RECORDATI - Ci aspettiamo una trimestrale coerente con la guidance

Risultati in uscita il 12 maggio

Autore: Redazione
Visualizzazione schematica della disposizione atomica di una molecola

Canva

Fatto

Ci aspettiamo un trimestre coerente con le guidance sull’anno e penalizzato da alcuni headwind già noti: - Impatto sfavorevole dei cambi (assumiamo -5,5 punti percentuali nel primo trimestre, guidance anno:

-3,5 punti percentuali) particolarmente evidente su settore rare disease;

- Stagione influenzale più debole, con impatto su divisione Specialty & Primary care in alcuni mercati chiave come Russia, Turchia e Italia, Francia;

- Perdita della licenza relativa a Cardicor (impatto annualizzato di euro 35 milioni) da fine anno. Tra i tailwinds segnaliamo:

- Aumento dei prezzi in Turchia (+17% da gennaio);

- Buon andamento del segmento delle malattie rare (es. Isturisa, Enjaymo) in linea con le aspettative;

- Primo trimestre stagionalmente caratterizzato da maggiore profittabilità, a fronte di una dinamica più back-end loaded degli investimenti commerciali a supporto dei nuovi lanci/prodotti.

Sulla base di questi elementi ci aspettiamo un fatturato primo trimestre appena sotto euro 700 milioni, un EBITDA di euro 258 milioni con un margine del 37% (guidance anno 36,5%) e un debito netto in aumento a euro 1,9 miliardi (2,0x EBITDA) per riflettere un assorbimento di circolante e il buyback (circa euro 40 milioni).

Effetto

Risultati in uscita il 12 maggio, conference call il 13 maggio alle 2 pm CEST. Il principale catalyst sul titolo è legato all’offerta di CVC sul 100% di Recordati.

Al prezzo proposto di euro 52 il titolo tratterebbe a circa ~16x il P/E 2026E (in linea con il settore), multiplo che a nostro avviso non riflette le prospettive di creazione di valore ancora inespresse nel medio-lungo termine, in particolare su Isturisa (recente upgrade delle peak sales) e sulla partnership con Moderna, i cui benefici sono attesi non prima del 2028.

Inoltre, se il fondo intendesse davvero procedere al break-up degli asset, il delisting precluderebbe agli azionisti la partecipazione alla futura creazione di valore, sia organica sia inorganica (es. sinergie da M&A con altri gruppi industriali), cristallizzando peraltro un premio poco attraente.

Ci aspettiamo quindi che il delisting del Gruppo possa andare in porto solo a fronte di un significativo bump dell’offerta. Per queste ragioni confermiamo il nostro rating OUTPERFORM e il target price di euro 71/azione.



Azioni menzionate

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