Monte Paschi tiene due porte aperte, a Banco BPM e Intesa Sanpaolo

Il Cda ha replicato all'Opa di Intesa Sanpaolo con varie obiezioni, soprattutto sul prezzo: secondo gli analisti di Barclays, un miglioramento dell'offerta potrebbe spianare la strada all'operazione  

Autore: Marino Masotti
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Rilanciare per andare avanti 

Un miglioramento dell’offerta su Banca Monte dei Paschi di Siena, da parte di Intesa Sanpaolo, sarebbe per Barclays la miglior risposta alle tante obiezioni formulate la scorsa settimana dal consiglio d’amministrazione della banca guidata dal Ceo Luigi Lovaglio.
Gli analisti Paola Sabbione e Dibin Meledath Koruthu ritengono che un rilancio in contanti potrebbe risolvere buona parte dei problemi.

Oltre ad un possibile rialzo della componente in cash, oggi pari a un euro per azione, nel report si parla anche di un allargamento del perimetro di attività ceduto a Unipol e BPER, con la vendita di qualche sportello in più, per evitare problemi di eccesso di concentrazione.
La mossa, si legge nella nota, risolverebbe i residui rischi di antitrust senza smembrare la nuova MPS: a essere divisa non sarebbe più l'attuale MPS integrata con Mediobanca, ma solo la componente storica della banca senese, lasciando intatta l'integrazione con Mediobanca già in corso. Per Barclays, insomma, le obiezioni di MPS sono ampie ma "relativamente facili da affrontare" attraverso queste due leve.

Cosa non va dell'offerta

Criticità sull'offerta messe in evidenza dal Cda di Monte Paschi. Il premio proposto risulta inferiore alla media delle operazioni comparabili nel settore bancario italiano. Le sinergie stimate sono sovradimensionate. Rischi di antitrust residui – inclusa la quota del 13% in Generali che Intesa Sanpaolo arriverebbe a detenere nell'assicurazione vita. Incertezze regolamentari legate al "Danish compromise", il meccanismo che consente alle banche di non dedurre dal capitale le partecipazioni assicurative.

Porta semiaperta a Banco BPM 

Monte Paschi non chiude del tutto alla proposta di Intesa Sanpaolo e socchiude la porta alla proposta di fusione tra pari di Banco BPM (BBPM), definita meritevole di "una valutazione approfondita e rigorosa" perché preserverebbe l'unità del gruppo senza smembrare rete e marchio.

Trimestrale in arrivo

Il quadro si inserisce nel percorso di avvicinamento ai conti del secondo trimestre, attesi il 7 agosto. Equita si attende risultati in continuità con il trimestre precedente, coerenti con una guidance di utile ante imposte (PBT) 2026 sopra i 3,5 miliardi. Per MPS ex Mediobanca la Sim stima un margine di interesse (NII) in crescita del 2% trimestre su trimestre e commissioni in aumento del 4% annuo; per Mediobanca prevede una normalizzazione progressiva, con il Wealth Management ancora frenato dai deflussi pregressi. A livello consolidato, Equita stima un utile netto di 532 milioni (639 milioni adjusted) e un CET1 in leggero miglioramento rispetto al 15,9% del primo trimestre. 



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