MPS - L'offerta presenta solide ragioni industriali per Intesa
Ieri è iniziata l'ultima ondata di fusioni e acquisizioni nel settore bancario italiano

Fatto
Ieri è iniziata l'ultima ondata di fusioni e acquisizioni nel settore bancario italiano, con Intesa SanPaolo che ha presentato un'offerta per l'acquisto di tutte le azioni BMPS in circolazione, abbinata a una cessione concordata preventivamente di 635 filiali BMPS da vendere a Unipol, al fine di evitare problemi antitrust.
Il corrispettivo totale è un mix di azioni e contanti, con un'offerta di 1,6 azioni ISP per ogni azione BMPS, a cui si aggiunge una componente in contanti di 1 euro per ogni azione BMPS.
Sulla base del prezzo di chiusura ufficiale del 5 giugno, il premio era del 12,5%, mentre al prezzo di chiusura dell'8 giugno l'offerta presentava uno sconto dell'1,5%.
Le sinergie a pieno regime sono previste a 2,9 miliardi di euro, mentre i costi di integrazione sono stimati a 2,1 miliardi di euro.
Effetto
L’operazione mira a rafforzare la leadership di Intesa nel settore del commercial banking e della gestione patrimoniale in Italia, potenziando al contempo la divisione CIB di Intesa grazie a Mediobanca.
Intesa diventerebbe inoltre il maggiore azionista di Generali.
A nostro avviso, l'operazione presenta solide ragioni finanziarie e industriali per gli azionisti di Intesa, pur non riflettendo appieno il fair value di BMPS.
Alla luce della prevista creazione di valore, confermiamo le nostre valutazioni positive su Intesa (OUTPERFORM, TP 7,30 euro), BMPS (BUY, TP 11 euro) e BPER (BUY, TP 14,50 euro).
Azioni menzionate
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