Poste Italiane - Raggiunto il 66,6% del capitale di TIM
Il periodo di adesione sarà riaperto dal 21 al 25 settembre, consentendo agli azionisti che non hanno ancora aderito di conferire i propri titoli alle medesime condizioni economiche.

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Fatto
Poste Italiane ha comunicato i risultati dell'OPAS totalitaria su TIM conclusasi l'11 settembre. Sono state portate in adesione 993,6 milioni di azioni, pari al 46,5% del capitale di TIM e al 58,2% delle azioni oggetto dell'offerta. Considerando anche il 20,1% già detenuto prima dell'operazione, Poste arriverà a detenere 1,423 miliardi di azioni, pari al 66,6% del capitale di TIM.
Il risultato consente a Poste di acquisire una posizione di controllo molto solida nel gruppo e conferma il supporto degli azionisti all'operazione dopo il miglioramento del corrispettivo e rinuncia alla soglia minima di adesione annunciati pochi giorni prima della chiusura dell'offerta.
Come previsto, il periodo di adesione sarà riaperto dal 21 al 25 settembre, consentendo agli azionisti che non hanno ancora aderito di conferire i propri titoli alle medesime condizioni economiche; il regolamento delle adesioni raccolte durante la riapertura è previsto il 2 ottobre.
Effetto
il raggiungimento del 66.6% del capitale rappresenta un ottimo risultato e rafforza significativamente il controllo di Poste su TIM lasciando spazio per un ulteriore incremento della partecipazione durante la riapertura dei termini dell'offerta. Appare infatti logico attendersi che gli azionisti TIM che non hanno ancora aderito all’OPAS possano farlo entro i termini di riapertura considerando le valutazioni implicite a cui tratta il business domestico di TIM (~8x EV/EBITDAL) rispetto alla media del settore europeo di ~6x. Inoltre, gli azionisti TIM incasseranno il dividendo interim di Poste in pagamento a novembre atteso intorno a 0,44 euro per azione (~33% del dividendo 2026 di Poste stimato a 1,32 euro). Pertanto riteniamo che non sia da escludere che all’esito della riapertura, Poste possa raggiungere una partecipazione di TIM superiore o vicina alla soglia del 90% del capitale. Nel primo caso si accelererebbe il processo di delisting e integrazione completa con conseguente estrazione di sinergie quantificate prudentemente dalla società in 700 milioni di euro e di generazione di valore legate alle ulteriori iniziative che abbiamo analizzato in dettaglio nello studio pubblicato lo scorso 22 luglio (Building Italy’s National Connected Infrastructure Platform) e che complessivamente possono arrivare ad una generazione di valore di 8,6 miliardi di euro (5,1 euro per azione) post integrazione che attualmente includiamo al 30% nel calcolo del nostro fair value. Anche nel caso non fosse immediatamente raggiunta la soglia del 90% riteniamo che Poste possa efficacemente lavorare all’integrazione industriale con tempistiche solo leggermente più lunghe per la finalizzazione del delisting. Ai prezzi attuali, il titolo poste non esprime la creazione di valore legata all’OPAS di TIM ma riflette sostanzialmente una valutazione stand-alone. Confermiamo pertanto il nostro giudizio positivo su Poste con upside rilevante sul nostro target price di 33 euro e riteniamo l’attuale prezzo del titolo come un ottimo entry point.
Azioni menzionate
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

