MFE - Vivendi tenta il disgelo dopo anni di conflitto
A spingere per riaprire il dialogo sarebbe soprattutto la parte francese, dove l'ultima parola spetta a Yannick Bolloré

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Fatto
Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, sarebbero ripresi i contatti tra Vivendi e il mondo Fininvest/MFE dopo un decennio di conflitto. A spingere per riaprire il dialogo sarebbe soprattutto la parte francese, dove l'ultima parola spetta a Yannick Bolloré, con l'obiettivo — in questa fase — di ricostruire innanzitutto il rapporto personale e industriale.
Non c'è alcun accordo sul tavolo né trattative formali (da entrambe le parti "no comment"). Il nodo di fondo resta il futuro della partecipazione di Vivendi in MFE (22,3% dei diritti di voto e 15,9% del capitale), dopo la scadenza a luglio dell'accordo del 2021 sulla dismissione (che prevedeva un diritto di prelazione a favore di Fininvest). Il quotidiano sottolinea inoltre il rinnovato interesse di Vivendi per il mercato italiano (Canal+ nel cinema con Lucky Red, nuovi vertici in Havas Italia).
Effetto
La notizia appare poco circostanziata e non lascia intravvedere quali direzioni strategiche potrebbero guidare una eventuale trattativa tra le parti. Detto ciò, il tema ha una sua rilevanza. In primo luogo, la partecipazione di Vivendi rappresenta il principale elemento di incertezza sull'azionariato di MFE: una eventuale cessione della quota contribuirebbe a semplificare la struttura azionaria e a ridurre un potenziale "overhang" sul titolo.
Sul piano industriale, ricordiamo che l'interesse strategico di MFE per la Francia — l'unico grande tassello ancora mancante nella sua piattaforma pan-europea — riguarda il segmento del Free-to-Air, area in cui Vivendi non è presente. Il gruppo francese è infatti focalizzato sulla pay-TV e sui contenuti premium (Canal+) e sulla comunicazione (Havas).
Azioni menzionate
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