Fincantieri - Oggi la firma Italia-Grecia per la vendita di 2 fregate

La Marina della Grecia acquista 2 navi FREMM classe Bergamini oggi in servizio con la Marina Militare italiana, con opzione per ulteriori 2 unità. Valore potenziale nell’ordine, 300-500 milioni  euro

Autore: Redazione
Panorama di un porto illuminato dai colori caldi del tramonto, con gru, banchine e navi all’orizzonte.

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Fatto

È prevista oggi a Roma la firma dell’Implementing Arrangement tra Italia e Grecia per l’acquisizione da parte della Marina ellenica di due FREMM classe Bergamini oggi in servizio con la Marina Militare italiana, con opzione per ulteriori due unità secondo la formula “2+2”. L’incontro vedrà la presenza del Ministro della Difesa greco Nikos Dendias, del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto e dei vertici delle due Marine.

L’accordo sarà firmato dalle strutture armamenti dei due Paesi e dovrebbe definire termini legali, finanziari e tecnici dell’operazione, inclusi supporto logistico, manutenzione, adattamento dei sistemi di bordo e coinvolgimento dell’industria/cantieristica greca. Le prime due unità indicate sono Carlo Bergamini e Virginio Fasan, con trasferimento previsto rispettivamente entro 1H28 e 1H29.

Effetto

Lettura positiva per Fincantieri, anche se non si tratta di una nuova costruzione diretta: stimiamo un valore potenziale nell’ordine di 300-500 milioni di euro per refitting, integrazione sistemi, supporto logistico e attività lifecycle. Inoltre, la cessione di due unità operative alla Grecia dovrebbe creare nel medio periodo la necessità per la Marina Militare italiana di ordinare due navi sostitutive, aggiungendo optionality domestica.

Il newsflow si inserisce in una pipeline Defence sempre più concreta: Portogallo FREMM EVO è già stato annunciato/firmato a livello governativo, per un valore indicato nell’ordine di circa 3,9 miliardi di euro lordi per 3 unità, con potenziale quota Fincantieri di circa 1,5-2,0 miliardi di euro, in attesa della formalizzazione industriale/efficacia contrattuale e dell’ingresso in backlog. A questo si aggiunge LSM US, con una prima assegnazione da 30 milioni di dollari per long-lead items sulle prime 4 unità, propedeutica a contratti di costruzione che stimiamo nell’ordine di circa 0,8 miliardi di euro, mentre LSS3 potrebbe valere circa 0,4-0,5 miliardi di euro.

Restano poi DDX, J3MS/spy ships e contratti lifecycle in Medio Oriente come principali dossier residui. In sintesi, il target di circa 5 miliardi di euro di ordini Defence indicato dal management appare sempre più supportato da dossier identificabili e in progressiva conversione.



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