Speciale Iran e mercati - Apertura a nuovi negoziati ma il Brent rimane sopra i 105 dollari al barile.
Abbas Araghchi, il ministro degli Esteri Iraniano, è atteso questa sera a Islamabad ma non ci sono conferme sulla possibilità di un nuovo colloquio con la delegazione degli Stati Uniti.

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Fonti governative del Pakistan hanno riferito che il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso questa sera a Islamabad. Nulla è stato ancora confermato, poiché i media iraniani riferiscono che la sua presenza è parte di un "tour regionale" che lo vedrà in visita anche in Oman e Russia. Il mercato sembra comunque aspettarsi un'apertura verso un nuovo negoziato con la delegazione statunitense.
Non si attenua il pugno di ferro del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La Cnn informa che la Casa Bianca starebbe pianificando possibili attacchi diretti per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz, qualora il fragile cessate il fuoco dovesse venire meno. Il New York Times però, dice che i costi finora sostenuti dall’esercito degli Stati Uniti stanno iniziando a pesare (circa 1 miliardo di dollari al giorno) e le scorte strategiche sono molto ridotte.
Tra Israele e Libano il secondo round di colloqui si è chiuso con un’estensione di tre settimane del cessate il fuoco, si cerca un accordo di pace definitivo. Nonostante ciò, si sono registrati nuovi raid da parte di Israele nel Libano meridionale.
Il mercato resta in fase attendista, con un nervosismo di fondo, il Brent salito a $105 dollari al barile ed il WTI ha toccato la soglia dei $100 al barile per poi ritracciare. I listini statunitensi hanno aperto in verde grazie all’effetto delle trimestrali, mentre quelli europei sono deboli in linea con il trend degli ultimi giorni. Tassi in leggero rialzo, Euro/Dollaro tornato sopra l’1.17 e oro poco mosso.
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