Recordati - Trump rinvia i dazi sui farmaci

'obiettivo è di negoziare accordi con le grandi case farmaceutiche per evitare l’imposizione delle tariffe

Autore: Redazione
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Fatto

La Casa Bianca ha sospeso il piano relativo ai dazi fino al 100% sulle importazioni farmaceutiche a partire dal 1° ottobre. L'obiettivo è di negoziare accordi con le grandi case farmaceutiche per evitare l’imposizione delle tariffe.

Martedì, è stato annunciato un accordo con Pfizer: l’azienda investirà 70 miliardi di dollari per potenziare la produzione negli Stati Uniti e offrirà sconti su gran parte dei suoi farmaci tramite la piattaforma “TrumpRx.gov”. In cambio, avrà una sospensione triennale dei dazi.

Trump ha presentato l’intesa come modello per altri gruppi e ha avvertito che chi non parteciperà sarà soggetto a tariffe equivalenti.

Effetto

L’ipotesi di dazi sui farmaci va letta come leva negoziale, ma resta un’opzione sul tavolo nell’ambito delle trattative commerciali con Regno Unito ed Unione Europea, dove la produzione farmaceutica è significativa.

Per Recordati non stimiamo impatti diretti. Negli Stati Uniti (19% del fatturato nel primo semestre) l’azienda commercializza esclusivamente farmaci per malattie rare, che al momento dovrebbero esenti dai dazi.

In particolare, la produzione locale riguarda solo gli API di Enjaymo (circa 150 milioni di euro di ricavi 2025, 6% del fatturato di Gruppo), mentre il resto è importato dall’Europa.

Considerando che l’esposizione USA è limitata e che il segmento rare disease presenta già prezzi elevati e notevole flessibilità sul pricing, l’azienda avrebbe comunque margini per trasferire eventuali incrementi di costo ai clienti finali, laddove i dazi fossero estesi anche all’importazione di farmaci orfani.



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