Unipol, il mercato scommette sul super polo delle banche

In Borsa, il titolo è salito del 27% da inizio anno, contro il +16% del Ftse Mib e il modestissimo +4,6% dell’indice europeo Stoxx Insurance. E il rally potrebbe proseguire

Autore: Marino Masotti
Veduta diurna della Torre Unipol a Milano, sede principale, con facciata moderna e vetri riflettenti.

Unipol sta presentando agli investitori stranieri i tanti benefici derivanti dalla catena di operazioni collegate alla possibile nascita del nuovo super polo bancario ed assicurativo del quale sarà il baricentro.

I passaggi sono tanti e non semplici, gli effetti positivi, se non ci saranno intralci lungo il percorso, sono di grande rilevanza: il mercato li tiene in considerazione e il titolo in borsa sale. Secondo Intermonte, c’è spazio per un ulteriore rialzo.

E’ stato confermato nel recente roadshow, che in aggiunta alle sinergie derivanti dalla fusione tra la partecipata BPER Banca e una costola importante della rete retail di Banca Monte Paschi di Siena, c’è anche la spinta al business assicurativo derivante dalla vendite delle polizze nelle filiali entrate nell’orbita della compagnia.
Nel nuovo aggregato ci saranno da servire due milioni di clienti suddivisi in 2.600 sportelli: oggi, secondo quanto calcolato dal management del gruppo con sede a Bologna, BPER Banca lavora al 60% della sua capacità operativa in termini di banca assurance, Banca Popolare di Sondrio è ancora più indietro.

In questo ramo del business, “l’upside sembra di tanto sottovalutato”, afferma l’analista di Intermonte Antonio Gianfrancesco. Il punto di partenza è relativamente basso e scalabile: due miliardi di euro di polizze nel Vita 150 milioni nel Danni. La cifra è destinata a crescere nel momento in cui le vecchie filiali Monte Paschi Siena, cedute da Intesa Sanpaolo post chiusura dell’acquisto, saranno libere, per l’esaurirsi dell’accordo distributivo con AXA, di collocare i prodotti Unipol, soprattutto quelli più redditizi.

Negli incontri con gli investitori in corso in questi giorni, Unipol sta parlando di parecchie decine di milioni di euro di incremento dell’utile netto di esercizio derivante da questa nuova voce delle entrate.
Il risultato netto di Unipol è stato pari a 1,48 miliardi di euro l’anno passato e dovrebbe arrivare, secondo Gianfrancesco, poco sopra quota un miliardo e mezzo. Circa il 90% dei profitti saranno dati ai soci, con un dividendo per azione stimato in aumento costante nei prossimi anni: secondo l’analista, nel 2028 la cedola dovrebbe essere 1,4 euro, per un rendimento di oltre il 6%, da 1,12 del 2025.

In Borsa, il titolo è salito del 27% da inizio anno, contro il +16% del Ftse Mib di Piazza Affari ed il modestissimo +4,6% dell’indice Stoxx Insurance del settore europeo di riferimento. La persistenza di livelli dei tassi d’interesse  relativamente alti ha di certo aiutato la compagnia in questi ultimi anni di forte crescita del business e di importante apprezzamento del titolo, ma il +71% del titolo nel 2025, contro il +31% del Ftse Mib, si giustifica anche con il ruolo centrale assunto da Unipol negli equilibri finanziari in via di formazione in Italia.

Il mercato aveva probabilmente fiutato che il giro di aggregazioni bancarie del 2025 non aveva portato alla fine della stagione del consolidamento ed aveva anticipato qualche novità. L’annuncio dell’offerta di Intesa San Paolo su Banca Monte Paschi, con gli annessi riguardanti Unipol, è stata infatti l’occasione per un ulteriore incremento del valore di borsa: dall’otto di giugno, data dell’annuncio, in borsa, Unipol ha guadagnato il 30%. La performance è rilevante anche alla luce del fatto che per finanziare l’acquisto delle filiali, Unipol dovrà raccogliere 2,5 miliardi di euro vendendo azioni

La cifra sborsata per le 632 filiali è secondo Giafrancesco ragionevole (8,7 volte il PE). In più, l’effetto diluitivo sull’utile per azione derivante dall’emissione di circa 127 milioni di nuove azioni, dovrebbe lasciare il posto, già nel 2028, agli effetti accrescitivi dell’utile derivanti dall’emersione delle sinergie derivanti dalla nascita della nuova Banca Monte dei Paschi, la prima parte del nuovo nome è la stessa del vecchio, manca il suffisso Siena.
I marchi Bper e Banca Popolare di Sondrio cesseranno di esistere e ci saranno risparmi per circa 800 milioni di euro.



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