Green Oleo - L'ad Buzzella: "Cosmesi sempre più strategica"

La società punta a valorizzare materie prime rinnovabili provenienti da filiere corte, facendo leva sulla crescente domanda di ingredienti sostenibili

Autore: Redazione
Più microscopi moderni allineati su un banco di laboratorio pulito, pronti per lezioni di scienza, ricerca universitaria o formazione medica.

Photo by Warut Lakam/Getty Images

La trasformazione di un produttore di oleochimica, da un business legato agli acidi grassi quali semplici materie prime a realtà focalizzata su prodotti a maggiore valore aggiunto. È questa la direzione tracciata da Beatrice Buzzella, Ceo di Green Oleo, nella recente intervista rilasciata a Workout Magazine - Studio Chiesa, in cui ripercorre le tappe della crescita dell'azienda e le sfide dell'industria chimica.

La manager ricorda che, nel corso degli anni, Green Oleo ha ampliato il proprio portafoglio prodotti, concentrandosi sulla produzione di acidi grassi distillati, glicerine ed esteri ottenuti da sottoprodotti dell'industria alimentare, destinati a numerosi settori, tra cui detergenza, cosmetica, lubrificanti ad alte prestazioni, vernici e candele. La strategia punta a valorizzare materie prime rinnovabili provenienti da filiere corte, facendo leva sulla crescente domanda di ingredienti sostenibili.

Il futuro è la cosmetica di qualità

Secondo Buzzella, oggi il principale motore di sviluppo è lo sviluppo di ingredienti per la cosmetica, segmento caratterizzato da margini interessanti per la società. In questa direzione si inserisce anche l'acquisizione del laboratorio di formulazione cosmetica KIALAB, conclusa nel 2026, che permette alla società di integrare competenze finora esternalizzate e sviluppare prodotti a maggiore contenuto tecnologico. Una scelta che mira anche a differenziare l'offerta rispetto ai derivati dell'olio di palma, sempre meno apprezzati nei segmenti premium e naturali del mercato cosmetico. Meglio l'olio d'oliva.

Una preferenza che ha un impatto sul profilo economico nel breve periodo, ma è coerente con la strategia industriale di lungo termine e con il posizionamento commerciale dell'azienda.

In precedenti interviste e comunicati, si ricorda che la società ha spesso sottolineato l'importanza anche del comparto dei liquidi lubrificanti e per il raffreddamento dei data center.

L'industria europea

Nel giudizio sul contesto competitivo europeo, Buzzella, nonostante l'animo green della società, esprime una posizione critica nei confronti del Green Deal, sostenendo che la transizione ambientale sia stata avviata con tempistiche incompatibili con l'effettivo sviluppo delle tecnologie e senza adeguate misure per preservare la competitività dell'industria.

Per favorire una transizione più equilibrata, l'amministratrice indica come modello strumenti di incentivazione simili a quelli adottati con Industria 4.0. Sul piano commerciale sostiene inoltre la necessità di misure di tutela nei confronti delle importazioni provenienti da Paesi soggetti a standard ambientali differenti, citando il caso dell'olio di palma come esempio di possibile intervento attraverso strumenti tariffari.

Una finestra sulla storia aziendale

L'acquisizione di Green Oleo risale al 2012, quando il gruppo britannico Croda aveva deciso di chiudere lo stabilimento di Cremona in assenza di un acquirente. Inizialmente la società era stata valutata come una possibile operazione industriale per COIM, gruppo chimico controllato dalla famiglia Buzzella, ma l'analisi aveva evidenziato sinergie insufficienti. Da qui la decisione della famiglia di procedere autonomamente con l'investimento, assumendosi un rischio imprenditoriale significativo pur di rilanciare l'attività.

Websim Corporate ha una visione positiva sul titolo: rating BUY con prezzo obiettivo a 1,15 euro.



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