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Credit Linked su UniCredit Sub: 4,8% annuo, pagato trimestralmente

Nuova Credit Linked Certificate BNP Paribas ISIN XS3224273873 su debito subordintato di UniCredit. Paga 4,8% annuo. Durata dieci anni, callable dal terzo.

Autore: Michele Fanigliulo
capitale protetto

Nuovo anno, nuova Credit Linked Certificate di BNP Paribas ISIN XS3224273873. Un prodotto perfetto per i profili private, per chi vuole diversificare il portafoglio in certificati non rimanendo ancorato solo all’equity, e in generale per chi cerca protezione del capitale. Il certificato, come vedremo, vanta un pick up rispetto ai benchmark (obbligazioni subordinate UniCredit) e ne è più efficiente se inserito in portafoglio per diverse ragioni: maggior rendimento, efficienza fiscale e taglio minimo alla portata di tutti (10.000 euro vs 200.000 euro di alcune obbligazioni corporate).

Ci riferiamo al Credit Linked Certificate su UniCredit (SUB) con ISIN XS3224273873 emesso da BNP Paribas (rating: S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+). Il prodotto ha una durata di dieci anni (scadenza 27/12/2035), me è Callable dal terzo anno (dicembre 2028). Paga il 4,8% annuo, pagato trimestralmente. Ricordiamo che tali redditi sono considerati redditi diversi dalla maggior parte delle piattaforme e in quanto tale compensabili con minusvalenze in portafoglio.

Per i profili di rischio più basso riteniamo che in un contesto di mercati azionari in bull market ormai da tre anni, e con un anno che si presenta pieno di incognite, inserire in portafoglio prodotti cedolari che aiutano a diversificare dal rischio equity, sia importante.

Credit Linked su UniCredit: tutte le caratteristiche

Come i più sanno, ma lo spiegheremo comunque nel corso dell’articolo, i Credit Linked Certificate sono certificati che non hanno come sottostanti l’equity ma il credito. In particolare, il merito di credito di una reference entity, tramite dei CDS (Credit Default Swap). Senza entrare troppo nel complicato, in questo caso, il sottostante è il merito di credito subordinato di UniCredit. Il prodotto non ha alcun tipo di barriera e come payout a scadenza funziona esattamente come un bond. Nel caso del prodotto ISIN XS3224273873 paga premi fissi (senza condizione) del 1,2% trimestrale (4,8% annuo) e a scadenza paga il 100% del nominale (10.000 euro). L’importante è che non vi siano eventi di credito della reference entity o dell’emittente.

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Come abbiamo detto poi, il prodotto può essere richiamato a discrezione dell’emittente (callable) dal 27/12/2028, con cadenza trimestrale. In tal caso viene pagato l’ultimo premio e rimborsato il 100% del nominale. La struttura permette dunque di bloccare un rendimento interessante per almeno tre anni.

Il sottostante, ovvero UniCredit, parla da solo e non ha bisogno di presentazione. E’ una banca sistemica italiana ed europea con Cet1 ratio del 14,76% (a settembre 2025 considerando anche l’operazione su CommerzBank), tra i migliori in Europa. E’ tra le più grandi banche europee oggettivamente “too big to fail”. Appare dunque un evento veramente remoto la possibilità di un evento di credito di UniCredit. Discorso simile anche per l’emittente che è BNP Paribas, con rating S&P's A+ / Moody's A1 / Fitch A+, una delle banche più grandi al mondo.

Punti di forza e debolezza delle CLC

Approfondiamo ora i punti di forza e rischi di questo prodotto, ma rimandiamo per una trattazione molto completa su come vengono strutturati, sensitivity alle componenti chiave e in generale tutto quello che c’è da sapere al nostro approfondimento dedicato pubblicato sulla pagina formazione di Websim al link. Qui troverete esempi, spiegazioni sulla strutturazione e tanto altro. La pagina dell’emittente invece dove trovate la documentazione è al link.

Se non fosse ancora chiaro diciamo subito che un CLC nella versione bullet, dunque nella versione più classica, se durante la vita del prodotto non si verifica l’evento di credito, funziona esattamente come un bond. Paga dei premi e alla scadenza rimborsa il valore nominale. Ma con dei vantaggi importanti:

  • Efficienza fiscale: essendo certificati, le cedole delle CLC sono redditi diversi e non redditi di capitale, come le cedole delle obbligazioni. La tassazione è al 26% per i CLC (così come per i bond corporate sottostanti), ma tutti i redditi generati sono quindi compensabili con eventuali minusvalenze in portafoglio. In questo senso, prima scrivevamo che un CLC “ottimizza il funzionamento del bond”, di cui invece le cedole sono reddito da capitale. Il prodotto è quindi fiscalmente più efficiente di un’obbligazione. Su questo punto ci teniamo però a consigliare di fare sempre un passaggio con la propria banca depositaria perché ci sono diverse interpretazioni in materia fiscale sulla questione della compensazione ed inoltre, da sapere sempre bene, che tipo di compensazione viene effettuata, se immediata o a scadenza.
  • Yield Enhancement: un CLC tendenzialmente riesce a pagare qualcosa di più rispetto al rendimento dell’obbligazione sottostante. Questo perché al rendimento del CDS si aggiunge il funding dell’emittente (ed ecco perché il doppio rischio di credito). Nel caso di questo prodotto, infatti, potremmo fare un paragone con il rendimento dei bond di UniCredit subordinato attualmente a mercato e di scadenza simile. Ne vediamo sul mercato tre da Bloomberg con tali caratteristiche, tutti solo per professionali con taglio minimo da 200.000 euro, dunque non accessibile all’investitore privato. Quello più redditizio è l’ISIN IT0005656282 che è un perpetuo con call più vicina il 2032 e un rendimento a tale data del 3,81% annuo. Il pick up del CLC è notevole e pari al 1%. Tra l’altro, riprendendo il discorso sulle minusvalenze, nei bond le cedole sono reddito di capitale, non compensabile con minusvalenze nello zainetto fiscale. Invece, con il Credit Linked Certificate, per chi avesse minusvalenze in portafoglio, la cedola del 4,8% sarebbe netta e non lorda. Ulteriore vantaggio.
  • Flessibilità: le CLC sono molto più flessibili della reference entity sottostante. Infatti, il taglio può essere di 1.000/10.000 euro vs tagli anche da 100.000/200.000 euro di tante obbligazioni corporate, soprattutto subordinate. È proprio questo il caso. Le emissioni UniCredit riportate al punto sopra, infatti, hanno taglio da 200.000 euro, contro i 10.000 euro della CLC di BNP Paribas ISIN XS3224273873. Rendono quindi più accessibili i prodotti di credito agli investitori privati. Possono essere scambiati in valute diverse rispetto alla reference entity, cancellando il rischio valuta. Si può scegliere la scadenza, cosa che non si può fare talvolta con le obbligazioni. Nel senso che soprattutto gli emittenti corporate emettono pochi bond e magari si è costretti a comprare solo determinate scadenza che possono differire dall’interesse dell’investitore. Un CLC può essere realizzato su qualsiasi scadenza, anche ad 1 anno per esempio.
  • Diversificazione del portafoglio: legato al punto sopra, si evidenzia l’utilità dei CLC che consentono all’investitore di acquisire esposizione su svariate combinazioni di obbligazioni, scadenze e rendimenti. Aiutano quindi l’investitore nella diversificazione del portafoglio. Aiutano in termini d’efficienza anche in questo modo.

 

Evento di credito

Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Infatti, abbiamo più volte detto che, affinché tutto proceda come da programma, non dovrà esserci un evento di credito né del sottostante e né dell’emittente.

Rimandiamo al nostro approfondimento per ulteriori dettagli ma ricordiamo che per evento di credito si intende uno di questi eventi: procedura concorsuale/insolvenza, mancato pagamento, ristrutturazione del debito, intervento governativo, decadenza dal beneficio del termine, ripudio/moratoria e inadempimento di un’obbligazione. In questi casi, viene stabilito dall’ISDA, ovvero l’International Swaps and Derivatives Association, che è l’organismo che regola il mondo dei derivati sottostanti il prodotto (CDS), quale sarà il tasso di recupero. Ovvero quanto effettivamente riprenderà l’investitore. Questa percentuale può variare dallo 0% al 100%. Quindi, in caso di evento di credito, l’intero capitale investito è a rischio. Questo è bene saperlo. In tal caso, il pagamento del capitale residuo verrà pagato alla scadenza naturale del prodotto.

Maggior efficienza fiscale, diversificazione

In conclusione, il CLC di UniCredit ISIN XS3224273873 è uno strumento di diversificazione valido da inserire nel portafoglio perché, a differenza di tante obbligazioni corporate che hanno un taglio anche da 100.000/200.000 euro, qui il valore nominale è di 10.000 euro, le cedole pagate vengono considerate reddito diverso e la reference entity appare alquanto sicura (merito di credito di Enel Senior). Il tutto con un pick-up sul rendimento dell’obbligazione.


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