Telecoms - Data Center Retelit in vendita. Attesa per le tariffe Tlc
Asterion valuta cessione dei data center Retelit per 700-800 milioni eu: gli assett interessano ad alcuni fondi.
Agcom non avrebbe ancora approvato il nuovo listino tariffario all'ingrosso di FiberCop
Fatto
Secondo Reuters, Asterion starebbe valutando la cessione delle attività di data center di Retelit, con un valore stimato compreso tra 700-800 milioni di euro.
Tra i potenziali interessati figurerebbero Mediterra DataCenters (DWS), CVC DIF e Macquarie.
Il processo di vendita sarebbe alle fasi iniziali, con Nomura incaricata di distribuire l'information memorandum entro fine mese.
Retelit opera 38 data center in Italia e ha annunciato nel 2025 un piano di investimenti da 350 milioni di euro per l'espansione delle infrastrutture AI-ready.
Repubblica scrive che l’Agcom non avrebbe ancora approvato il nuovo listino tariffario di FiberCop, nonostante la scadenza del periodo di consultazione e le osservazioni presentate dagli operatori TLC. L’Autorità sarebbe orientata a dare il via libera al piano con alcune modifiche. Gli aumenti tariffari scatterebbero con effetto retroattivo dal 16 settembre, anche qualora l’approvazione formale arrivasse nelle prossime settimane. L’articolo ricorda inoltre che FiberCop beneficia dello status di operatore non verticalmente integrato, elemento che supporta la richiesta di revisione dei prezzi all'ingrosso.
Sul fronte governance, KKR avrebbe scelto Marco Nespolo (attuale CEO di Fedrigoni, già CEO di Cerved) come nuovo Amministratore Delegato di FiberCop.
Effetto
La notizia riportata da Reuters conferma il forte interesse degli investitori infrastrutturali per il business dei data center.
La valutazione indicativa di 700-800 milioni di euro ci sembra particolarmente significativa, specialmente se confrontata con l'OPA promossa da Asterion nel 2021, che valorizzava l'intera Retelit a circa 468 milioni di euro di equity value e 611 milioni di euro di enterprise value, per un multiplo di circa 10x EV/EBITDA 2021.
Le indiscrezioni di Repubblica confermerebbero uno scenario favorevole per FiberCop, che potrebbe ottenere un aumento delle tariffe wholesale a fronte dei maggiori costi sostenuti e degli investimenti nella rete in fibra. TIM mantiene la possibilità di ricorrere intraprendendo l'arbitrato previsto dall'MSA per risolvere le controversie con FiberCop.
TIM contesta una diversa interpretazione del regime regolatorio applicabile ad alcuni servizi di accesso (nello specifico il VULA FTTH/FTTC). La società ritiene che a seguito dello scorporo della rete tali servizi non sarebbero più regolamentati e dovrebbero quindi applicarsi i prezzi previsti nel MSA con FiberCop.
FiberCop invece replica che i servizi restano soggetti a regolamentazione e pertanto gli unici prezzi applicabili saranno quelli approvati da AGCOM, validi per tutti gli operatori, inclusa TIM.
L'impatto negativo su TIM, inizialmente stimato in termini di maggiori costi, sarebbe nell'ordine di alcune decine di milioni di euro all'anno, ma potrebbe essere in larga parte mitigato qualora AGCOM autorizzasse il trasferimento dei rincari sui clienti finali
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