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Da Goldman Sachs il capitale protetto per puntare sull’equity globale

Il gigante americano quota il certificato ISIN JE00BLS2Y461 sull’azionario globale con protezione 100%. Durata 5 anni e se rimborsato anticipatamente, l’emittente pagherà il 5% annuo cumulativo.

Autore: Michele Fanigliulo
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Equity o non equity? Investire o alleggerire? Questo è oggi il problema dell’investitore medio. E basta guardare il grafico sotto dell’MSCI World per capirne le ragioni. Da fine 2023 i mercati azionari salgono verticali e con le elezioni di Trump a nuovo Presidente degli Stati Uniti, hanno accelerato ulteriormente. Cosa conviene fare dunque? Ci sono soluzioni che ci permettono di stare a mercato con direzionalità ma proteggendo il capitale? Assolutamente sì.

Capitale protetto 100% su equity globale in euro, senza cap alla performance. What else?

Oggi vi parliamo del nuovissimo certificato a capitale protetto di Goldman Sachs ISIN JE00BLS2Y461 che replica a scadenza l’andamento del fondo Goldman Sachs Global CORE Equity Portfolio (LU1785488757). Un gigante da 5 miliardi di dollari di asset in gestione e che, come vedremo meglio più avanti, investe sull’equity globale. Il certificato però lo fa con la formula del capitale protetto 100%, in euro e senza cap. L’emittente ha però la possibilità ogni anno e in date annue prestabilite di richiamare il prodotto pagando il 100% del nominale + una cedola annua cumulativa del 5%. Per capirci, se dovesse richiamarlo al secondo anno dovrebbe pagare il 10%. Il profilo rischio rendimento è oggettivamente intrigante e rende questo prodotto un esempio perfetto di come i certificati siano in grado di generare asimmetrie di rendimento. Il rischio infatti su questo prodotto, se portato a scadenza, è limitato al rischio emittente, che però è quello del colosso Goldman Sachs (BBB+ (S&P’s) / A2 (Moody’s) / A (Fitch)). La maturity è a 5 anni, con scadenza novembre 2029.

Mercati ancora impostati positivamente ma non mancano le criticità

Perché ha senso rimanere investiti sull’equity?

La risposta è poi sempre la stessa, sul lungo periodo l’azionario rimane sempre un asset class che premia l’investitore, e questo è vero soprattutto se si guarda agli indici globali, dunque, ben diversificati (esempio MSCI World) e se si lavora sul lungo periodo. Nel breve e medio periodo le cose sono ovviamente differenti e il timing d’ingresso ha la sua importanza, mentre il rischio di rimanere intrappolati in bear market c’è sempre. Si guardi il 2020, dove il crollo è stato verticale e il 2022, dove il bear market è durato tutto l’anno. In entrambi i casi, e in tutti quelli precedenti, l’indice ha fatto poi nuovi massimi.

Cosa ci aspettiamo e perché?

Qui la parola d’ordine è liquidità. La ragione principale della crescita dei mercati negli ultimi anni è legata alla continua immissione di liquidità in varie forme, da parte delle banche centrali e tramite politiche fiscali. E questo non è certo un trend destinato a finire, anzi.

Trump spenderà molto, o almeno questo è quanto ha dichiarato. Allo stesso modo anche la Cina e in Europa la Germania intendono spendere molto in investimenti e politiche fiscali. Di fatto immettendo liquidità sul mercato.

Il 23 febbraio ci saranno le elezioni anticipate in Germania e questa potrebbe inaugurare una fase di minor austerità e quindi investire e indebitarsi di più. Si è arrivati alle elezioni anticipate proprio su questo punto, il ministro delle finanze non ne voleva sapere di perdere il controllo sui conti e quindi è arrivata la spaccatura con Scholz. Del resto, se Trump arriva e mette nuovi dazi sull’Europa, per la Germania viene a scemare la leva delle esportazioni e deve spendere di più. E questo a cascata potrebbe essere anche ispiratrice per la nuova commissione europea che potrebbe essere meno intransigente sul tema indebitamento. Il peso della Germania sulle politiche europee infatti è fondamentale.

Dall’altra parte dell’Oceano, negli USA, Trump ha promesso di spendere 8 mila miliardi in 10 anni, la Harris ne aveva promesso 4 mila miliardi. Ha vinto il candidato più favorevole alla spesa. Questo unito alla vittoria netta che di fatto garantisce governabilità, hanno dato il boost che abbiamo visto negli ultimi giorni, ad un mercato già forte.

Lo stesso vale per la Cina dove Governo e banca centrale stanno dando fortissimi stimoli e immissione di liquidità a sostegno della spesa e delle imprese (quelle di media e piccola dimensione. Bisogna guardare agli indici interni e non a quelli dove sono quotate le multinazionali cinesi. Ma di questo parleremo settimana prossima in un articolo dedicato).

Per comprendere meglio il fenomeno e quanto detto basta guardare il grafico sotto che mostra la correlazione tra la liquidità sul mercato globale (106 mila miliardi di dollari) e l’andamento dell’MSCI World. Questo mostra quando l’andamento dell’equity è collegato alla liquidità disponibile

Lo si vede ancora meglio dal grafico dell’M2 che ci da la variazione della liquidità a/a nei principali Paesi. Si vede quindi come USA, Europa e ora anche la Cina stiano immettendo liquidità sul mercato quest’anno. L’ultima ad essersi allineata al trend è proprio la Cina.

Di contro però, le principali criticità sono due in questo momento: rischi geopolitici e quelli inflattivi. Nel primo caso, sono presenti ma non sono prevedibili purtroppo. Vedremo se la nuova amministrazione USA riuscirà nell’intento dichiarato di portare la pace in Medio Oriente e Ucraina, ma la situazione rimane comunque delicata e il possibile allargarsi del conflitto non è poi così impossibile purtroppo. Viviamo equilibri molto delicati. Il secondo potrebbe essere favorito da una guerra sui dazi, cosa già vista con Trump. Questo potrebbe far salire i prezzi e a cascata i tassi e andare anche a bloccare le politiche monetarie espansive avviate da Europa e America.

Il certificato per navigare con protezione del capitale sui mercati azionari

Ecco perché vi presentiamo il certificato ISIN JE00BLS2Y461 che permette di rimanere investiti sul mercato azionario globale ma con protezione.

Il funzionamento è molto semplice. Il certificato ha una durata di cinque anni e investe sul fondo Goldman Sachs Global CORE Equity Portfolio che andremo ad analizzare a breve. Soffermiamoci ora sulla struttura. Il prodotto è a capitale protetto 100% ed è denominato in euro (valore nominale1.000 euro a pezzo). Questo significa che l’unico rischio se il prodotto è portato a scadenza è il rischio emittente, appunto Goldman Sachs. Come sappiamo infatti i certificati sono soggetti al rischio di eventi di credito dell’emittente. A scadenza, quindi, qualsiasi sia la performance eventualmente negativa del fondo, il certificato pagherà 1.000 euro a certificato, ovvero il 100% del nominale.

Allo stesso tempo, il certificato permette la replica lineare del sottostante senza limiti alle performance (senza cap). La cosa bella è che a differenza di tanti prodotti a capitale protetto, qui non ci sono dividenti sintetici, tipici delle strutture decrement e neanche meccanismi di controllo della volatilità. Strumenti che in ambo i casi impattano negativamente sulla performance del sottostante. Non è neanche Excess Return, ovvero non viene tolto dal prezzo del fondo il valore del free risk (Titoli di Stato). Insomma, la replica a scadenza sarà precisa.

L’emittente però, una volta all’anno, avrà la possibilità di rimborsare il certificato a sua discrezione (callability). Se lo farà però dovrà pagare 100% del nominale, più un premio del 5% cumulativo. Quindi, ad esempio, in caso di rimborso al secondo anno dovrà pagare 1.100 euro (1.000 + 10%). Sotto la tabella con le date di rimborso anticipato.

Il fondo Goldman Sachs Global CORE Equity Portfolio

Il fondo di Goldman Sachs Global CORE Equity Portfolio mira a generare una crescita del capitale nel lungo termine. Il Fondo mira a conseguire il proprio obiettivo detenendo azioni o strumenti analoghi relativi a società di qualsiasi parte del mondo e utilizza la strategia CORE, un modello multifattoriale proprietario sviluppato da Goldman Sachs, che mira a prevedere i rendimenti dei titoli. Questo quanto riportato sulla pagina di Goldman Sachs al link, dove potete guardare performance e composizione del fondo. Di fatto un fondo che investe su equity globale sulla scia del MSCI World.

Come potrete vedere dalla pagina di Goldman Sachs, il fondo è principalmente esposto al mercato nord americano (79%) ed europeo (12,5%). Come settori, risulta molto esposto alla tecnologia, ai finanziari e all’health care.

Sotto vi lasciamo anche una tabella delle performance del fondo con il confronto con il benchmark (MSCI World).

Se guardiamo la performance annualizzata a 10 anni, il fondo segna un +11,7% annuo contro l’11,4% del MSCI World. A 3 anni la performance annualizzata scende al 9,95%. In ogni caso, la gestione appare efficace con un buon rendimento.

Il certificato, dunque, offre esposizione lineare al fondo, a fronte di una protezione al 100% del capitale. Certo rimane la possibilità di rimborso anticipato, ma una performance del 5% annua sempre a fronte di una protezione totale ci sembra assolutamente accettabile.

 


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