COMUNICAZIONE DI MARKETING
Come cavalcare il boom dell’intelligenza artificiale in borsa
Focus sul certificato ISIN XS2537639143 che investe su Meta, UiPath e C3.AI. Il certificato paga premi fissi mensili del 1,6% fino a luglio 2024, poi condizionati. A scadenza protezione airbag al 40%.

L’intelligenza artificiale avanza e verosimilmente siamo ancora all’inizio. Numerosi analisti lo hanno già ribattezzato come il tema di investimento del decennio. I tassi potenziali di crescita sono in doppia cifra, addirittura si parla di un CAGR per l’intero comparto fra il 2023 ed il 2028 che potrebbe superare il 40%. Come investire su questo tema, ancora assai volatile, con un ampio margine di protezione?
Focus sul certificato ISIN XS2537639143, emesso da BNP Paribas la scorsa estate. Un certificato incentrato sul tema AI, con 12 cedole fisse mensili dell’1,6% (7 ancora da pagare), airbag e barriere al 40%. Insomma, come vedremo di seguito, un prodotto con un rischio relativamente elevato per la natura dei sottostanti, ma con ricche cedole ed una struttura difensiva pensata per affrontare questo tipo di sottostanti.
Focus sul settore dell’intelligenza artificiale
Il certificato ha per sottostanti tre azioni di aziende leader nel settore AI. La prima è un colosso, si tratta di Meta Platforms, nota a tutti soprattutto per Facebook, ma da anni all’avanguardia nel settore AI. I restanti due titoli sono UiPath e C3.AI. Proprio queste due ultime aziende sono decisamente volatili e fanno sì che il certificato – anche con tutti i meccanismi difensivi ideati da BNP Paribas – sia adatto soltanto a chi ha un profilo di rischio più elevato.
Al tempo stesso, però, il certificato presenta una serie di elementi decisamente difensivi:
- Un anno di premi fissi all’1,6% mensile. Pertanto, fino a luglio 2024 anche in caso di crolli dei sottostanti l’investitore incasserà cedole mensili, per un totale di 19,2 punti percentuali di premi (di cui 11,2 ancora da staccare).
- Barriere decisamente ampie, fissate al 40% dei prezzi di osservazione iniziale. Si tratta di un altro punto di forza: se anche vi fossero cali nell’ordine del 30-40-50-60% da parte dei sottostanti, il capitale sarebbe garantito, grazie a barriere molto profonde.
- Effetto airbag. In caso di cali superiori al 60%, l’investitore otterrebbe una performance decisamente migliore a quella fatta registrare dal sottostante con la peggior performance nel paniere. Ciò grazie alla presenza dell’airbag, con strike al 40% dei prezzi di osservazione iniziale (e quindi fattore moltiplicativo 2,5).
In sintesi, i tre sottostanti (in particolare C3.AI e UiPath) sono decisamente volatili, ma la struttura ne tiene ampiamente conto (così come il rendimento potenziale).
Come funziona l’airbag in questo certificato?
Vediamo il funzionamento dell’airbag. In primis vale la pena ricordare che in caso di crolli fino al 60% si incasserebbero tutte le cedole e si otterrebbe il rimborso del capitale. L’airbag entrerebbe in funzione solo con discese del 60% o maggiori. Per esempio, se il worst of a scadenza avesse perso il 70%, il rimborso sarebbe pari al valore nominale di 100 euro, decurtato dell’eccedenza della perdita oltre lo strike (quindi il 10%), a sua volta moltiplicata per 2,5. Numericamente parlando: 100 – (10 x 2,5) = 75 euro. Un calo del 70% determinerebbe una perdita del 25%, che poi a ben vedere sarebbe decisamente inferiore, in quanto le cedole del primo anno (19,2%) sono garantite.
Se le discese fossero di proporzioni più ampie l’airbag perderebbe via via efficacia, con un rimborso pari a 50% del valore nominale in caso di crolli dell’80%, mentre si otterrebbe un rimborso del 25% nel caso di un tracollo 90% e nullo in caso di default di uno dei titoli. Un rischio significativo, dunque, ma protetto dall’airbag e da una serie di cedole garantite. Da notare, poi, come il prodotto abbia una vita complessiva di tre anni ed una vita residua di circa due anni e mezzo. Per chi lo acquistasse ora, nel caso in cui si incassassero tutti i premi residui fino a scadenza, il rendimento potenziale complessivo è nell’ordine del 50%. Numeri importanti, ancora di più in uno scenario in cui i tassi di interesse sono previsti in discesa.
L’intelligenza artificiale: un settore destinato a crescere
L'intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nella vita di tutti i giorni. Da un lato prosegue l’automazione industriale, ma qui si parla di un maggiore utilizzo in un’ampia gamma di settori, tra cui la finanza, la sanità, servizi ai privati. Gli analisti dicono che entro il 2028 il comparto muoverà oltre 1.000 miliardi di dollari ogni anno. Insomma, un trend da cogliere per tempo, che pare destinato ad una crescita monstre. A trainarlo saranno la crescente disponibilità di dati, l'aumento della potenza di calcolo e la domanda di soluzioni AI da parte delle aziende, sempre maggiore.
Un recente studio di McKinsey Global Institute stima che l’adozione su scala globale delle tecnologie basate sull’AI possa contribuire a una crescita del PIL globale per circa 13.000 miliardi di dollari entro il 2030. Lo studio prevede dal 2025 in poi un’accelerazione dell’utilizzo dell’AI. Per intenderci, il contributo dell’AI alla crescita globale nel 2030 potrebbe essere triplo rispetto a quello del 2024-2025.
Ma dove viene utilizzata l’AI oggi? I campi sono numerosi. In ambito finanziario, per esempio, si utilizza già l’intelligenza artificiale per l’automatizzazione del trading e per prendere decisioni di investimento. In ambito medico e sanitario, l’AI è ormai spesso utilizzata per diagnosticare malattie, sviluppare nuovi trattamenti e per offrire una maggiore personalizzazione delle cure ai pazienti. Inoltre, per quanto riguarda l’automazione industriale, la lista degli impieghi dell’AI sarebbe lunga. In particolare, è utilizzata per automatizzare le attività di produzione, migliorare la qualità dei prodotti e ridurre i costi di produzione. Complessivamente, possiamo dire che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per offrire migliori trattamenti ai clienti è ormai generalizzato e presente in vari settori economici.
Investire sull’intelligenza artificiale con C3.AI, UiPath e Meta Platforms
Vediamo a questo punto i tre sottostanti scelti da BNP Paribas per il certificato ISIN XS2537639143, che ricordiamo essere già negoziabile su Borsa Italiana, con i tradizionali orari dell’Exchange. Partiamo con C3.AI, la più piccola per market cap, proseguendo con UiPath, per chiudere con Meta, colosso da 900 miliardi di dollari.
C3.AI
C3.AI è un’azienda americana con una capitalizzazione di circa ai 3,5 miliardi di dollari. È quotata in borsa dal 2020. Dopo essere arrivata per ben due volte (fine 2020 e febbraio 2021) a superare i 150 dollari per azione, è progressivamente scesa. A pesare sulla quotazione nel 2021 e 2022 sono stati numerosi market driver negativi, che paiono ora almeno in parte superati. In primis, le azioni di C3.AI avevano multipli estremamente alti, anche considerando che l’azienda ha mancato le aspettative di profitti per diversi trimestri di fila, mentre cresceva la concorrenza di società decisamente più grandi, come Microsoft e Amazon. Il tutto in un contesto di tassi crescenti, altro elemento negativo per le start-up innovative (che chiaramente necessitano fondi).
La discesa ha spinto il titolo a toccare dei minimi poco sopra quota 10 dollari ad inizio 2023. Lo scenario, però, è drasticamente cambiato: la ripresa del NASDAQ e la crescita di interesse degli investitori per il settore AI hanno spinto le quotazioni al rialzo. Il titolo negli ultimi sei mesi si è mosso grosso modo fra i 24 ed i 45 euro, in un contesto ancora fortemente volatile.
Dal fixing è in calo del 23%. Il bello di una barriera ampia come quella di questo certificato fa sì che la distanza sia ancora notevole. Il prezzo spot dell’azione è di circa 30,5 dollari, con una barriera a 15,86 dollari. La distanza da barriera sfiora quindi ancora il 50%.
Ma cosa segue C3.AI? Operativamente l’azienda realizza software per lo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale. La piattaforma C3 AI consente alle aziende di tutti i settori di raccogliere, analizzare ed eseguire azioni sui dati per migliorare le decisioni aziendali. La base di clienti è solida e troviamo molti grandi nomi, come Boeing, Chevron, Credit Suisse, Daimler, Pfizer, Lockeed Martin, Intel. Fra i clienti rientrano anche diversi ministeri USA, come quello della Difesa, Sicurezza Nazionale ed Energia.
Veniamo ora al secondo titolo: UiPath. La capitalizzazione di mercato è superiore, nell’ordine dei 14 miliardi di dollari. L’azienda è leader nello sviluppo di soluzioni di automazione dei processi robotici (RPA). L’operatività RPA di UiPath consente alle aziende di automatizzare le attività ripetitive e manuali.
Come detto, UiPath è molto attiva nel campo dell'intelligenza artificiale (AI). La società ha investito molto nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie AI, tra cui machine learning, visione artificiale ed elaborazione del linguaggio naturale. UiPath utilizza le tecnologie AI soprattutto per migliorare il suo core business del RPA.
Ad esempio, l'intelligenza artificiale può essere utilizzata per automatizzare attività che sono attualmente svolte dall'uomo, ma troppo complesse o rischiose per essere automatizzate manualmente. L'intelligenza artificiale può anche essere utilizzata per migliorare l'efficienza delle soluzioni RPA, rendendole più rapide e accurate.
Come C3.AI, anche UiPath dai massimi ha perso molto terreno. La discesa, però, si è arrestata ad inizio 2023, con il titolo che dai minimi ha raddoppiato il suo valore, arrivando in area 25 dollari. Da notare come il fixing sia collocato a 18,40 dollari, con l’azione che al momento è in rialzo di oltre il 30%, allontanando quindi ulteriormente la barriera (fissata a 7,36 dollari per azione). A differenza di C3.AI ha chiuso il 2022 con un free cash flow positivo che è atteso crescere già nei prossimi anni.
Meta Platforms
Non servono grandi presentazioni per Meta Platforms, colosso noto per i social media (fra cui facebook), attivo in numerosi altri campi, fra cui metaverso ed AI. Proprio l’intelligenza artificiale è uno dei temi che stanno maggiormente a cuore al direttivo, basti pensare che nel 2022 sono stati stanziati per l’AI investimenti per 10 miliardi.
L’azienda guidata da Mark Zuckerberg prevede di aumentare gli investimenti in questo campo nei prossimi settori. Al momento l’AI è utilizzata per migliorare e personalizzare l'esperienza utente, rilevare e rimuovere contenuti dannosi e migliorare l'accuratezza della pubblicità. Inoltre, viene usata per creare nuovi prodotti e servizi, come la realtà virtuale, la realtà aumentata e le chatbot, con una serie di funzionalità innovative.
Da notare come le azioni di Meta dal fixing abbiano guadagnato circa il 15%, con una barriera in area 135 dollari per azione, ormai distante oltre 65 punti percentuali.
In conclusione, possiamo dire che il certificato, pur seguendo un settore volatile, presenta numerosi elementi conservativi. Da notare poi anche la presenza dell’effetto memoria delle cedole, la barriera discreta e la possibilità di richiamo anticipato da luglio 2024 in poi.
Ricordiamo che alla pagina di Websim analisi certificati avanzata, trovate tutte le caratteristiche principali del prodotto riassunte, tra cui i livelli di strike, le barriere, la distanza da strike e barriera dei titoli o indici, volatilità implicita a 1 anno e correlazione dei sottostanti, oltre a tanti altri dati utili per valutare il prodotto.
COMUNICAZIONE DI MARKETING
Advertisement

Disclaimer
Il Certificate è soggetto ad un livello di rischio pari a 6 su una scala da 1 a 7. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente. Tutti i rendimenti espressi sono al lordo delle imposte.
La presente comunicazione non integra in alcun modo consulenza nemmeno generica o ricerca in materia di investimenti, non è stata preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca in materia di investimenti e non è soggetta ad alcun divieto che proibisca le negoziazioni prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti. L’investimento in questa tipologia di Certificate espone il risparmiatore al rischio default dell’emittente.
Ricordiamo, prima dell’adesione, di leggere attentamente il prospetto di base, ogni eventuale supplemento, la nota di sintesi, le condizioni definitive e il documento contenente le informazioni chiave (KID) e, in particolare, le sezioni dedicate ai fattori di rischio connessi all’investimento, ai costi e al trattamento fiscale relativi ai prodotti finanziari ivi menzionati reperibili sul sito dell’emittente: clicca qui.
Per maggiori informazioni, leggere attentamente la pagina relativa alle avvertenze. Clicca qui.
