SpaceX chiede ancora soldi, il mercato non la prende bene

Anche se in cassa ci sono 100 miliardi e la raccolta IPO è stata di 86 miliardi, ieri la società ha annunciata l'emissione di bond per 20 miliardi: titolo verso la 4° seduta consecutiva di ribasso    

Autore: Marino Masotti
Vista esterna della sede centrale di SpaceX situata al numero 1 di Rocket Road

Photo by Walter Cicchetti/Getty Images

SpaceX ha già bisogno di soldi

La società delle esplorazioni spaziali, dopo aver raccolto la spettacolare cifra di 86 miliardi di dollari da Wall Street, ieri ha fatto sapere di voler chiedere venti miliardi di dollari al mercato obbligazionario.

L'annuncio del prestito ha ricordato che la corsa all'intelligenza artificiale richiede risorse colossali, da reperire soprattutto con immense emissioni di bond.

Axios segnala oggi che secondo JPMorgan, il debito legato ai data center è stato il principale motore dell'emissione di debito quasi record all'inizio dell'anno. “Non siamo ancora a metà anno e i finanziamenti per hyperscaler, data center e semiconduttori ammontano a 165 miliardi di dollari, ovvero già 27 miliardi di dollari in più rispetto a quanto emesso nell'intero anno 2025”, hanno scritto in un report.

Anche se ha 100 mld in cassa 

In realtà SpaceX non ha tutto questo bisogno di soldi, perché al 19 di giugno risultano in cassa poco più di cento miliardi di dollari: i venti miliardi servono per rimborsare un prestito ponte di uguale importo emesso tre mesi fa in vista dell’IPO.

Questo genere di operazioni non sono così rare, quando ci si prepara allo sbarco in borsa, servono come salvagente in caso di improvviso peggioramento delle condizioni di mercato.

Sarà anche tutto normale ma il mercato non l’ha presa bene. 

SpaceX a Wall Street 

Il titolo ha perso il 16,40% chiudendo a 154,60 dollari e oggi nel preborsa il prezzo indicativo è 155 dollari.

Nelle ultime tre sedute, la società ha perso circa 600 miliardi di capitalizzazione, scesa a circa duemila miliardi.

La società è attivissima sul fronte finanziario ma lavora anche su quello industriale. 

Potenza di calcolo affittasi

Il Wall Street Journal dà conto di un accordo per l'affitto di capacità di data center in via di negoziazione con Reflection AI, una startup valutata 25 miliardi di dollari che sta costruendo una rete di modelli di intelligenza artificiale open source. Accordi simili hanno avuto di recente come controparti Anthropic e Google.

L'accordo garantirà a SpaceX un ricavo di 150 milioni di dollari al mese, a partire dal 1° luglio, fino alla fine del 2029, secondo una fonte a conoscenza dei fatti sentita dal quotidiano. Se concluso, l'accordo avrebbe un valore complessivo di 6,3 miliardi di dollari. Entrambe le società possono rescindere il contratto con un preavviso di 90 giorni dopo i primi tre mesi.

Un portavoce di Reflection, interpellato da WSJ, si è limitato a commentare così: "Più potenza di calcolo significa più margine di manovra per costruire i migliori modelli open source al mondo su larga scala". La start up che ha tra i propri soci anche Nvidia è attiva nell’intelligenza artificiale open source, quella scaricabile e modificabile gratuitamente: OpenAi ed Anthropic invece lavorano con modelli proprietari.

Non solo missili

L’esplorazione dello spazio poco o nulla c’entra con l'operazione Reflection, in effetti SpaceX è molto di più di una semplice società di lanci spaziali. “L’opportunità più ampia risiede nel rendere possibili le comunicazioni, la difesa e altre infrastrutture spaziali attraverso un accesso allo spazio a costi inferiori”, afferma Tony Wang, Portfolio Manager di T. Rowe Price in un report.

Intanto i missili riutilizzabili hanno già cambiato l’economia dell’accesso allo spazio. Falcon 9, il razzo di SpaceX, ha già dimostrato i vantaggi in termini di costi inferiori, mentre Starship, il veicolo di trasporto pesante di nuova generazione, potrebbe espandere ulteriormente la capacità di carico utile e ridurre ulteriormente i costi, se raggiungesse affidabilità e scala a livello commerciale. Wang ricorda inoltre Starlink, rete satellitare a banda larga che espandendosi, “beneficia di un effetto volano in cui una maggiore copertura e capacità possono attrarre più utenti, generare maggiori ricavi e sostenere un’ulteriore crescita”.

In questo modo, SpaceX diventa sempre più importante per i governi, con il bisogno di avere servizi di lancio affidabili, comunicazioni resilienti e supporto per missioni di difesa e di intelligence. 

Infine, c’è la produzione. “L’approccio verticale integrato di SpaceX, i test rapidi e il processo di sviluppo iterativo potrebbero creare vantaggi in termini di costi, velocità e apprendimento difficili da replicare per i concorrenti”, prosegue il portfolio manager.

Wang è meno caldo sulle interazioni tra intelligenza artificiale ed attività nel cosmo: “Concetti come l’elaborazione orbitale rimangono altamente speculativi e devono affrontare significativi ostacoli tecnici ed economici”.



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