Novartis acquisisce Avidity Biosciences per 12 miliardi di dollari
Il gruppo si rafforza nel segmento rare diseases

Fatto
Novartis ha annunciato l’acquisizione di Avidity Biosciences (NASDAQ:RNA) in un’operazione dal valore di $12bn, la più importante per la casa farmaceutica svizzera negli ultimi dieci anni.
L’intesa prevede il pagamento di $72 per azione in contanti, con un premio del 46% rispetto al prezzo di chiusura di Avidity di venerdì.
La biotech statunitense è specializzata nello sviluppo di terapie sperimentali per malattie rare, tra cui la distrofia miotonica di tipo 1, e vanta una pipeline di potenziali trattamenti di grande impatto.
Effetto
L’acquisizione si inserisce nel trend di operazioni di M&A che stanno interessando il settore biotecnologico, dove le grandi aziende farmaceutiche sono impegnate a rafforzare i propri portafogli e a sostenere la crescita dei ricavi in vista della concorrenza dei generici sui farmaci più venduti.
In questo contesto, Novartis ha già investito nel 2025 circa $6bn in operazioni mirate nei settori cardiovascolare, renale e neuromuscolare, confermando la volontà di diversificare e potenziare la propria pipeline.
Benché i multipli pagati da Novartis non siano stati resi noti (Avidity dovrebbe raggiungere il breakeven a livello di EBITDA non prima del 2028), riteniamo che per Recordati il read-across sia positivo.
L’operazione conferma infatti l’appeal speculativo del segmento rare diseases, che stimiamo nel 2026 contribuirà per circa il 43% dei ricavi e il 49% dell’Adj. EBITDA di Recordati. Il segmento offre margini elevati (45–50%), percorsi regolatori più rapidi, una solida protezione brevettuale, una minore pressione dei generici e un forte pricing power grazie all’elevato unmet medical need.
L’operazione di Novartis potrebbe preludere a un re-rating degli asset orphan a livello settoriale, mettendo in risalto la solidità e la qualità del portafoglio anche di Recordati.
Azioni menzionate
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