


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