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Banche da record: ecco come puntarci con il maxi cedola del 16%
Per investire sul comparto bancario italiano, occhi puntati sul nuovo Maxi Cash Collect di Goldman Sachs (ISIN JE00BLS31X7) su UniCredit, Intesa Sanpaolo e FinecoBank. 16% di cedola incondizionata.

A Piazza Affari non si ferma la spinta rialzista dei titoli bancari, con i big del comparto che da quasi due anni sono in grado di trainare il listino principale verso nuovi massimi di periodo. Un andamento positivo che è proseguito anche la scorsa settimana, rafforzato in quest'ultimo caso dall'ondata di promozioni di Fitch sui principali istituti italiani, e alimentato anche da alcune trimestrali particolarmente positive e convincenti.
Per tutti gli investitori che vogliono continuare ad investire sul settore bancario ma in modo non puramente direzionale e con una certa protezione del capitale investito, ecco il nuovo Maxi Cash Collect di Goldman Sachs sui tre colossi bancari italiani: UniCredit, Intesa Sanpaolo e Fineco Bank. Tre ottimi titoli che con il certificato ISIN JE00BLS31X72 riescono ad offrire un premio incondizionato inziale del 16%, molto utile soprattutto per chi l'esigenza di compensare delle minusvalenze in scadenza entro la fine dell'anno.
Ma prima di analizzare tutte le caratteristiche del prodotto di oggi, direi che visto il particolare contesto di mercato è opportuno fare una breve panoramica sui tre titoli del basket worst of.
Banche da record dopo i conti e le promozioni di Fitch
L'indice delle banche italiane ha archiviato la scorsa ottava con un progresso del +3,7%, proiettandosi così sui massimi da tredici anni. In questo contesto, ottime performance per i due colossi UniCredit e Intesa Sanpaolo che hanno chiuso la settimana festeggiando il ritorno su livelli di prezzo che non rivedevano rispettivamente dal 2011 e dal 2008.
Come dicevamo, è plausibile pensare che gli investitori abbiano visto di buon auspicio la promozione dell'outlook sull'Italia valutata delle due agenzie di rating: Fitch e Dbrs. Decisioni che, in attesa del giudizio di Moody's del prossimo del 22 novembre, hanno già avuto effetti immediati sulla credibilità del "sistema Italia" e di conseguenza sulla solidità del sistema finanziario.
Intesa Sanpaolo torna sui massimi dal 2008 dopo i conti trimestrali
Per quanto riguarda Intesa, oltre al giudizio positivo di Fitch e di Morningstar DBRS a trainare gli acquisti sul titolo sono stati i suoi risultati trimestrali record e migliori delle attese degli analisti. In particolare, il colosso guidato dall'AD Messina ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile netto che ha raggiunto i 7,2 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2023. Cifre da capogiro se teniamo in considerazione che Intesa Sanpaolo, nel solo terzo trimestre ha registrato un utile netto di oltre 2,4 miliardi di euro, il che si va a confrontare con gli 1,9 miliardi registrati nel terzo trimestre 2023.
Dopo questi ottimi risultati, l'agenzia di rating Fitch ha confermato il rating a lungo termine senior preferred (unsecured) di Intesa Sanpaolo a ‘BBB’, rivedendone l’outlook da stabile a positivo e quello a breve termine a ‘F2’. Ottimo giudizio sul titolo anche da parte degli analisti di Citi che hanno aumentato il prezzo obiettivo di Intesa Sanpaolo a 4,60 euro dal precedente 4,35 euro.
Intanto, nelle ultime sedute il titolo ha più volte aggiornato i suoi massimi di periodo, portandosi così su livelli di prezzo che non rivedeva dal settembre 2008. Da inizio anno le azioni di Intesa hanno già registrato un notevole progresso del 53%, +56% nell'ultimo anno di negoziazione. Guardando il consensus su Bloomberg vediamo come la grande maggioranza degli analisti che seguono il titolo rimangano ancora positivi sul titolo. Infatti, l'80% degli analisti ha un rating Buy sul titolo, solo in 5 dicono di mantenere il titolo in portafoglio (Hold), ma nessuno dice sell sul titolo. Il prezzo obiettivo a 12 mesi è a 4,48 euro ad azione, il che implica un rendimento potenziale del 10% dai prezzi attuali a Piazza Affari.
Su Intesa la barriera al 60% si trova a 2,44 euro, livello di prezzo sotto le principali aree di supporto situate a 4 euro, 3,25-3 euro e 2,6 euro ad azione.
UniCredit vola in attesa dei risultati del terzo trimestre
Ottime performance anche per l'altro colosso bancario guidato da Orcel che si è riportato sui massimi da ben il 2011. Anche in questo caso abbiamo avuto un upgrade di rating sul titolo da parte di Fitch che ha ha migliorato l'Issuer Default Rating (IDR) a lungo termine e il rating Senior Preferred di UniCredit SpA, portandolo a 'BBB+'. Ma non solo, perché l'agenzia di rating ha anche migliorato l'outlook sul titolo da stabile a positivo, attestandosi ora un gradino al di sopra del rating sovrano italiano.
Sul titolo il mercato è in attesa della pubblicazione di domani dei risultati del terzo trimestre di UniCredit, con le attese della vigilia che sono molto favorevoli.
Anche in questo caso molto positivi i giudizi degli analisti che seguono il titolo, dato che il 73% rimane impostato long sul titolo e solo uno ha una visione ribassista su UniCredit. Il prezzo obiettivo si trova al momento a poco sopra i 45 euro ad azione, il 7,8% in più dei prezzi attuali. Da inizio anno, UniCredit si trova tra i best performer di Piazza Affari mostrando un ottimo rialzo del 72% (+80% nell'ultimo anno). Come vediamo dai grafici qui sotto (a sinistra su time frame settimanale, mentre a destra su time frame giornaliero), su UniCredit la barriera di protezione si trova a 25,36 euro, un prezzo che UniCredit non rivede da inizio anno e che si trova ampiamente al di sotto delle importanti aree supportive dei 30 - 32 euro.
FinecoBank al test dei conti del terzo trimestre
Propositiva la situazione anche dell'ultimo sottostante del basket ISIN JE00BLS31X7, FinecoBank con gli analisti che sono in attesa dei risultati trimestrali in uscita proprio oggi. Secondo le stime riportate da Bloomberg, la banca è vista chiudere il terzo trimestre con un utile netto stimato di 163,3 milioni di euro e ricavi per 320 milioni di euro.
Da una certa sicurezza anche il posizionamento della barriera al 60% su Fineco che si trova a 8,68 euro. Sul titolo le aree di supporto più rilevanti si trovano a 12,7 euro e poi nei pressi di quota 10 - 10,5 euro.
Nella tabella qui sotto possiamo vedere i livelli iniziali dei tre titoli del paniere (ISIN JE00BLS31X7) con le relative distanze dagli strike e dalle barriere al 60%:
Maxi cedola del 16% a dicembre e poi premi trimestrali
Ed è proprio sul trittico bancario composto da UniCredit, Intesa Sanpaolo e Fineco che punta il nuovo Maxi Cash Collect che analizziamo oggi. Tre colossi che come abbiamo visto, oltre ad avere ottime prospettive, sono anche molto ben impostati al rialzo e non mostrano ancora alcun segnale di debolezza nel dal punto di vista grafico ne sui fondamentali.
Il prodotto (ISIN JE00BLS31X72) è stato emesso ieri (04 novembre) sul mercato EuroTLX di Borsa Italiana e si caratterizza per la sua maxi cedola iniziale incondizionata del 16%, ovvero 160 euro visto il valore nominale di 1.000 euro a certificato. Come detto, tale cedola iniziale sarà pagata il prossimo 09 dicembre indipendentemente dall'andamento dei tre titoli del basket, basterà infatti aver acquistato il prodotto entro e non oltre la Cum Date prevista per il 04 dicembre.
Ma non solo, perché dopo il pagamento del maxi premio incondizionato, il nuovo certificato di Goldman Sachs ISIN JE00BLS31X72 continuerà a pagare fino a scadenza una cedola semestrale dell'1,5%, arrivando così ad un rendimento annuo potenziale del 3%, che si va ad aggiungere ovviamente al premio incondizionato del 16%. A differenza di quello iniziale però, tutti i premi semestrali di 15 euro a certificato saranno condizionati al rispetto di una barriera posta al 60%. Detto in altri termini, per incassarli sarà necessario che, nelle rispettive date di osservazione, nessun titolo del paniere sia crollato di oltre il 40% dai livelli di riferimento iniziali, un'eventualità che vista l'attuale situazione di mercato e la durata relativamente breve del prodotto (3 anni), appare estremamente poco probabile.
In ogni caso, teniamo sempre presente che tutte le sei cedole semestrali condizionate sono dotate di effetto memoria, permettendo così di recuperarle in futuro se in corrispondenza di una di osservazione non si dovessero verificare le condizioni necessarie al pagamento della cedola.
Qui di seguito il del calendario con gli eventi previsti per il certificato:
Durata di 3 anni ma è possibile il rimborso anticipato
La durata del certificato (ISIN JE00BLS31X72) è di tre anni (scadenza al 04 novembre 2024), ma potrebbe anche non arrivare a scadenza dato che prevede anche la possibilità di essere richiamato anticipatamente con meccanismo Autocall.
Infatti, alle stesse date di osservazione previste per i coupon e a partire da aprile 2026, il certificato potrà essere rimborsato anticipatamente, se tutti e tre i sottostanti avranno dei prezzi pari o superiori al 100% dei rispettivi fixing iniziali (Autocall con trigger al 100%). In tal caso, l'investimento si chiuderà in profitto e l'investitore riceverà il rimborso del valore nominale di 1.000 euro, a cui si vanno ad aggiungere la rispettiva cedola per quella data di osservazione, più tutte quelle eventualmente non pagate in precedenza grazie all'effetto memoria.
Se invece il Maxi Cash Collect (ISIN JE00BLS31X72) non dovesse essere rimborsato anticipatamente allora arriverà alla sua data di scadenza di novembre 2027 dove saranno possibili due scenari per l'investitore:
- Se alla data di osservazione finale tutti e tre sottostanti dovessero essere osservati con valori superiore al livello di barriera finale, prevista al 60% del fixing iniziale, il certificato rimborserà 100% del valore nominale, oltre che l'ultima cedola e quelle trattenute in memoria.
- In caso contrario, il certificato verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei sottostanti. Se ad esempio ipotizziamo che il titolo peggiore dei tre sia crollato del 50% dal suo valore iniziale, allora il certificato sarà rimborsato in perdita a 500 euro.
Le cedole sono reddito diverso
Importante ricordare che sia la maxi cedola inziale in questo caso del 16%, sia tutti gli altri premi semestrali dell'1,5% sono classificati fiscalmente come “redditi diversi”, una caratteristica propria di questa asset class e che da la possibilità agli investitori di compensare eventuali minusvalenze pregresse nel proprio zainetto fiscale.
In ogni caso, è sempre buona norma verificare con la propria depositaria che tipologia di compensazione applica, se immediata o a scadenza. Se la compensazione è immediata, nel momento stesso in cui viene incassata la cedola, questa va direttamente a compensazione delle minus in portafoglio. Nel caso invece della compensazione a scadenza, questo meccanismo avverrà solo a scadenza, in caso di rimborso anticipato o in caso di chiusura dell’investimento da parte dell’investitore. In quest’ultimo caso, chiudendo il prodotto appena dopo l’incasso della maxi, si compenseranno le vecchie minus ma se ne genereranno di nuove, di fatto posticipando di quattro anni la scadenza delle minusvalenze.
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