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Blue chip Italia: conto alla rovescia per la maxi-cedola del 15%
Il certificato ISIN DE000HD9GJD0 pagherà una maxi del 15% il giorno 8 novembre. Ultimi giorni utili per chi punta alla maxi cedola.

Giovedì 31 ottobre Intesa Sanpaolo ha sorpreso investitori e analisti con risultati dei primi nove mesi dell’anno nettamente migliori delle attese. L’utile netto del periodo gennaio-settembre è cresciuto del 17,1% a 7,1 miliardi di euro, di cui 2,4 miliardi realizzati nel terzo trimestre. L’andamento della prima banca italiana è così confortante anche per il futuro, che il Ceo Carlo Messina, solitamente prudente, non ha esitato a dire che l’obiettivo di utile del 2025, finora indicato a “oltre 8,5 miliardi di euro”, viene alzato a quota 9 miliardi.
I conti sono ottimi, ma non bisogna dimenticare che l’azione Intesa Sanpaolo negli ultimi 12 mesi è salita del 60%, contro il +25% dell’indice FtseMib, il +18% dell’EuroStoxx 50 e il +16% dello Stoxx Europe 600. Quanto potrà salire ancora? Il dubbio è lecito e a questo dubbio risponde alla perfezione il certificate con ISIN DE000HD9GJD0 che permette di ridurre il rischio investendo non solo su Intesa, ma anche su Bper Banca e su Saipem, altri due campioni di Piazza Affari. La prima negli ultimi 12 mesi è salita a Piazza Affari dell’82%, la seconda del 51%. Il rendimento potenziale del certificate è dell’8,5% all’anno, con una durata di tre anni.
Con i mercati vicini ai loro massimi storici o di periodo, investire in certificati, anziché nei titoli sottostanti, permette di generare un flusso cedolare, e quindi un rendimento positivo, anche in caso di lateralità o moderata discesa dei listini azionari.
Maxi-premio incondizionato del 15% per chi compra entro il 5 novembre
Chi compra il certificate con ISIN DE000HD9GJD0 (sul mercato secondario è scambiato a 103 euro), il prossimo 8 novembre incasserà un maxi-premio di 15 euro, pari al 15% del valore di emissione. È un incasso certo, perché il premio è incondizionato. Attenzione, però, perché per avere diritto alla maxi-cedola, l’ultimo giorno utile per acquistare il prodotto è il 5 novembre.
Il vantaggio fiscale della maxi-cedola
Il maxi-bonus è particolarmente appetibile per gli investitori che hanno nello zainetto fiscale minusvalenze vicine alla scadenza. Infatti, poiché le cedole dei certificate sono considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare le minus.
Il nostro consiglio agli investitori è di verificare quale modalità di compensazione viene adottata dalla propria banca: se immediata o a scadenza. Nel caso della compensazione immediata, la cedola incassata può essere utilizzata subito per compensare le minusvalenze in portafoglio, senza particolari condizioni aggiuntive.
Nella modalità a scadenza, molto meno efficiente, la compensazione avviene solo alla chiusura dell’investimento, e cioè o con la vendita del prodotto, o con il rimborso anticipato o con il rimborso alla scadenza naturale. In questo caso, se l’investitore vende il certificate subito dopo aver incassato il maxi-premio, potrà sì compensare le minusvalenze pregresse, ma allo stesso tempo andrà a creare una nuova minusvalenza, perché, come è logico, il prezzo del certificate è destinato a scendere sotto il nominale immediatamente con lo stacco della cedola.
Dal punto di vista fiscale si tratta di una soluzione meno conveniente della compensazione immediata, ma comunque utile per “guadagnare tempo” (quattro anni) nel caso di minusvalenze con scadenza ravvicinata.
Premi mensili con memoria dello 0,30%. Barriera al 50%
Una volta staccata la “cedolona”, questo prodotto pagherà premi mensili con memoria dello 0,30%. Le cedole mensili sono condizionate al rispetto di una barriera al 50%. Nel caso in cui a una data di osservazione anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato ma resterà nella memoria del prodotto e verrà corrisposto alla prima scadenza successiva in cui tutti e tre i sottostanti saranno tornati sopra la barriera.
Quindi, basterà che tutti e tre i sottostanti quotino sopra la barriera all’ultima data di osservazione (21 ottobre 2027) per avere la certezza di incassare tutte le 35 cedole mensili previste e chiudere l’investimento con un rendimento medio annuo dell’8,5%.
Barriera a difesa del capitale al 50% del Valore iniziale
Una caratteristica interessante del certificate DE000HD9GJD0 è la barriera a difesa del capitale, collocata al 50% del Valore iniziale. Vuole dire che alla scadenza finale, nell’ottobre 2027, il certificate verrà rimborsato al 100% del suo valore di emissione (100 euro) anche se uno, due, o tutti e tre i sottostanti dovessero avere quotazioni inferiori al Valore iniziale. La protezione garantisce fino a un ribasso massimo del 50%. Nel caso di un ribasso maggiore, l’investitore andrà incontro a una perdita.
Rendimento ancora più alto con il rimborso anticipato
Il rendimento potrebbe diventare sensibilmente più alto in caso di rimborso anticipato. Il prodotto, infatti, prevede la possibilità dell’autocall (rimborso anticipato) a partire dalla data di osservazione del luglio 2025. Se quel giorno, e in tutte le successive date di osservazione, tutti e tre i sottostanti mostreranno prezzi di chiusura pari o superiori ai Valori iniziali, il certificate verrà ritirato.
Agli investitori spetterà un rimborso pari al 100% del Valore nominale (100 euro), il pagamento dell’ultima cedola mensile e delle eventuali cedole non pagate e conservate in memoria. Da quel momento nessuna altra cedola sarà più pagata.
È evidente che tanto prima dovesse scattare l’autocall, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto.
Ad esempio, in caso di rimborso già a luglio 2025, chi compra oggi il certificate chiuderebbe l’investimento fra otto mesi con 15 euro di maxi-cedola e 2,4 euro di premi mensili (8 x 0,30). Il rendimento in otto mesi per chi avesse comprato sulla pari il prodotto sarebbe del 17,4%. Il rendimento medio annuo sarebbe del 26,1%.
Con la stessa logica, se invece il rimborso anticipato avvenisse dopo 18 mesi, a maggio 2026, il totale delle cedole incassate sarebbe di 20,4 euro, e il rendimento medio annuo sarebbe del 13,6%.
Cosa succede alla scadenza naturale del certificate
Se poi non dovesse scattare l’autocall, alla scadenza finale del 21 ottobre 2027 ci potranno essere due ipotesi.
- Se alla scadenza finale tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 100 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate e trattenute nella memoria.
- Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Ipotizziamo che il peggiore accusi un ribasso del 60% dal Valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 40 euro (40% del Valore iniziale).
Focus sui sottostanti
Bper
Bper comunicherà il 6 novembre i risultati del terzo trimestre. Il consensus degli analisti stima che l’utile sarà di 377 milioni di euro, in crescita del 17,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. L’intero anno 2024 dovrebbe chiudersi con ricavi pari a 5,43 miliardi (invariato sull’anno precedente) e un utile di 1,4 miliardi (-6,6%).
All’inizio di ottobre l’istituto guidato dal Ceo Gianni Franco Papa ha presentato il nuovo piano industriale 2024-2027 che prevede più utili e una decisa impennata della remunerazione degli azionisti. Il dividendo cumulato cash del periodo 2024-2027 sarà di 3,2 miliardi, con un payout medio del 75% contro il 29% pagato sul 2023. Il ritorno sul capitale tangibile (Rote) a fine piano sarà del 16%, mantenendo un Cet 1 al 14,5%.
Il 10 ottobre, il giorno della presentazione del piano, il titolo Bper è salito del 7% e non è più sceso. Oggi la media dei target price è 6,8 euro e indica un potenziale di rialzo del titolo del 18%.
Intesa Sanpaolo
I buoni risultati presentati giovedì 31 ottobre sono il frutto della crescita dei proventi operativi netti, saliti dell’8,5% rispetto ai primi nove mesi 2023, grazie a interessi netti saliti dell’11,5%, commissioni nette cresciute del 7,9%, e a un risultato dell’attività assicurativa migliorato del 2,8%. Tutto ciò ha permesso di compensare l’aumento dei costi, saliti soltanto dello 0,8%. Il risultato è per Intesa Sanpaolo un rapporto cost/income che si attesta al 39,1%, tra i più bassi nell’ambito delle maggiori banche europee.
Grazie a un rialzo delle quotazioni del 46% dall’inizio dell’anno, la capitalizzazione di Intesa ha raggiunto il record di 72 miliardi di euro, “un valore – ha detto il Ceo Messina - che ci colloca nello stesso raggruppamento di BNP Paribas e Santander, banche con una dimensione di bilancio ben superiore alla nostra”.
La media dei target price degli analisti è 4,4 euro, un obiettivo di prezzo che indica un potenziale di rialzo del 12%.
Saipem
Dopo avere comunicato pochi giorni fa i conti dei primi nove mesi del 2024, chiusi con un utile più che raddoppiato a 206 milioni di euro, il prossimo appuntamento di Saipem con il mercato finanziario sarà la presentazione del nuovo piano strategico, in programma per febbraio 2025. In quell’occasione verrà discussa anche la nuova politica dei dividendi, che per adesso prevede di distribuire tra gli azionisti una percentuale tra il 30 e il 40% del free cash flow.
Per il primo dividendo la forchetta verrà precisata quando ci sarà completa visibilità sui risultati annuali, per i quali si attendono ricavi superiori a 14 miliardi di euro, un Ebitda di 1,3 miliardi e un flusso di cassa di oltre 760 milioni.
L’obiettivo del piano attuale è raggiungere il traguardo dei 50 miliardi di euro di ordini nei quattro anni e il gruppo è sulla buona strada. Sulla loro provenienza, il Ceo Alessandro Puliti conferma l’importanza dell’area del Medio Oriente, nonostante sia attraversata da tensioni geopolitiche.
La media dei target price degli analisti è 2,96 euro, più alta del 37% rispetto alla quotazione attuale.
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