BANCA MPS - Analisi Fondamentale
Report di Analisi Fondamentale dall'Ufficio Studi di Intermonte
Giudizio: Interessante
Prezzo: 3.56€
Target di lungo termine: 4.10€
Sintesi
Un inversione di marcia nella storia azionaria di BMPS sta prendendo piede: basata su un CET1r maggiore del 18%, la società offre rendimenti del 7% per il 2023 e del 15% per il 2024: sosteniamo che non sia male per una banca che si aspettava di riprendere i pagamenti dei dividendi nel 2025 e che non ha effettuato alcun pagamento per anni. Un altro vantaggio sono le tendenze operative, con un pre-provisions profit di 0,5 miliardi di euro, +19% superiore alle nostre stime. In aggiunta a ciò, c'è la possibilità che questi numeri possano suggerire che il Governo possa optare per ritardare la sua strategia di uscita e cercare di massimizzare l'incasso sul suo investimento. Rimaniamo positivi sul titolo, alzando il nostro target price a €4,1 euro/azione.
La ripresa dei dividendi e anteprima P&L
A nostro avviso, i numeri del 4Q23 sono stati eccellenti, anche al netto di voci non ricorrenti. Il ritorno ai pagamenti dei dividendi è un segno estremamente importante, in quanto dimostra la fiducia del management nella forza della posizione patrimoniale rispetto alle passività legali.
BMPS ha riportato un risultato netto del 4Q23 di 1,1 miliardi di euro rispetto alla nostra stima di 0,3 miliardi di euro grazie al recupero di quasi mezzo miliardo di euro in passività legali e tasse positive per 0,3 miliardi di euro sulla base del recupero delle DTA. La componente operativa è stata notevolmente buona, con ricavi +5% A/E grazie a quasi 1 miliardo di euro in commissioni e un profitto operativo di 0,5 miliardi di euro, +19% rispetto alle nostre stime.
Payout e capital ratios
Le metriche erano migliori del previsto, anche tenendo conto dei dividendi in contanti sul 2023: il CET1r era del 18,1% (quasi il 19% prima dei dividendi), probabilmente un record tra le banche dell'UE. La banca ha optato per pagare un DPS di €0,25, implicando un rendimento del 7%. Ha un buffer di 750bp sul capitale T1. Per quanto riguarda il 2024, si prevede che il dividendo in contanti sia del 50% del pre-tax ex-one off. Ciò implica un rendimento circa del 15% sul 2024.
Asset quality e rischi legali
Come previsto, il costo del rischio del 4Q23 è salito a 70bp, (57bp nel FY23 vs. 55bp nel FY22), gli NPE lordi sono rimasti stabili nel trimestre a 3,5 miliardi di euro, con una NPE coverage del 49% (circa +1pp vs. FY22). Il costo del rischio per l'FY è risultato di 57bp, più o meno in linea con le previsioni. La NPL coverage era del 68% (+3% YoY) mentre la UTP coverage era del 37% (piatta YoY) colpita da alcuni flussi di mutui al dettaglio con perdite attese inferiori.
Nel 4Q23 c'è stato un declassamento signifactivo (€ -1,6 miliardi Q/Q) di contenziosi straordinari e richieste fuori corte, ora a 0,9 miliardi di euro oltre ai 0,5 miliardi di euro legati al caso Alken, per il quale è stata emessa una sentenza positiva di secondo grado nel dicembre 2023.
La nostra visione
Sebbene la volatilità a breve termine possa essere data per scontata dato che il titolo sta schizzando in alto sui risultati e il Governo potrebbe decidere di nuovo di diluire la sua partecipazione, sosteniamo che il pagamento dei dividendi possa far ritardare un'altra collocazione. In ogni caso, la potenziale domanda degli investitori risultante dalla nuova politica di payout può suggerire un rinnovato interesse nell'equity story della banca. Abbiamo aggiornato le nostre stime sulla base dell'outperformance del profitto operativo del 4Q23, tenendo in considerazione il fatto che il rilascio delle provvisioni per rischi legali e la riscrittura delle DTA possono aggiungere volatilità al risultato netto. In sintesi, confermiamo la nostra raccomandazione OUTPERFORM, con un target price aumentato a 4,1€/azione.
Azioni menzionate
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