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Eccellenze italiane e barriere profonde: 10,08% per anno con Unicredit

Basket italiano, barriere profonde al 50% e 0,84% mensile condizionato con memoria (10,08% p.a.) con il Low Barrier di Unicredit (DE000UG0VWH2).  Autocall da maggio 2025 e scadenza a novembre 2027.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Investire in un basket di eccellenze italiane con una solida protezione del capitale e un'opportunità di rendimento annuo a doppia cifra è l'obiettivo del certificato Low Barrier Cash Collect (ISIN DE000UG0VWH2) di UniCredit. Questo prodotto offre esposizione a tre società di riferimento del panorama italiano, BPER Banca, Stellantis e Prysmian, offrendo una barriera a scadenza posta al 50% dei valori iniziali, che garantisce una protezione significativa contro ribassi di ampia entità. I coupon condizionati, pari allo 0,84% mensile (che corrispondono ad un 10,08% annuo), verranno riconosciuti qualora i sottostanti rimangano sopra il 50% dello strike iniziale e beneficiano del meccanismo di memoria, che consente di recuperare eventuali cedole non distribuite nei mesi precedenti. Una proposta che combina esposizione a titoli leader italiani con una struttura difensiva e un interessante potenziale di guadagno. La scadenza è prevista per il novembre 2027 ma, da maggio 2025, vi sarà anche la possibilità di richiamo anticipato tramite un meccanismo di Autocall a trigger decrescenti.

0,84% condizionato ogni mese (10,08% annuo)

A partire dal 19 dicembre e successivamente con cadenza mensile, il certificato offre la possibilità di percepire coupon mensili dello 0,84% (pari al 10,08% annuo), condizionati al rispetto di una barriera posta al 50% dei valori iniziali dei tre sottostanti. I coupon beneficiano del meccanismo di "memoria", che consente di recuperare eventuali cedole non pagate. In caso di mancato pagamento, infatti, per via di uno o più sottostanti registrati alla relativa data di osservazione al di sotto della barriera (prezzo inferiore al 50% del rispettivo fixing iniziale), il coupon sarà conservato e corrisposto alla prima data utile successiva in cui la condizione risulti soddisfatta, insieme alla cedola prevista per quella data. Importante anche sottolineare che i rendimenti generati da questo certificato saranno classificati fiscalmente come redditi diversi.

Possibilità di richiamo anticipato

A partire da maggio 2025, ed a seguire alle stesse date di osservazione per il pagamento dei coupon, il certificato avrà anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente. Tramite il meccanismo di Autocall se infatti ad una di queste date tutti i sottostanti verranno osservati con dei prezzi pari o superiori ai rispettivi trigger di rimborso anticipato, il certificato verrà rimborsato anticipatamente al valore nominale, a cui aggiungere ovviamente la precedente discussa cedola. I trigger di Autocall previsti partono dal 100% dei propri valori iniziali per poi decrescere, ogni 5 mesi, di -5% fino ad assestarsi all’80%.

Qui di seguito uno specchietto del calendario eventi previsto per il titolo in questione:

Scenari a scadenza

Se il Low Barrier Cash Collect non dovesse essere rimborsato anticipatamente, arrivando quindi alla scadenza prevista per novembre 2027, saranno previsti due possibili scenari:

  • Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista per il 50% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale a cui verrà aggiunta la relativa cedola (e le cedole eventualmente non pagate).
  • Altrimenti il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. In tal caso, se ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre crolli del 70% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale).
Focus sul Basket

 

BPER Banca

Risultati dell’ultimo trimestre comunicati a inizio novembre migliori delle attese per la banca, con i ricavi molto più in crescita di quanto ci si aspettasse. Nonostante un ultimo trimestre alle porte atteso come meno profittevole rispetto ai precedenti, a causa tra le altre di un aumento stagionale dei costi, BPER resta solidamente sul percorso giusto per poter garantire una politica di payout più ricca e allineata a quella delle competitor dirette del FTSE-MIB, con un target di assestamento nell’area del 75% payout ratio. Il titolo scambia attualmente in area 5,734 € (livelli toccati l’ultima volta nel 2016), dopo aver fatto registrare da inizio anno una solida performance del +88% circa e sostenuto in questo uptrend da due importanti supporti posti in area 5,50 € e 4,40 €.

Stellantis

Dopo un anno caratterizzato da un deciso downtrend, complici anche fattori macro che hanno investito la totalità del settore, il titolo sembra finalmente essersi stabilizzato appoggiandosi ormai da qualche mese in area 12-12,5 €. Ultimo avvenimento di rilevanza è stata sicuramente l’intervista rilasciata nello scorso fine settimana dal COO della divisione Europa. L’intervento è stato utile per offrire spunti interessanti su quello che potrebbe essere il futuro prossimo dell’azienda e, allo stesso tempo, mettere alcuni punti fermi in prospettiva. Nello specifico è stato sottolineato come le scorte negli Stati Uniti e in Europa siano in calo, la fiducia nei nuovi lanci previsti per il 2025 insieme all’obbiettivo di rispettare i limiti sulle emissioni in Europa e, in conclusione, i significativi ostacoli legali/regolatori di una possibile fusione con Renault. Il titolo, come detto, dopo un significativo downtrend, sembra essersi finalmente assestato negli ultimi mesi, scambiando attualmente in area 12,4 € sostenuto da un solido supporto in area 11,80 sotto al quale il titolo si è trovato solo durante il Q2-Q3 2020.

Prysmian

Dopo i risultati fatti registrare per il Q3 24 pienamente in linea con le aspettative, trimestre caratterizzato principalmente dal consolidamento di Encore Wire, nelle ultime settimane ha tenuto banco l’intervista rilasciata dal CEO Battaini al corriere della sera in cui ha ribadito come i dazi previsti dalle politiche protezionistiche del neo eletto presidente statunitense Trumo produrranno un effetto positivo all’azienda, grazie ai 30 impianti di produzione proprio basati in US. Prevista anche da inizio 2025 una ristrutturazione della struttura organizzativa che vedrà le aree geografiche di riferimento scendere a 5 (da 9). Il titolo scambia attualmente in area 62,70 €, sostenuto da due importanti supporti previsti in area 60 € e 56,75 €, protagonista di un ottimo uptrend che lo caratterizza dalla fine dello scorso anno e che lo ha portato a mettere a segno nell’anno corrente una performance del +51% circa.


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