Settore Cemento - Revisione ETS in linea con le aspettative
La decisione di estendere il phase-out al 2038 è sostanzialmente in linea con le attese del mercato.

Canva
Fatto
Venerdì la Commissione Europea ha pubblicato la revisione del sistema ETS, confermando l’estensione del phase-out delle quote gratuite per i settori coperti dal CBAM, incluso il cemento, dal 2034 al 2038. La nuova traiettoria prevede una free allocation del 97,5% nel 2026, 95% nel 2027, 91,5% nel 2028, 81% nel 2029, 59% nel 2030, 48% nel 2031, 37,5% nel 2032 e 27% nel 2033. Tra il 2034 e il 2037, la quota gratuita resterà al 15%, anziché azzerarsi come previsto dall’attuale schema, mentre il phase-out completo (CBAM factor al 100%) slitta al 2038.
La Commissione ha inoltre ridotto il Linear Reduction Factor al 3,7% annuo nel periodo 2031-2035 e all’1,7% dal 2036, rispetto al 4,4% attuale, estendendo la traiettoria di riduzione del cap ETS fino agli anni ’40. Contestualmente, ha confermato un incremento di circa 6 miliardi di euro nell’allocazione gratuita per il periodo 2026-2030 attraverso la revisione dei benchmark, oltre all’Industrial Decarbonisation Bank da 100 miliardi di euro e all’Investment Booster finanziato con 400 milioni di quote gratuite. La proposta passa ora all’esame di Parlamento e Consiglio nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. La roadmap "One Europe, One Market" della Commissione indica il primo trimestre 2027 come obiettivo per il raggiungimento dell’accordo finale.
Effetto
La decisione di estendere il phase-out al 2038 è sostanzialmente in linea con le attese del mercato.
Negli ultimi mesi, il consensus degli esperti considerava infatti probabile uno slittamento rispetto alla scadenza originaria del 2034, e riteniamo che questa revisione fosse già in larga parte incorporata nelle valutazioni dei titoli cementieri, che avevano sottoperformato nei primi mesi dell’anno sulle indiscrezioni relative alla revisione dell’ETS. La decisione di oggi elimina il rischio di una regolamentazione ancora più permissiva, ma non modifica il quadro di fondo del settore.
L’estensione dovrebbe ridurre moderatamente il pricing power dei produttori di cemento nel breve-medio termine, poiché rallenta il processo di consolidamento del mercato.
Con il calendario originario, i player più piccoli e con minore capacità di investire nella decarbonizzazione sarebbero stati gradualmente costretti a uscire dal mercato, mentre i grandi operatori avrebbero accelerato la razionalizzazione della capacità produttiva, chiudendo gli impianti meno efficienti (come già annunciato da Heidelberg in Germania). Un phase-out più graduale consentirà invece ai produttori meno efficienti di rimanere attivi più a lungo, mantenendo elevata la pressione competitiva e limitando il potere di prezzo dei leader di mercato.
L’impatto appare più negativo per i gruppi considerati all’avanguardia nella decarbonizzazione, come Heidelberg e Holcim, che avrebbero beneficiato maggiormente di un consolidamento più rapido, mentre dovrebbe essere relativamente meno penalizzante per operatori come Buzzi. Nel complesso, giudichiamo l’esito coerente con le aspettative.
Quanto ai tempi di attuazione, è improbabile che il processo si concluda rapidamente. La precedente revisione dell’ETS ha richiesto circa 22 mesi tra la proposta della Commissione e l’approvazione definitiva, un precedente che suggerisce tempistiche più lunghe rispetto all’obiettivo del primo trimestre 2027 indicato dalla Commissione.
Azioni menzionate
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

