MPS - Considerazioni preliminari del CdA sull’offerta di Intesa

MPS critica l'OPAS Intesa per il premio e la valutazione, sollevando dubbi anche su sinergie e rischi regolatori

Autore: Redazione
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Fatto

BMPS ha pubblicato le proprie considerazioni preliminari sull’OPAS di Intesa Sanpaolo, evidenziando che il premio implicito dell’offerta (12,5% rispetto al prezzo pre-annuncio) è inferiore a quello osservato nelle principali operazioni comparabili del settore bancario italiano.

La banca sottolinea inoltre che, ai prezzi di mercato del 15 luglio, il corrispettivo incorpora uno sconto di circa il 3,3% rispetto al titolo BMPS, che salirebbe al 6,2% considerando il dividendo interim atteso di Intesa.

Secondo il CdA, la valorizzazione implicita di circa 30,6 miliardi di euro non riflette pienamente il valore di BMPS, il cambio di controllo e la successiva disaggregazione della banca. BMPS evidenzia inoltre che contribuirebbe per circa il 34% del tangible equity della combined entity, mentre agli attuali azionisti verrebbe riconosciuta una partecipazione del 22%.
La banca esprime dubbi anche sull’entità delle sinergie indicate da Intesa Sanpaolo, pari a circa 2,9 miliardi di euro annui ante imposte (1,4 miliardi di euro di ricavi e 1,5 miliardi di euro di costi), ritenute particolarmente elevate rispetto alla dimensione del perimetro BMPS coinvolto nell’operazione e superiori a quelle osservate nelle operazioni comparabili.

BMPS richiama inoltre le incertezze legate alle autorizzazioni regolamentari e antitrust, nonché al trattamento della partecipazione in Generali detenuta tramite Mediobanca. In particolare, ricorda che il beneficio patrimoniale derivante dal Danish Compromise non è acquisito e che il management di Intesa ha indicato un impatto negativo di circa 60-70 bps sul CET1 ratio pro-forma in caso di mancato ottenimento.

Il CdA solleva anche interrogativi sulla cessione a Unipol di circa 635 filiali e del marchio BMPS. Secondo la banca, il prezzo indicato per il compendio (3,0-3,5 miliardi di euro) implica un multiplo di circa 7,6x P/E, inferiore ai multipli medi del settore bancario italiano.

Infine, BMPS ribadisce la validità del piano stand-alone basato sull’integrazione con Mediobanca, che prevede circa 16 miliardi di euro di distribuzioni cumulative agli azionisti nel periodo 2026-2030, un CET1 intorno al 16% e circa 3 miliardi di euro di capitale in eccesso.

Parallelamente, il CdA conferma che proseguiranno gli approfondimenti sulla proposta di aggregazione ricevuta da Banco BPM, ritenuta meritevole di ulteriori analisi anche perché non prevede la disaggregazione del gruppo e del marchio BMPS.

Secondo la stampa domestica, Banco BPM avrebbe preso atto, con soddisfazione, del giudizio del CdA di BMPS sull’offerta di ISP e sulla proposta di aggregazione di Banco BPM stessa.

Effetto

Riteniamo che, con i prossimi risultati del 2Q 2026 di entrambe le banche, potremmo avere ulteriore colore sulle future dinamiche.



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