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Certificato sul lusso: rendimento annuo del 12% e barriere profonde
Si compra a 92,5 euro il certificato ISIN DE000VG6B169 di Vontobel dedicato al lusso. Paga cedole mensili del 1% (12% annuo) con barriera al 60%. A scadenza barriera al 50%.

Il certificato di Vontobel sul settore del lusso, identificato dal codice ISIN DE000VG6B169, è un ottimo strumento per attuare una strategia di equity substitution puntando a estrarre rendimento da un settore che ha certamente forti potenzialità, ma al momento affronta un difficile quadro di riferimento a livello globale. Già al momento dell’emissione, lo scorso febbraio, questo certificate solleticava l’interesse degli investitori per l’alto rendimento (superiore al 10%) e per una barriera profonda che protegge il capitale fino a un calo, a scadenza, del 50%.
Oggi c’è un elemento in più che rafforza l’appeal del certificate, la bassa quotazione. Emesso lo scorso 25 febbraio a un valore nominale di 100 euro, il prodotto è acquistabile oggi sul mercato secondario a 92,50 euro.
Il certificate DE000VG6B169 è costruito su un basket “worst of” composto da LVMH, Moncler, Kering e Hugo Boss. Paga premi mensili con memoria dell’1% (12% annuo), condizionati da una barriera al 60%. La barriera a scadenza (3 anni) è invece al 50% degli strike. Autocall dal nono mese con step-down 5% semestrale.
Per chi acquista il certificate oggi, il rendimento potenziale dei 33 premi previsti da qui alla scadenza finale del febbraio 2028 diventa del 12,9% all’anno, e sale ulteriormente al 15,9% considerando la plusvalenza che si otterrà quando il certificate, acquistato a 92,50 euro, verrà rimborsato a 100 euro.
Il certificato sul lusso: rendimento del 12% annuo e barriera al 50%
Il prodotto paga premi mensili dell’1% (12% per anno) con memoria, condizionati da una barriera al 60%. La memoria, lo ricordiamo, permette all’investitore di recuperare eventuali premi non pagati in qualsiasi data di valutazione successiva. Il certificato è dotato di autocall a partire da novembre 2025, con step down di 5 punti percentuali a ogni semestre.
Alla scadenza, prevista per il 21 febbraio 2028, gli scenari saranno due
- Se il peggiore dei sottostanti sarà sopra la barriera, il prodotto verrà rimborsato al valore di emissione di 100 euro, più l’ultima cedola ed eventuali cedole non pagate.
- Se invece anche solo uno dei sottostanti sarà al di sotto della barriera (50% del valore iniziale), il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ad esempio, nel caso di un calo del peggiore del 60% dal valore iniziale, il certificato sarà rimborsato a 40 euro.
Per Kering fondamentale il rilancio di Gucci
La quotazione attuale inferiore al valore di emissione si spiega con i ribassi patiti dai quattro sottostanti negli ultimi tre mesi. Lvmh ha perso il 28%, Moncler è scesa del 15%, Hugo Boss accusa un calo del 9%. La performance peggiore è di Kering, scesa del 33% dopo i risultati deludenti del primo trimestre. Analisti e investitori hanno ormai chiaro che il rilancio della principale partecipata, Gucci, sarà una questione lunga, anche se il nuovo direttore artistico, Demna Gvasalia, ha un track record di grande successo alla guida di Balenciaga.
In ogni caso, nonostante il calo delle quotazioni, oggi l’azione Kering per arrivare a toccare la soglia per la distribuzione dei premi (60% dello strike) dovrebbe scendere di un altro 10%.
Quanto alla barriera al 50% valida alla scadenza finale, per toccarla Kering dovrebbe scendere di un altro 25%. Invece, il consensus degli analisti scommette che il titolo nei prossimi 12 mesi salirà del 9% e fissa un target price medio di 191 euro.
Per Lvmh gli analisti fissano un target price medio di 617 euro, superiore del 23% rispetto al prezzo attuale.
Moncler e Hugo Boss finora si sono difesi meglio. Per il gruppo italiano dei piumini gli analisti indicano un target price medio di 63 euro (+12% sul prezzo attuale). Per Hugo Boss il target price medio è di 44 euro (+9% sul prezzo di oggi).
Lusso globale: resilienza, selettività e nuove strategie per il futuro
Il lusso ha recuperato negli ultimi mesi perché le paure di un rallentamento della domanda globale, principalmente della domanda cinese, si sono rivelate esagerate. La domanda è infatti su un trend di normalizzazione e sembra anche essere sostenibile. Questo per il segmento è veramente una buona notizia. Certo, non siamo a dei tassi di crescita tipici degli anni subito dopo il Covid, dove si viaggiava a ritmi più decisi al 7/8%, ma comunque il trend si sta configurando come stabile. Molto forte rimane infatti la domanda degli USA, mentre quella cinese si sta stabilizzando. Lo scenario del settore è dunque per una crescita nel 2025 più vicina al 4% che allo zero come si pensava solo fino a qualche mese fa.
Quello che farà veramente la differenza tra un titolo e l’altro sarà l’abilità delle aziende di creare brand sempre più desiderabili e aziende sempre più flessibili e reattive per andare a intercettare la domanda. È chiaro che oggi il mercato è molto più selettivo e quindi se un brand non è stato ancora in grado di riguadagnarsi la fiducia dei consumatori potrebbe ancora soffrire. Quindi ci sarà una componente company specific che potrebbe fare la differenza, nonostante uno scenario oggi più favorevole al settore.
Dopo mesi di timori legati a un possibile rallentamento della domanda globale – in particolare da parte della Cina – il settore del lusso sembra aver trovato un nuovo equilibrio. La domanda si sta infatti normalizzando su livelli sostenibili, con previsioni di crescita intorno al 4% per il 2025, una prospettiva ben più positiva rispetto allo scenario stagnante ipotizzato fino a poco tempo fa.
Gli Stati Uniti continuano a trainare il mercato con una domanda forte e solida, mentre la Cina – pur rallentata – mostra segni di stabilizzazione. Di fronte al calo della domanda da parte della classe media cinese – da anni motore della crescita del lusso nel Paese – i marchi stanno modificando radicalmente le proprie strategie: meno sconti online, più esclusività e maggiore attenzione ai clienti premium. Marchi come Balenciaga, Valentino e Versace hanno ridotto drasticamente le promozioni su Tmall, la principale piattaforma e-commerce cinese, preferendo puntare su esperienze VIP, collezioni limitate e branding di alto livello.
In conclusione, il lusso globale sta dimostrando una sorprendente capacità di adattamento. Nonostante la pressione dei costi, l’incertezza macroeconomica e le tensioni commerciali, i grandi nomi che sapranno investire in creatività, coerenza e vicinanza ai clienti continueranno a brillare.
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